| 29 marzo 2017

Ieri il premier inglese Theresa May ha firmato, e fatto consegnare, la richiesta a Bruxelles di uscita dalla UE.
In base all'ormai famoso art. 50, nel giro di 2 anni il Regno Unito se ne andrà per la sua strada.
E' l'inizio di uno scenario preoccupante.
Gli scozzesi si sono già fatti sentire, perchè loro vogliono rimanere in Europa e minacciano la secessione dalla Gran Bretagna.
Ma non è questo il vero problema.
I nazionalismi montano di fronte ad una durissima crisi economica che i burocrati del parlamento europeo non sono stati capaci nè di interpretare, nè di gestire.
Ora si parla insistentemente di una possibile confederazione di vari Stati, soprattutto quelli dell'Est, che sono pronti a lasciare la UE per creare un loro salotto ristretto.
Dall'altro lato dell'oceano, Trump sta costruendo muri e vuole il protezionismo americano, fregandosene altamente di questo debole e sgangherato Vecchio Continente.
Putin, a capo del più grande paese del mondo, gongola beato e tende la mano ai separatisti europei, Salvini e Le Pen in testa.
Il sogno europeo pare dunque finito e non servono i recenti festeggiamenti romani per farlo durare nel tempo.
I tempi son cambiati e con essi il mondo.

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| 28 marzo 2017

Questa è una storia vera, di un'adolescente che, nella provincia bresciana, si sta bruciando la vita tra alcool e droga.
Figlia unica, con una famiglia difficile ma non impossibile alle spalle e una madre attenta e fin troppo amorevole.
Una ragazza di 20 anni, che non ha saputo affrontare la vita, se non rifugiandosi ai primi problemi nei super alcoolici e in qualche canna tagliata male.
Ultimamente la situazione è peggiorata, tra le solite giustificazioni giovanili che sembrano solo scuse inaccettabili.
Le canne non bastano più, meglio assumere droghe più potenti che, mischiate agli antidepressivi, sfociano in una persistente violenza ed aggressività contro i genitori stessi.
Così gli episodi simili diventano numerosi in tutta Italia.
E' cronaca dei giorni nostri.
Il cattivo esempio, il permissivismo, l'assenza di una rigida educazione famigliare, i pochi sacrifici quotidiani, il perdono a prescindere, stanno rovinando un'intera generazione.
Per alcuni non resta che la strada del TSO, dei Sert, delle comunità di recupero.
Mentre la vita fugge veloce, lasciandosi alle spalle una certa gioventù dal cervello bruciato.

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| 27 marzo 2017

Vi lascio da leggere il mio ultimo pezzo pubblicato da QUI BERGAMO e attualmente in edicola.

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E’ una domenica di inizio febbraio nel centro di una ricca città del Nord Italia. Piove, ma per strada c'è tanta gente, forse richiamata dagli ultimi giorni di saldi al 70%. Sono numerosi gli extracomunitari che chiedono l'elemosina ai passanti. Ognuno ha il suo posto fisso: chi fuori dal ristorante alla moda, chi davanti ai grandi magazzini, chi nell'angolo cruciale. Sono sempre gli stessi e ormai si conoscono bene. “Ciao amico!”, è il loro modo di salutare. Prima sorridono, scherzano, poi il loro approccio si fa disperato: “Ho fame, non mangio da ieri, mi puoi dare qualcosa?”. Sono insistenti, non ti mollano, ti stanno vicino, quasi a contatto e ti accompagnano con la mano tesa per un pezzo di strada. Qualche anno fa alcuni di loro, i più evoluti commercialmente, stendevano un lenzuolo per terra e lo riempivano di falsi prodotti griffati, tra cui giubbini, scarpe, cinture, portafogli e borse. Erano ben organizzati e c’era sempre una vedetta pronta a segnalare l’arrivo delle Forze dell’Ordine. Allora il lenzuolo con dentro le grandi firme si ripiegava velocemente e in un secondo tutto spariva. Poi i negozianti regolari hanno cominciato a protestare, quasi fossero gli extracomunitari a rovinare le vendite su piazza. Così la Polizia Comunale ha aumentato i controlli e ha iniziato a sequestrare un bel po’ di mercanzia. Da quei giorni in centro i lenzuoli griffati non si vedono più. Meno rischioso chiedere l’elemosina. Tempo fa un ragazzo della Costa d’Avorio, garbato e aiutato da una faccina rassicurante, mi ha confessato che nei weekend riesce a raccogliere anche 200 €. Vive alla Caritas e quindi spese non ne ha. Certo non è una gran vita, d’inverno fa freddo per strada e la fortuna è tutta un’altra cosa, ma alla fine ci si adatta. Poi in città c’è un altro modo di fare affari, anche se magri. Alcuni extracomunitari sono aggiornatissimi sulle previsioni meteo, che ormai scaricano con regolarità dai cellulari. Infatti alle prime gocce d'acqua spuntano una miriade di venditori d'ombrelli. Li trovi dappertutto e sono di ogni razza: senegalesi, nord africani, indiani, cingalesi. Gli ombrelli però sono solo di due tipi: quelli pieghevoli che si possono portar via a 5 € e quelli automatici che partono da una base d’asta di 10 €. I venditori sono multietnici, ma la mercanzia è tutta uguale e rigorosamente made in China. Chissà chi la distribuisce all’ingrosso! Ieri mi sono fermato sotto la pioggia a chiacchierare con un senegalese alto, giovane, educato, dal portamento fiero e che parlava un italiano quasi perfetto. Per 7 € ti rifilava un ombrello dalle fattezze discrete. Gli ho chiesto che senso avesse lasciare Dakar per fare questa vita. E lui mi ha confermato che era tutta colpa di suo zio, che non gli aveva spiegato quanta crisi ci fosse in Italia. "Guarda - mi dice – se potessi tornare indietro, non verrei più qui. Non c'è lavoro, le fabbriche stanno chiudendo e nemmeno in nero riesco a trovare qualcosa da fare. Noi dall'Africa non abbiamo idea di quale sia la grave situazione economica italiana. Allora perchè ci dicono di venire qui?" Bè, ecco un termometro reale dell’economia nel nostro bel paese. E forse le vere motivazioni di tanta immigrazione sono da ricercare in un business fiorente e nemmeno nascosto. L’Italia spende circa 4 miliardi di euro all’anno per distribuire e mantenere questa gente nei vari centri d’accoglienza. La maggior parte del denaro non va agli immigrati, ma resta alle associazioni e alle cooperative che gestiscono un flusso migratorio di quasi 200.000 persone ogni anno. E’ un affare dai fatturati incredibili e meno rischioso del traffico degli stupefacenti. La politica e la malavita non sono indifferenti a questo fiume di soldi, che parte dagli scafisti e arriva ai vari Cara, Cie, Cda o Cpsa. Denaro fatto in pratica sulla pelle di una modernizzata tratta degli schiavi. Poi questa gente si riversa per strada, spesso fa casino, si integra con la delinquenza locale, insomma disturba l’italiano medio che sta già patendo una dura crisi economica. E allora la polveriera si accende in un attimo, in una guerra tra poveri e dannati. “Su, dammi l’ombrello, caro senegalese, che piove e buona fortuna a tutti!”
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| 24 marzo 2017

L'uomo superiore appare in tre differenti modi: visto da lontano è solenne, se avvicinato è cordiale, è severo nel parlare.
L'uomo superiore non premia in base alle parole, ma non respinge un argomento a causa di chi lo sostiene.
L'uomo superiore è in armonia con gli altri, ma non è servile e uniforme.
L'uomo dappoco è servile e uniforme, ma non in armonia con gli altri.
L'uomo superiore è universale e non fazioso.
L'uomo dappoco è fazioso e non universale.
Ciò che l'uomo superiore cerca, lo cerca in se stesso, mentre l'uomo dappoco lo cerca negli altri.
L'uomo superiore è cauto nel parlare e pronto all'azione.

Confucio - 500 anni A.C.

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| 22 marzo 2017

Quest'anno si prevede che in Italia sbarcheranno più di 200.000 migranti.
L'Unione Europea ha già fatto sapere che l'80% di questa gente è clandestina e non ha il diritto allo status di rifugiato.
In teoria è necessario rispedirli a casa loro.
Ma il business che ruota intorno a questo esodo è miliardario.
Pensate che su Alibabà, il sito cinese di e-commerce, c'è un link apposito dove si possono acquistare per pochi dollari barconi specifici allo scopo.
Adesso si scopre che, tracciando via satellite il percorso delle navi di soccorso delle varie ONG, i migranti vengono direttamente imbarcati solo a 10 miglia dalle coste libiche.
Insomma per chi vuole venire da noi è sufficiente fare una decina di chilometri in mare e trova bello e pronto il servizio gratuito di navetta per l'Italia.
Il problema non è il soccorso, che è sempre meritevole di encomio ed apprezzamento, ma sono i costi di centinaia di migliaia di clandestini che poi il nostro paese deve mantenere per anni.
L'Europa infatti non li vuole e si rifiuta di accoglierli a prescindere.
Allora il blocco navale non è poi un'ipotesi così peregrina.
Se vengono imbarcati dalle nostre navi a 10 miglia da Tripoli, sarebbe sufficiente cernirli a bordo e riportare in Libia l'80% dei non aventi diritto.
Dopo poco tempo, nessuno si rimetterebbe in mare.
Perchè il Governo non può continuare con questa politica delle porte aperte a tutti, soprattutto quando non è in grado di mantenere nemmeno i suoi 4 milioni e mezzo di italiani poveri assoluti.
E di questo passo l'immigrazione africana diventerà una bomba sociale che prima o poi esploderà in tutta la sua devastante gravità.
Con buona pace di chi oggi sta lucrando silenziosamente su questa moltitudine di migranti.

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| 21 marzo 2017

Ecco un sondaggio fresco, fresco sulle intenzioni di voto degli italiani.
Il M5S arriva al 32,3% (nuovo record), il Pd è al 26,8% (record negativo), Lega al 12,8%, Forza Italia al 12,7%, Fratelli d’Italia al 4,6%, Movimento dei Progressisti al 3,3%, Ncd (di alfaniana memoria) al 2,8% e Sinistra Italiana al 2,7%. L'astensionismo si avvicina al 34%.
Piccolo particolare: con la nuova legge elettorale il premio di maggioranza ha una soglia del 40%, perciò nessun partito sembra riuscire a raggiungerla.
In pratica non si governa senza coalizioni.
Ma allo stato nè i raggruppamenti di centrodestra, nè quelli di centrosinistra hanno la maggioranza dei voti.
Perchè oltre un terzo degli italiani non va alle urne e un terzo di chi vota è con Grillo, un terzo è a sinistra e un terzo è a destra.
A meno che non si faccia il solito inciucio all'italiana, dove si uniscono tutti contro il Movimento 5 Stelle.
Quindi?
Ingovernabilità garantita in un paese allo sfascio.
E il Parlamento nel frattempo non fa niente, in un immobilismo cianotico fatto di incapacità e di cialtronerie.

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| 20 marzo 2017

Dopo la festa del pi greco, quella della donna, quella del papà, oggi ricorre la giornata della felicità.
Va bene che domani è primavera, ma marzo sembra un pò troppo carico di ricorrenze.
Ma che senso ha?
Se sei felice, beato te, non hai bisogno di una data per ricordartelo, se invece sei subissato dai problemi, oggi è il giorno giusto per farti girare i cosiddetti.
Perchè la felicità è una cosa seria e non dipende solo dallo stato d'animo personale, ma da un sacco di condizioni al contorno.
La vita è un marasma di accadimenti, non tutti positivi e non tutti dipendenti dalle proprie scelte.
Infatti qualche scienziato ha sentenziato, calcoli alla mano, che il 50% dei fatti che accadono dipendono dal fato, dal caso, dal destino insomma.
Quindi più che festeggiare l'effimera felicità, bisognerebbe proclamare il Bottom Day!
La giornata del "culo", inteso come fortuna a prescindere.
Auguri!

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| 17 marzo 2017

Ieri la politica ha dato il meglio di sè.
Dopo aver salvato l'indagato Lotti, ha usato i guanti bianchi anche con il pregiudicato Minzolin.
Un semplice scambio di voti tra Forza Italia e PD è bastato per mantenere i due Signori a spese dello Stato.
Ma il più bello è arrivato con i voucher.
Per paura di una nuova bocciatura referendaria a fine maggio, il Governo, tramite la Commissione Lavoro, ha deciso di abolirli in toto.
Così un strumento flessibile e veloce per regolarizzare il lavoro occasionale, e che valeva lo zero virgola delle ore lavorate in Italia, viene buttato nel cestino.
Di conseguenza, tornerà il nero per un certo periodo.
Poi, in perfetto stile italiano, verranno reintrodotti con un altro nome (ticket?).
Alla faccia del popolo bue che comunque non si incazza mai.
Buon weekend!

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| 14 marzo 2017

Il fatto recente è noto a tutti: un oste di Lodi in piena notte scopre tre ladri, di cui uno sicuramente romeno, intenti a rubare nel suo negozio.
Spara col suo fucile e uccide uno dei ladri, che viene abbandonato per strada dai compagni poco distante.
Quali sono i confini della legittima difesa sulla proprietà privata in Italia?
Il problema è uno solo: il nostro codice penale si basa ancora sui fondamenti di quello fascista mussoliniano e sottoscritto da Re Vittorio Emanuele III negli anni '30.
Lo Stato è visto come il grande padrone che ti dice, a te servitore, cosa puoi fare e cosa no.
Insomma un codice che c'azzecca poco col vero liberismo, tipico della cultura anglosassone, dove al centro della società c'è l'uomo con il suo diritto sacrosanto alla felicità.
Per capire meglio, uccidere un malvivente nella proprietà privata non dovrebbe costituire un reato.
Invece da noi, in questo caso, esiste l'omicidio colposo con l'eccesso di legittima difesa ed poi è lo Stato, dopo un processo, che può decidere o meno di perdonarti.
Non è una differenza da poco.
Qualche idiota parla anche di giustizieri fai da te, non comprendendo che non siamo di fronte a chi va a cercare il reo per colpirlo a posteriori al di fuori della legge, o per recuperare da solo la refurtiva.
Qui siamo in presenza di malviventi incalliti che entrano in una casa per rubare, percuotere, seviziare, violentare e a volte uccidere.
Quindi la legittima difesa è un sacrosanto diritto del proprietario, che non deve essere costretto dallo Stato a fare la diagnosi preventiva sulle intenzioni e sull'armamento di chi è entrato.
Inoltre in Italia lo Stato in materia di sicurezza verso i cittadini è praticamente assente e, da inadempiente, non può permettersi di fare il moralista.
Così assistiamo alla follia del fratello del romeno ammazzato a Lodi che dice di perdonare l'oste ma di volere giustizia.
Avete capito bene: ci vuole giustizia per i delinquenti, non per i poveracci che vivono in questo letamaio del diritto.

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| 10 marzo 2017

L'altro giorno il Senato ha approvato il DDL anti povertà, che entrerà in vigore forse quest'estate.
Verrà dato un contributo statale che può arrivare fino a 500 € al mese a quelle famiglie, italiane e non, che sono in povertà con un reddito complessivo lordo sotto i 3.000 €/anno.
Lo stanziamento si aggira intorno ai 2 miliardi di € e coprirà meno del 25% degli aventi bisogno, che in Italia superano i 4,5 milioni.
La politica sta festeggiando con le solite chiacchiere fumose e zeppe di fuochi pirotecnici.
In realtà abbiamo un Governo che stanzia 2 miliardi per i suoi cittadini allo stremo, ma che però trova, contestualmente, 20 miliardi di € per salvare alcune banche private degli amici degli amici.
E ciò, in un paese normale, non è accettabile.
Ma gli italiani son fatti così.
Troppo buoni per cambiare.

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