| 18 maggio 2012

Qualche decennio fa gli amanti della finanza creativa crearono i famigerati derivati, che hanno avuto un boom proprio grazie alla globalizzazione.
Nacquero sotto l'astuta consulenza di Goldman Sachs, Morgan Stanley e Citibank.
Cosa sono?
Sono prodotti finanziari il cui valore deriva dall’andamento del valore di un altro bene (azioni, obbligazioni, valute ecc.), oppure dal verificarsi di un preciso evento. Quindi sono una specie di scommessa su un avvenimento futuro.
A cosa servono?
Possono essere utilizzati per la copertura di un rischio (hedging), per tutelarsi dai rischi di oscillazioni prezzi (nelle valute), di tasso (modifica dei tassi di interesse) o di cambio (oscillazioni del tasso di cambio). Possono anche essere usati a sé stanti, per scopi speculativi, sfruttando quello che in finanza è chiamato l'effetto leva. Un terzo uso è quello di effettuare arbitraggi.
Quali sono?
Nascono nuovi derivati ogni giorno, con diversi profili finanziari e diversi gradi di sofisticazione. Le tipologie più note e diffuse sono: Future, Opzione (finanza), Swap, Forward rate agreement, Interest Rate Swap, Esotici e Strutturati.
Sorprendentemente le leggi che li regolano sono però light, very light. Il contrario di ciò che dovrebbe essere.
Ragione per cui oggi spesso finiscono nelle mani di speculatori pregiudicati.
Anche perchè, quando cambiano le condizioni dei mercati, per uscire da un derivato prima della scadenza bisogna pagare delle penali costosissime.
Ma quanto valgono questi pezzi di carta?
Attenzione, attenzione!
Le ultime statistiche a dicembre 2011 della BRI (Banca dei Regolamenti Internazionali), dicono che nel mondo i derivati hanno un valore di 647.000 miliardi di dollari nominali, cioè 14 volte (!!!) la capitalizzazione di tutte le Borse del globo, che è formata dalla quotazione di aziende vere con un'economia reale.
Volete capire meglio?
Questa somma corrisponde a 9 volte il PIL di tutte le nazioni della Terra, nessuna esclusa.
Avete già intuito dove voglio andare a parare.
Chi pagherà questa finanza di carta e, soprattutto, come farà a pagarla?
Un esempio?
Pare che, nel silenzio più assoluto, a gennaio 2012 il Governo Monti abbia versato 3,4 miliardi di dollari nelle casse della banca d’affari Morgan Stanley per chiudere anticipatamente i contratti in essere sul mercato dei derivati e diventati dai tassi d'interesse insostenibili.
Altro che IMU!
Ma i derivati In Italia, secondo le ultime stime disponibili, ammonterebbero a oltre 30 miliardi di euro. Un debito sconosciuto ai più e che non finisce nei dati ufficiali.
Capito adesso perchè il mondo occidentale sta economicamente traballando?
Buon week end.

| 15 maggio 2012

Era nell'aria, ma ieri sera è arrivata l'ennesima stoccata all'economia italiana.
Questa è la notizia (dal Sole XXIV ORE):
"Ben 26 istituti di credito italiani hanno subito il taglio da parte dell'agenzia di rating Moody's e per tutte l'outlook è negativo. E così i rating a lungo termine sono oggi di Baa3 per Mps (era Baa1) e Banco Popolare. Per Ubi banca il rating a lungo termine è stato portato a Baa2 dal precedente A3. Tra i big Intesa Sanpaolo è stata portata ad A3 da A2 così come UniCredit. Per Moody's a questo punto i rating delle banche italiane «sono ora tra i più bassi nei paesi dell'Europa avanzata e riflettono - avverte l'agenzia in una nota - la vulnerabilità di queste banche a contesti operativi sfavorevoli in Italia e in Europa». Per l'agenzia pesano non solo le avverse condizioni di mercato con il Paese in recessione e le misure di austerità che deprimono la domanda interna, ma anche la scarsa qualità dell'attivo e le difficoltà di accesso al mercato del funding."
Tra le banche in questione (quasi tutte) ci sono il Monte dei Paschi di Siena il cui rating è stato tagliato di due gradini (da Baa1 a Baa3); Unicredit e Intesa SanPaolo tagliate di un gradino (da A2 ad A3); il rating di Ubi Banca (gruppo Banca Popolare di Bergamo) è passato da A3 a Baa2; quello del Banco Popolare (Credito Bergamasco) da Baa2 a Baa3.
I piccoli imprenditori sanno bene cosa significhi avere la propria azienda con un rating peggiorato.
Devono andare umilmente nella propria banca, vedersi aprire un freddo computer e sentirsi dire che i fidi non ci sono più, che il credito è tagliato e che il futuro si spegne.
La differenza è che le banche con un rating tagliato, al di là di avere delle difficoltà a recuperare clientela pregiata sui mercati internazionali, potrebbero solo dover pagare più interessi per avere denaro dalle banche centrali.
In questo caso, statene certi, scaricheranno le loro non performances direttamente sui tassi applicati alla spettabile clientela.
Mentre gli imprenditori non possono avere un salvagente del genere. Perchè il rating che si abbassa denota purtroppo prospettive (il famoso outlook) negative.
Chi paga, siamo ancora noi insomma.
In ogni caso, è una brutta situazione per tutti.
Speculazioni finanziarie e giochi al massacro a parte.
Ed è inutile infierire oggi sulle gestioni allegre e poco lungimiranti dei grandi banchieri nostrani.

| 14 maggio 2012

La Basilica di Santa Apollinare è vicino a Piazza Navona nel cuore di Roma.
E' stata fondata oltre 1.200 anni fa da Papa Adriano.
Dal 1992 l'intera struttura, compresa la chiesa, è passata in proprietà all'Opus Dei, che vi ha installato la sua Pontificia Università della Santa Croce.
Nei tempi fu visitata da numerosi Papi tra cui il nostro Beato Giovanni XXIII.
Al suo interno vi sono sepolte alcune persone: Giacomo Carissimi, compositore italiano di musica barocca e maestro di cappella di Sant'Apollinare (1674); Monsignor Antonio Palombi, Cappellano Segreto e Crocifero di papa Pio VI (1785) ed Enrico De Pedis, ultimo capo della banda criminale della Magliana (1990).
Cosa stride? Che un criminale come De Pedis sia sepolto lì.
Perchè? Per denaro ovviamente, ma non solo.
Il 6 marzo 1990, a soli 32 giorni dall'uccisone di De Pedis da parte di un killer, il rettore della basilica, monsignor Piero Vergari, attestò con una lettera lo status di grande benefattore di De Pedis: «Si attesta che il signor Enrico De Pedis nato in Roma - Trastevere il 15/05/1954 e deceduto in Roma il 2/2/1990, è stato un grande benefattore dei poveri che frequentano la basilica ed ha aiutato concretamente a tante iniziative di bene che sono state patrocinate in questi ultimi tempi, sia di carattere religioso che sociale. Ha dato particolari contributi per aiutare i giovani, interessandosi in particolare per la loro formazione cristiana e umana».
Per capire meglio, atteniamoci ai fatti (fonte Wikipedia).
Il legame tra Enrico De Pedis e il rapimento di Emanuela Orlandi è oggetto di indagini da parte della magistratura romana addirittura dal 2008, ed è scaturito da una sola dichiarazione, quella di Sabrina Minardi, e una sospetta quanto fragile coincidenza: l'insolita sepoltura di De Pedis, scoperta nel 1997, nella cripta della basilica di Sant'Apollinare a Roma, struttura di proprietà dell'Opus Dei, accanto alla scuola di musica frequentata dalla Orlandi.
Nel 2007 un pentito della Banda della Magliana, Antonio Mancini, ritenuto inattendibile da diverse corti di Assise, disse ai magistrati della Procura di Roma che in carcere, all'epoca della scomparsa della quindicenne «Si diceva che la ragazza era roba nostra, l'aveva presa uno dei nostri».
Nel giugno 2008, Sabrina Minardi, ex moglie del calciatore Bruno Giordano e per molti anni amante di De Pedis ha rilasciato alcune dichiarazioni (mai riscontrate o spesso riscontrate al contrario), secondo le quali De Pedis avrebbe eseguito materialmente il sequestro per ordine del monsignor Paul Marcinkus (allora a capo dello IOR). A detta della Minardi, l'Orlandi fu giustiziata sei, sette mesi dopo e il cadavere sarebbe stato occultato da De Pedis presso Torvajanica in una betoniera, assieme ai resti di un altro giovanissimo ostaggio, Domenico Nicitra, 11 anni, figlio di un ex affiliato della banda della Magliana, il siciliano Salvatore Nicitra. Tuttavia il piccolo Nicitra scomparve solo nell'estate del 1993, tre anni dopo la morte di De Pedis. Le dichiarazioni della Minardi, benché siano state riconosciute dagli inquirenti come incoerenti (anche a causa dell'uso di droga da parte della donna, non solo in passato) hanno nuovamente attirato l'attenzione degli investigatori mesi dopo, a seguito del ritrovamento della BMW che la stessa Minardi ha raccontato di aver utilizzato per il trasporto di Emanuela Orlandi e che risulta appartenuta prima a Flavio Carboni, imprenditore indagato e poi assolto nel processo sulla morte di Roberto Calvi, e successivamente ad uno dei componenti della Banda della Magliana.
Nel dicembre 2009, molto tardivamente, due "pentiti" della Banda della Magliana hanno rilasciato dichiarazioni relative al coinvolgimento di De Pedis e di alcuni esponenti vaticani nella vicenda di Emanuela Orlandi. Antonio Mancini ha rivelato il 10 dicembre che il sequestro di Emanuela Orlandi venne gestito da De Pedis «nel quadro di problemi finanziari con il Vaticano». Maurizio Abbatino, altro "collaboratore di giustizia" della Banda, ha dichiarato al procuratore aggiunto titolare dell'inchiesta che - a seguito di confidenze raccolte fra i membri della banda - il sequestro e l'uccisione di Emanuela avvennero per opera di De Pedis e dei suoi uomini, nell'ambito di rapporti intrattenuti da lui con alcuni esponenti del Vaticano.
Oggi il sepolcro di De Pedis verrà finalmente aperto e sono quasi sicuro che i resti della povera Emanuela non saranno lì.
Un'unica considerazione.
Vero è che pecunia non olet, ma il Papa ritiene giusto che Santa Apollinare sia il luogo ideale per seppellire un personaggio del genere?
Che esempio dà la Chiesa a tanti buoni e meritevoli cristiani?
Al di là dei morti ammazzati (anche da De Pedis) e dei molti misteri, questo è il vero problema morale.

| 12 maggio 2012

Lo Stato italiano ha ancora cento miliardi di euro di debiti da pagare alle imprese private.
Molte di queste sono fallite, perchè non hanno retto finanziariamente a anni di insoluti pubblici.
Però lo stesso Stato autorizza la sua agenzia di riscossione a massacrare economicamente i cittadini e i piccoli imprenditori con cartelle esattoriali da tassi da usura e con scadenze irrevocabili di solito non oltre i 24 mesi.
Per tasse non pagate di 1.000 euro si può perdere la casa e vedersi richiedere 10.000 € di interessi.
Ciò non è assolutamente equo, perchè questo sistema palesa l'utilizzo di due pesi e due misure.
Preso atto che il sistema bancario italiano non dà più credito a nessuno, il Governo avrebbe potuto sostenere l'economia allungando la restituzione dei debiti a 72 mesi per tutti (così come già previsto dalla legge) e diminuendo i tassi d'interesse, visto che l'Italia paga il denaro l'1% all'anno.
Così facendo Equitalia avrebbe recuperato molto di più di quello che sta incassando oggi ed avrebbe avuto pure una funzione sociale in una crisi così dura.
Ora la gente esasperata, magari prima di togliersi la vita, attacca con la violenza le agenzie di riscossione, ma non ci voleva molto a prevederlo, perchè la vera disperazione provoca sempre effetti devastanti.
E invece proprio ieri la grande Equitalia ha diramato il seguente comunicato:
"E' inaccettabile continuare a scaricare irresponsabilmente su Equitalia la colpa di gesti estremi e situazioni drammatiche. La troppa superficialità con cui negli ultimi tempi si è associato a Equitalia il termine suicidio, sta avendo come effetto di alimentare tensioni sociali, oggetto di facili strumentalizzazioni, che sfociano in vere e proprie guerriglie".
Caro dott. Attilio Befera, direttore dell'Agenzia delle Entrate e presidente di Equitalia, con uno stipendio pubblico di 620.000 euro all'anno mi sarei aspettato più umanità per la povera gente e più rispetto per le decine di famiglie dei morti suicidi.
Grazie.

| 9 maggio 2012

Il Movimento 5 Stelle di Grillo è ormai il terzo "partito" in Italia.
In alcune città è addirittura il secondo e in una il suo candidato è diventato Sindaco al primo colpo.
Qualche anno fa chi vi scrive fu uno dei soci fondatori del Meet Up di Bergamo e andò pure dietro al banchetto per raccogliere le 6.000 firme in un giorno del VDay orobico.
Perchè l'ho fatto?
Semplicemente perchè avevo intuito che ormai la vecchia politica non sapeva più rinnovarsi, era marcia dalla radici, sprecona fino all'arroganza, si stava allontando sempre più dal popolo e non era intesa come un servizio alla nazione.
Troppi Onorevoli (non tutti), nominati da 5 segretari o giù di lì, erano intenti a curare solo i propri interessi e a gongolarsi tra mille osceni privilegi.
Mentre l'intero Paese affondava tra i debiti, gli sprechi e il malgoverno.
Quello che oggi fa specie è che questa gente ancora non sa interpretare correttamente la valanga di voti andati ai grillini.
E' sufficiente leggere le dichiarazioni dei Parlamentari e delle cariche dello Stato per capire che lor signori pensano di assistere a delle comiche nei seggi e di essere di fronte a qualche ragazzotto che non andrà lontano.
Parole come populismo, demagogia, irriverenza, antipolitica si sprecano sulla bocca di chi invece è il vero responsabile di un disastro economico e morale senza pari.
Di questo passo le urne elettorali del prossimo anno saranno pronte a raccogliere una montagna di voti a favore di chi ancora crede nell'impegno politico onesto, messo al servizio di questa povera Italia.
Vedrete gente, vedrete.

| 8 maggio 2012

La favola di Pinocchio la conoscete no?
E sapete anche che fine ha fatto il grillo parlante quando ha cercato di dare buoni consigli a un burattino bugiardo e ribelle.
Avete sentito i commenti dei vecchi politici al risultato elettorale delle amministrative?
C'è da rimanere basiti.
Nessuno ha realmente perso.
Nessuno ha veramente capito.
Però è difficile comprendere come si possa ancora votare PD, PDL, IDV, Lega, SEL, Terzo Polo, FLI, ecc., ecc., che sono i veri responsabili di un disastro del genere.
Per questi elettori la corruzione, i bunga bunga, le cricche, gli scandali giudiziari, le ruberie, i folli privilegi, la morale e l'etica calpestate sembrano non esistere.
La rigenerazione dei partiti per loro non è necessaria.
Vanno comunque rispettati, perchè queste sono le regole della democrazia.
Certo è, che pensare di cambiare in meglio l'Italia sarà davvero molto difficile.
Il disagio, localizzabile ormai in tutto il paese, è confluito in parte sul movimento di Beppe Grillo, ma, a partire dal Presidente Napolitano ("Grillo? Non vedo nessun boom"), ne viene data un'interpretazione che poggia ancora sui vecchi ragionamenti e sui superati (perchè fallimentari) sistemi della Repubblica.
Adesso i casi sono due.
O il Grillo verrà schiacciato dalla macchina del fango statale.
Oppure alle prossime politiche, quello che oggi è un manipolo di grillini potrebbe diventare un esercito conquistatore.

| 7 maggio 2012

Le elezioni francesi e quelle greche hanno espresso chiaramente che la gente non vuole fare scarifici senza una garanzia chiara di ripresa.
Questa crisi, figlia i quella del 2008, ha salvato soprattutto le banche e gli Stati con nuove tasse e nuovi prelievi sulle rispettive popolazioni.
Ha però quasi distrutto il sistema sociale, piccole imprese in testa.
Questa situazione non è più accettata, costi quel che costi, e allora molti preferiscono anche un salto nel buio senza più turarsi il naso.
Chi si è dimenticato di ciò, Sarkozy in testa, è stato rispedito al mittente.
Mentre sto scrivendo le urne amministrative in Italia si sono appena chiuse e un dato appare subito certo: quasi il 7% medio in meno di votanti.
Un altro provo a prevederlo: il movimento di Beppe Grillo potrebbe prendere una caterba di voti. Ho ipotizzato anche oltre il 20% in parecchie città.
Perchè la protesta è forte e l'esasperazione pure.
In questi casi, ciò che chiamiamo populismo potrebbe trovare tanti consensi.
E allora l'antipolitica della cattiva politica cavalca un'onda che assomiglia tanto ad uno tsunami pronto a far pulizia del troppo vecchiume.
Stiamo a vedere.

| 4 maggio 2012

Bergamo è agli onori, o meglio ai disonori della cronaca, da qualche tempo.
I barbari sognanti della Lega hanno scelto questa terra per tenere due manifestazioni pubbliche assai movimentate, in seguito ai noti scandali che hanno coinvolto tutti i vertici del partito. Nella serata anche Maroni scorazzava, tra un comizio e l'altro, nei comuni delle nostre vallate.
Altra vicenda.
Da qualche giorno sono stati incarcerati due pedofili bergamaschi.
Un anziano insegnante molto stimato nel comune di Palosco, le cui tendenze criminali erano forse sconosciute ai più, ma sicuramente conosciute da anni a qualcuno del paese (ho avuto testimonianze dirette in proposito).
Ieri un altro ragazzo trentenne di Almè è stato ammanettato perchè abusava del fratellino della sua fidanzata e di un cuginetto. Si vantava pure via internet con altri uomini delle nefande porcherie di cui era stato capace.
Infine nel pomeriggio il caso dell'Agenzia delle Entrate di Romano di Lombardia, dove un piccolo imprenditore cinquantaquattrenne di Covo, tal Luigi Martinelli, armato fino ai denti si è barricato per ore tenendo in ostaggio numerose persone.
Era esasperato da una situazione economica diventata insostenibile. Pare che avesse recentemente ricevuto una cartella esattoriale da 1.000 (mille) euro.
Ora è in carcere e la sua vita cambierà definitivamente, a causa di una condanna penale che si presume pesante (può arrivare fino a 18 anni di reclusione!).
Quello che fa pensare, in una provincia bigotta, lavoratrice, indefessa, ricca, riservata e chiusa, è che la gente sta cambiando.
Ieri sera molti hanno espresso solidarietà al Martinelli, giustificando un gesto che comunque dovrebbe essere biasimato, perchè la violenza non può mai essere tollerata. Vero però che la crisi sociale è drammatica e che l'attuale classe politica non gode più di alcuna fiducia popolare.
Anche le riunioni della Lega, nonostante nepotismo osceno, diamanti spariti e soldi sperperati, hanno visto migliaia di camicie verdi di queste parti inneggiare a Bossi, Calderoli, Maroni & c. Perdono popolare, o pura incapacità di discernere tra bene e male?
Ed infine assurde comprensioni si sono trovate pure per il maestro pedofilo, colto in flagranza dai Carabinieri. Pietà cristiana, o assurde giustificazioni?
Il mutare dei tempi, insomma, ha toccato anche il popolo orobico.
In bene o in male, lo lascio dire a voi.

| 3 maggio 2012

I Parlamentari, trascinata l'Italia sulla soglia del disastro economico, dimostrata una palese incapacità politica, hanno chiamato qualche mese fa dei tecnici per risolvere il problema.
Questi nuovi professori sono pagati per fare bene.
Se non fossero capaci di azioni concrete ed efficaci, dovrebbero prenderne atto e andare a casa in tutta fretta, scusandosi per il disturbo di una valanga di tasse che hanno messo sulla testa degli italiani allo stremo.
Invece resosi conto che presto potrebbero essere presi a pedate nel sedere dalla gente imbufalita, hanno nominato dei nuovi commissari tecnici per trovare oltre 4 miliardi di euro di risparmi ed evitare ad ottobre un'IVA al 23% che provocherebbe un'ulteriore riduzione dei consumi (oltre che incentivare l'evasione fiscale).
Nella voragine delle spese pubbliche, l'operazione appare semplicissima, a partire dal Quirinale che costa 4 volte il palazzo della Regina inglese.
Ma ieri è stata messa la ciliegina sulla torta, una vera presa per il c...
Monti ha chiesto al popolo di suggerirgli gli eventuali risparmi, mettendo on line un sito governativo dove inviare le proposte.
Per accedervi, potete cliccare direttamente qui:
http://www.governo.it/scrivia/RedWeb_Form.htm
Ora potrebbe accadere che via internet arrivino una montagna di improperi, per non dir di peggio.
Perchè, caro Prof. Monti, se lei ha bisogno di noi per farsi dire cosa deve fare, allora è meglio che torni in Bocconi a pontificare le estreme teorie.
Almeno i danni resteranno circoscritti dentro quelle prestigiose quattro mura.

| 2 maggio 2012

Risanare l'Italia è operazione dolorosissima, costosissima e assai impopolare.
Mesi fa i nostri politici l'avevano ben capito e si erano affrettati a lasciare lo scottante cerino al sobrio Monti e alla sua squadra di super tecnici. Loro si sono subito nascosti dietro le quinte del Parlamento e hanno lasciato fare al Governo per questi 5 mesi.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: tasse, tasse, tasse, quasi nessun taglio alla spesa pubblica e assenza totale di incentivi per la ripresa. Quindi recessione, disoccupazione e aumento della povertà nelle famiglie italiane.
Che fare ora?
Idea montiana di ieri: mollare il cerino a nuovi tecnici nominati dai tecnici ministri per portare avanti il gioco sporco.
Ed ecco che le scelte cadono su tre visi noti, consumati e pensionati che stanno per essere nominati commissari straordinari.
Chi sono?
Enrico Bondi, 78 anni, già in Montedison, poi commissario della Parmalat. Sarà commissario alla Spending Review dello Stato per la razionalizzazione della spesa per acquisti di beni e servizi pubblici.
Francesco Giavazzi, ingegnere 63enne, ex direttore generale del Ministero del Tesoro negli anni '90, ex vicepresidente del Banco di Napoli, ex consigliere economico del governo D'Alema ed editorialista del Corriere della Sera. Dovrà occuparsi di aiuto alle imprese, coadiuvando il Ministro Passera.
L'intramontabile Giuliano Amato, 74 anni, in politica da oltre un trentennio, attuale pensionato da 32.000 € al mese, ex premier socialista e autore di una delle manovre economiche più dure che il nostro paese ricordi. A lui l'incarico di studiare il finanziamento pubblico ai partiti.
Insomma tre scelte innovative e rinnovatrici per salvare l'Italia!
Da come si sta muovendo Monti, appare chiara una cosa.
I ragionieri contabili potranno forse far quadrare i numeri dei bilanci, ma sono molto lontani dal saper interpretare la voglia di cambiamento del popolo italiano.
Perchè la pratica economica è tutta altra cosa dalla teoria dottrinale della finanza.
E capire che senza ripresa la gente non ce la fa più, non solo a pagare le tasse ma arrivare alla fine del mese, non dovrebbe richiedere ingegni nobeliani.