| 27 gennaio 2012
Oggi è il Giorno della Memoria (clicca qui per saperne di più: http://it.wikipedia.org/wiki/Giorno_della_Memoria ).
I giornali tedeschi ieri ci hanno definito un "non popolo" codardo di cui il comandante Schettino ne è lo stereotipo.
Ovviamente i tedeschi sono perfetti e uniti. Peccato che siano una nazione unica, non dal 1861 come noi, ma dal 1990.
Ma da che pulpito arriva questo giudizio superbo?
Sono fermamente convinto che la loro storia non sia certo da scrivere nei manuali dell'etica e dell'esempio valoriale.
Infatti sono stati i creatori recenti del più grande impero del terrore mai esistito sulla Terra: quello nazista.
Se Schettino viene tacciato come un vigliacco esemplare italiano, colpevole della morte di una quarantina di persone, che dire del loro Führer Adolf Hitler che di soli ebrei ne ha mandati deliberatamente al Creatore più di 6 milioni?
Ma non solo.
I tedeschi inventarono e praticarono i più potenti e produttivi stabilimenti di sterminio organizzato che siano mai stati concepiti. Ne studiarono scientificamente l'efficienza e il miglioramento del rendimento, quasi i lager contribuissero all'aumento del PIL germanico.
Un pò come se la morte degli ebrei fosse un parametro di produttività aziendale.
Pensate che il totale di vittime del Nazismo è stimabile tra i dieci e i quattordici milioni di civili, e fino a quattro milioni di prigionieri di guerra. A questi vanno aggiunti i caduti tra i militari degli eserciti a loro contrapposti.
Non male per un popolo che dopo meno di settantanni da questi eventi pretende di venire ad insegnare all'Europa l'economia virtuosa ed il comportamento esemplare.
Cara Merkel e cari tedeschi tutti, avete la memoria corta, vero?
Vedete invece di fare un bel bagno di umiltà, soprattutto in questo giorno particolare. Non è ancora passato così tanto tempo da allora (sono vive ancora centinaia di persone deportate) da farvi sentire perdonati e assolti dal mondo intero.
Noi non dimentichiamo.
I giornali tedeschi ieri ci hanno definito un "non popolo" codardo di cui il comandante Schettino ne è lo stereotipo.
Ovviamente i tedeschi sono perfetti e uniti. Peccato che siano una nazione unica, non dal 1861 come noi, ma dal 1990.
Ma da che pulpito arriva questo giudizio superbo?
Sono fermamente convinto che la loro storia non sia certo da scrivere nei manuali dell'etica e dell'esempio valoriale.
Infatti sono stati i creatori recenti del più grande impero del terrore mai esistito sulla Terra: quello nazista.
Se Schettino viene tacciato come un vigliacco esemplare italiano, colpevole della morte di una quarantina di persone, che dire del loro Führer Adolf Hitler che di soli ebrei ne ha mandati deliberatamente al Creatore più di 6 milioni?
Ma non solo.
I tedeschi inventarono e praticarono i più potenti e produttivi stabilimenti di sterminio organizzato che siano mai stati concepiti. Ne studiarono scientificamente l'efficienza e il miglioramento del rendimento, quasi i lager contribuissero all'aumento del PIL germanico.
Un pò come se la morte degli ebrei fosse un parametro di produttività aziendale.
Pensate che il totale di vittime del Nazismo è stimabile tra i dieci e i quattordici milioni di civili, e fino a quattro milioni di prigionieri di guerra. A questi vanno aggiunti i caduti tra i militari degli eserciti a loro contrapposti.
Non male per un popolo che dopo meno di settantanni da questi eventi pretende di venire ad insegnare all'Europa l'economia virtuosa ed il comportamento esemplare.
Cara Merkel e cari tedeschi tutti, avete la memoria corta, vero?
Vedete invece di fare un bel bagno di umiltà, soprattutto in questo giorno particolare. Non è ancora passato così tanto tempo da allora (sono vive ancora centinaia di persone deportate) da farvi sentire perdonati e assolti dal mondo intero.
Noi non dimentichiamo.
| 23 gennaio 2012
Era facile immaginarlo.
A furia di taglieggiare i cittadini, per risanare una politica idiota che ha mandato il paese in rovina, il fondo lo si sarebbe toccato in fretta.
I conti alle famiglie non tornano da tempo e le ultime tasse, anche sulla benzina, hanno aumentato la disperazione di non arrivare alla fine del mese.
Per un chilo d'arance i contadini del Sud prendono 0,10 euro al Kg e chi le raccoglie "guadagna" 20 € al giorno. Noi però le paghiamo 2 € al Kg, venti volte tanto!
I camionisti non riescono a sopportare un incremento dei costi del 30% in un anno, che le aziende loro clienti non riconoscono.
I taxisti sono già sul piede di guerra. Seguiranno altre categorie sociali anche abbienti come avvocati, farmacisti e notai.
Intanto a Milano il leghista Bossi si esibisce in un penoso turpiloquio che non convince nemmeno i suoi. I vecchi slogan verso Roma Ladrona e il Governo Ladro, anzi "infame" come lo ha definito ieri il volgare Senatur, non fanno più presa. Soprattutto se vengono urlati da uno che dallo Stato italiano, non dalla Padania, percepisce da decenni lauti stipendi, macchine blu, scorta, finanziamenti pubblici e chi più ne ha più ne metta. E non solo lui, ma anche la moglie (in pensione a 39 anni!), il figlio Renzo (consigliere regionale), i generi (Reguzzoni e Speroni) e gli amici degli amici. Tutti soldi che gli arrivano dalla nostra amata Italia.
Così mentre il popolo soffre, i politici se ne stanno ben chiusi nei loro palazzi romani, senza prendersi nemmeno la responsabilità dei disastri economici che hanno procurato. Muti e colpevoli spettatori lasciano fare al sobrio Monti, sperando che il cerino gli resti ben saldo in mano.
Al Sud gli esasperati hanno cominciato a prendere in mano i forconi, come nelle migliori ribellioni medioevali.
Ma stamattina anche al Nord i caselli delle autostrade erano intasate dai camionisti in protesta. Bergamo docet!
E -guarda guarda- nonostante i disagi, la solidarietà degli automobilisti era diffusa e sorniona.
E' la crisi: quando il portafoglio si svuota il popolo tutto si ribella.
Basterebbe studiare la storia per capire che il forcone potrebbe diventare molto contagioso.
A furia di taglieggiare i cittadini, per risanare una politica idiota che ha mandato il paese in rovina, il fondo lo si sarebbe toccato in fretta.
I conti alle famiglie non tornano da tempo e le ultime tasse, anche sulla benzina, hanno aumentato la disperazione di non arrivare alla fine del mese.
Per un chilo d'arance i contadini del Sud prendono 0,10 euro al Kg e chi le raccoglie "guadagna" 20 € al giorno. Noi però le paghiamo 2 € al Kg, venti volte tanto!
I camionisti non riescono a sopportare un incremento dei costi del 30% in un anno, che le aziende loro clienti non riconoscono.
I taxisti sono già sul piede di guerra. Seguiranno altre categorie sociali anche abbienti come avvocati, farmacisti e notai.
Intanto a Milano il leghista Bossi si esibisce in un penoso turpiloquio che non convince nemmeno i suoi. I vecchi slogan verso Roma Ladrona e il Governo Ladro, anzi "infame" come lo ha definito ieri il volgare Senatur, non fanno più presa. Soprattutto se vengono urlati da uno che dallo Stato italiano, non dalla Padania, percepisce da decenni lauti stipendi, macchine blu, scorta, finanziamenti pubblici e chi più ne ha più ne metta. E non solo lui, ma anche la moglie (in pensione a 39 anni!), il figlio Renzo (consigliere regionale), i generi (Reguzzoni e Speroni) e gli amici degli amici. Tutti soldi che gli arrivano dalla nostra amata Italia.
Così mentre il popolo soffre, i politici se ne stanno ben chiusi nei loro palazzi romani, senza prendersi nemmeno la responsabilità dei disastri economici che hanno procurato. Muti e colpevoli spettatori lasciano fare al sobrio Monti, sperando che il cerino gli resti ben saldo in mano.
Al Sud gli esasperati hanno cominciato a prendere in mano i forconi, come nelle migliori ribellioni medioevali.
Ma stamattina anche al Nord i caselli delle autostrade erano intasate dai camionisti in protesta. Bergamo docet!
E -guarda guarda- nonostante i disagi, la solidarietà degli automobilisti era diffusa e sorniona.
E' la crisi: quando il portafoglio si svuota il popolo tutto si ribella.
Basterebbe studiare la storia per capire che il forcone potrebbe diventare molto contagioso.
| 20 gennaio 2012
Il sobrio pretone Monti si sta arrabbattando in riforme difficili.
Per capire meglio chi è don Mariolino potete leggervi un articolo interessante, cliccando direttamente qui:
http://ilcorsivoquotidiano.net/2012/01/13/mario-monti-masson/
Il Premier tecnico ha comunque subito applicato la solita valanga di tasse che colpiscono in pratica tutti i cittadini.
E guai a non pagarle! Perchè altrimenti arriva Equitalia e ti porta via anche la casa per una multa arretrata.
Altre aziende statali, tipo l'Enel o l'Eni, a un povero squattrinato che non paga nei tempi previsti, tagliano gas e luce a tempi di record. E non importa se poi quel cliente muore di freddo!
Ma a sua volta lo Stato cosa fa?
Conosco personalmente imprenditori che stanno per fallire perchè hanno costruito opere pubbliche, con regolare appalto, e non riescono ad incassare i loro crediti.
Pensate che per il terremoto dell'Umbria (1997) ci sono ancora dei pagamenti pubblici sospesi verso chi è intervenuto nella ricostruzione.
Orbene, i debiti dello Stato italiano verso le imprese private ammontano ad oggi a circa 100 MILIARDI DI EURO. Una somma colossale.
Il pagamento pubblico medio italiano è di 186 giorni (più di 6 mesi!), ma ci sono regioni come la Calabria che hanno tempi di liquidazione superiori ai 1.000 giorni (tre anni!).
Siamo ovviamente all'ultimo posto in Europa, dove il saldo dei debiti pubblici verso le aziende è eseguito in 63 giorni medi.
Sapete una cosa?
Che se il Governo Monti provvedesse a pagare tutti questi crediti vantati dalle nostre imprese private, l'economia farebbe un tale salto in avanti da far riprendere l'intero paese.
Come far crescere il PIL? Ecco una proposta semplice e concreta.
Allora paga caro prof. Monti! Anche con Bot e Cct, ma paga in fretta i tuoi debiti!
Altrimenti il resto è solo didattica teoria.
Che riempie la testa di belle parole, ma svuota la pancia con finte illusioni.
Per capire meglio chi è don Mariolino potete leggervi un articolo interessante, cliccando direttamente qui:
http://ilcorsivoquotidiano.net/2012/01/13/mario-monti-masson/
Il Premier tecnico ha comunque subito applicato la solita valanga di tasse che colpiscono in pratica tutti i cittadini.
E guai a non pagarle! Perchè altrimenti arriva Equitalia e ti porta via anche la casa per una multa arretrata.
Altre aziende statali, tipo l'Enel o l'Eni, a un povero squattrinato che non paga nei tempi previsti, tagliano gas e luce a tempi di record. E non importa se poi quel cliente muore di freddo!
Ma a sua volta lo Stato cosa fa?
Conosco personalmente imprenditori che stanno per fallire perchè hanno costruito opere pubbliche, con regolare appalto, e non riescono ad incassare i loro crediti.
Pensate che per il terremoto dell'Umbria (1997) ci sono ancora dei pagamenti pubblici sospesi verso chi è intervenuto nella ricostruzione.
Orbene, i debiti dello Stato italiano verso le imprese private ammontano ad oggi a circa 100 MILIARDI DI EURO. Una somma colossale.
Il pagamento pubblico medio italiano è di 186 giorni (più di 6 mesi!), ma ci sono regioni come la Calabria che hanno tempi di liquidazione superiori ai 1.000 giorni (tre anni!).
Siamo ovviamente all'ultimo posto in Europa, dove il saldo dei debiti pubblici verso le aziende è eseguito in 63 giorni medi.
Sapete una cosa?
Che se il Governo Monti provvedesse a pagare tutti questi crediti vantati dalle nostre imprese private, l'economia farebbe un tale salto in avanti da far riprendere l'intero paese.
Come far crescere il PIL? Ecco una proposta semplice e concreta.
Allora paga caro prof. Monti! Anche con Bot e Cct, ma paga in fretta i tuoi debiti!
Altrimenti il resto è solo didattica teoria.
Che riempie la testa di belle parole, ma svuota la pancia con finte illusioni.
| 18 gennaio 2012
Più di 100.000.000 di utenti ogni giorno sfogliano le pagine della libera enciclopedia di Wikipedia.
Ora gli USA vogliono chiudere questo sito importante e didattico per tutelare i diritti d'autore dalla pirateria informatica. Tali proposte di legge, se approvate dal Congresso degli Stati Uniti, limiterebbero la libertà del web e la sopravvivenza stessa di Wikipedia.
La protesta monta in rete e qui sotto riportiamo il comunicato di solidarietà di Wikipedia Italia a cui noi ci associamo. Senza se e senza ma.
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Wikipedia:Comunicato del 18 gennaio 2012
A seguito delle discussioni svoltesi nei giorni scorsi, esprimiamo solidarietà nei confronti della protesta in atto sulla versione inglese di Wikipedia contro le proposte di leggi note come Stop Online Piracy Act e PROTECT IP Act.
Condividiamo con i nostri colleghi di lingua inglese le preoccupazioni sul pericolo che l'approvazione di tali leggi da parte del Congresso degli Stati Uniti potrebbe comportare per la libertà del Web in generale, e per Wikipedia in particolare, e desideriamo unire la nostra voce al coro di chi chiede che il Web stesso possa rimanere libero da censure e limitazioni, e non essere influenzato da leggi, decise da pochi, che cerchino di arginare questa libertà.
In quanto utenti di un Progetto basato sulla Licenza CC BY-SA e, nel nostro piccolo, autori anche noi, siamo particolarmente sensibili ai temi del rispetto del diritto d'autore e della proprietà intellettuale, e riconosciamo che i titolari dei diritti sulle opere d'ingegno abbiano ragione nel chiedere che tali diritti vengano rispettati: Wikipedia non approva la pirateria informatica, né la giustifica in alcun modo sulle pagine dell'enciclopedia. Gran parte del lavoro degli utenti di Wikipedia consiste in effetti nell'identificare e rimuovere, con la massima prontezza e velocità, le violazioni di copyright altrui che vengano inserite nelle voci.
Tuttavia, chiediamo a nostra volta che la lotta alla pirateria venga condotta con strumenti equi e responsabili, che non impediscano il lavoro o la semplice esistenza di quelle realtà che, sul web, operano per produrre opere culturali che siano accessibili e condivisibili da tutti e verso tutti. Riteniamo, condividendo in questo le opinioni della Wikimedia Foundation, di Creative Commons, della Electronic Frontier Foundation e di molte altre associazioni del web libero e OpenSource, che le leggi SOPA e PIPA proposte negli Stati Uniti impongano limitazioni inaccettabili alla libertà di Internet, limitazioni che, nate con l'obiettivo di combattere la pirateria, di fatto renderebbero impossibili il nostro lavoro: la costruzione di un'enciclopedia a contenuto libero, che sia fonte di ricchezza culturale per chiunque.
Wikipedia si basa sul principio della neutralità: non è schierata politicamente e non ritiene di poter o dover interferire con le decisioni dei Governi democraticamente eletti dei vari Stati. Tuttavia, rivendica il proprio diritto ad autodifendersi, qualora si veda minacciata da leggi o provvedimenti che possano ledere i principi su cui è costituita o che possano metterne in dubbio la stessa esistenza.
Per questo motivo, come esplicitato dal riassunto conclusivo delle discussioni sulla Wikipedia in lingua inglese, e dal comunicato ufficiale di Wikimedia Foundation, abbiamo deciso di condividere la protesta della Wikipedia in inglese con il banner visibile in cima alle pagine dell'enciclopedia. Riteniamo che questo sia il modo migliore sia per esprimere la nostra solidarietà e vicinanza ai colleghi di lingua inglese, sia per manifestare a nostra volta il nostro dissenso e per far giungere la nostra voce, per quanto possibile, ai membri della Camera dei Rappresentanti e del Senato statunitensi chiamati ad esprimersi su queste leggi.
Gli utenti di Wikipedia in lingua italiana
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Ora gli USA vogliono chiudere questo sito importante e didattico per tutelare i diritti d'autore dalla pirateria informatica. Tali proposte di legge, se approvate dal Congresso degli Stati Uniti, limiterebbero la libertà del web e la sopravvivenza stessa di Wikipedia.
La protesta monta in rete e qui sotto riportiamo il comunicato di solidarietà di Wikipedia Italia a cui noi ci associamo. Senza se e senza ma.
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Wikipedia:Comunicato del 18 gennaio 2012
A seguito delle discussioni svoltesi nei giorni scorsi, esprimiamo solidarietà nei confronti della protesta in atto sulla versione inglese di Wikipedia contro le proposte di leggi note come Stop Online Piracy Act e PROTECT IP Act.
Condividiamo con i nostri colleghi di lingua inglese le preoccupazioni sul pericolo che l'approvazione di tali leggi da parte del Congresso degli Stati Uniti potrebbe comportare per la libertà del Web in generale, e per Wikipedia in particolare, e desideriamo unire la nostra voce al coro di chi chiede che il Web stesso possa rimanere libero da censure e limitazioni, e non essere influenzato da leggi, decise da pochi, che cerchino di arginare questa libertà.
In quanto utenti di un Progetto basato sulla Licenza CC BY-SA e, nel nostro piccolo, autori anche noi, siamo particolarmente sensibili ai temi del rispetto del diritto d'autore e della proprietà intellettuale, e riconosciamo che i titolari dei diritti sulle opere d'ingegno abbiano ragione nel chiedere che tali diritti vengano rispettati: Wikipedia non approva la pirateria informatica, né la giustifica in alcun modo sulle pagine dell'enciclopedia. Gran parte del lavoro degli utenti di Wikipedia consiste in effetti nell'identificare e rimuovere, con la massima prontezza e velocità, le violazioni di copyright altrui che vengano inserite nelle voci.
Tuttavia, chiediamo a nostra volta che la lotta alla pirateria venga condotta con strumenti equi e responsabili, che non impediscano il lavoro o la semplice esistenza di quelle realtà che, sul web, operano per produrre opere culturali che siano accessibili e condivisibili da tutti e verso tutti. Riteniamo, condividendo in questo le opinioni della Wikimedia Foundation, di Creative Commons, della Electronic Frontier Foundation e di molte altre associazioni del web libero e OpenSource, che le leggi SOPA e PIPA proposte negli Stati Uniti impongano limitazioni inaccettabili alla libertà di Internet, limitazioni che, nate con l'obiettivo di combattere la pirateria, di fatto renderebbero impossibili il nostro lavoro: la costruzione di un'enciclopedia a contenuto libero, che sia fonte di ricchezza culturale per chiunque.
Wikipedia si basa sul principio della neutralità: non è schierata politicamente e non ritiene di poter o dover interferire con le decisioni dei Governi democraticamente eletti dei vari Stati. Tuttavia, rivendica il proprio diritto ad autodifendersi, qualora si veda minacciata da leggi o provvedimenti che possano ledere i principi su cui è costituita o che possano metterne in dubbio la stessa esistenza.
Per questo motivo, come esplicitato dal riassunto conclusivo delle discussioni sulla Wikipedia in lingua inglese, e dal comunicato ufficiale di Wikimedia Foundation, abbiamo deciso di condividere la protesta della Wikipedia in inglese con il banner visibile in cima alle pagine dell'enciclopedia. Riteniamo che questo sia il modo migliore sia per esprimere la nostra solidarietà e vicinanza ai colleghi di lingua inglese, sia per manifestare a nostra volta il nostro dissenso e per far giungere la nostra voce, per quanto possibile, ai membri della Camera dei Rappresentanti e del Senato statunitensi chiamati ad esprimersi su queste leggi.
Gli utenti di Wikipedia in lingua italiana
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| 17 gennaio 2012
Un vecchio proverbio dice: "Meglio avere un leone a capo di un esercito di pecore, che una pecora a capo di un esercito di leoni."
Forse il comandante della Costa Concordia non lo conosceva, ma credo che nemmeno la società armatrice abbia tenuto conto di questa massima nella promozione avvenuta nel 2004 del loro dipendente Francesco Schettino. E come replicherebbe adesso il presidente della Costa Crociere Pierluigi Foschi? Ieri ai PM l'ammiraglio Mario Palombo ha detto a proposito del vigliacco comandante: "Ho sempre avuto delle riserve su Schettino. E' vero, è stato il mio secondo, ma era un tipo troppo esuberante. Uno spavaldo. Più di una volta ho dovuto metterlo al suo posto".
Quando si comanda un paese galleggiante da 4.000 persone e da oltre 1 miliardo di euro di costo, come queste super navi, non si possono avere lacune nella scelta di uomini che devono essere soprattutto coraggiosi e preparati.
Difficile giustificare, ma anche solo capire, l'atteggiamento di un capitano 52enne che abbondona (insieme al suo secondo ufficiale) nella notte al loro destino migliaia di passeggeri, tra cui molti bambini.
Di questa tragedia il profilo pscicologico di Francesco Schettino, acclarato da tanto di registrazioni telefoniche scioccanti, è ciò che lascia più amareggiati. Cliccate direttamente qui per sentire l'audio originale:
http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2012/01/17/audio_telefonata_schettino_de_falco_intercettazione_concordia_naufragio.html
Le sue deficienze irresponsabili e la sua codardia hanno provocato quasi 40 vittime ed un possibile disastro ecologico.
Vero è che oggi il coraggio non è una dote particolarmente diffusa, perchè viene spesso sostituito dalla convenienza e dall'egoismo. Ma, anche se raramente, siamo comunque circondati ancora da qualche eroe.
Infatti tra l'equipaggio della Costa Concordia non sono mancati gli impavidi che hanno a messo a repentaglio la propria vita per salvare i tanti clienti-passeggeri. Tra questi vogliamo ricordare Manrico Giampedroni, il 56enne commisario di bordo, rimasto intrappolato nel relitto della nave per 36 ore perchè si è adoperato fino all'ultimo per soccorrere i naufraghi. Se la caverà con una gamba rotta e tanto onore in più.
Come spesso succede nella vita (anche nelle aziende), si incontranto capitani che non sono all'altezza, ma che, per fortuna, sono supportati da subordinati di valore eccellente.
E un leone sopperisce a mille pecore, indipendentemente dai gradi che ha sulle spalle.
Forse il comandante della Costa Concordia non lo conosceva, ma credo che nemmeno la società armatrice abbia tenuto conto di questa massima nella promozione avvenuta nel 2004 del loro dipendente Francesco Schettino. E come replicherebbe adesso il presidente della Costa Crociere Pierluigi Foschi? Ieri ai PM l'ammiraglio Mario Palombo ha detto a proposito del vigliacco comandante: "Ho sempre avuto delle riserve su Schettino. E' vero, è stato il mio secondo, ma era un tipo troppo esuberante. Uno spavaldo. Più di una volta ho dovuto metterlo al suo posto".
Quando si comanda un paese galleggiante da 4.000 persone e da oltre 1 miliardo di euro di costo, come queste super navi, non si possono avere lacune nella scelta di uomini che devono essere soprattutto coraggiosi e preparati.
Difficile giustificare, ma anche solo capire, l'atteggiamento di un capitano 52enne che abbondona (insieme al suo secondo ufficiale) nella notte al loro destino migliaia di passeggeri, tra cui molti bambini.
Di questa tragedia il profilo pscicologico di Francesco Schettino, acclarato da tanto di registrazioni telefoniche scioccanti, è ciò che lascia più amareggiati. Cliccate direttamente qui per sentire l'audio originale:
http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2012/01/17/audio_telefonata_schettino_de_falco_intercettazione_concordia_naufragio.html
Le sue deficienze irresponsabili e la sua codardia hanno provocato quasi 40 vittime ed un possibile disastro ecologico.
Vero è che oggi il coraggio non è una dote particolarmente diffusa, perchè viene spesso sostituito dalla convenienza e dall'egoismo. Ma, anche se raramente, siamo comunque circondati ancora da qualche eroe.
Infatti tra l'equipaggio della Costa Concordia non sono mancati gli impavidi che hanno a messo a repentaglio la propria vita per salvare i tanti clienti-passeggeri. Tra questi vogliamo ricordare Manrico Giampedroni, il 56enne commisario di bordo, rimasto intrappolato nel relitto della nave per 36 ore perchè si è adoperato fino all'ultimo per soccorrere i naufraghi. Se la caverà con una gamba rotta e tanto onore in più.
Come spesso succede nella vita (anche nelle aziende), si incontranto capitani che non sono all'altezza, ma che, per fortuna, sono supportati da subordinati di valore eccellente.
E un leone sopperisce a mille pecore, indipendentemente dai gradi che ha sulle spalle.
| 16 gennaio 2012
I giovani per comunicare non usano più il vecchio telefono di casa, o le antiche lettere di carta. E' roba sorpassata, ma sicura.
Oggi fin fa piccoli si contattano con i cellulari e i computers tramite i due più famosi social networks: Facebook e Twitter.
Ma attenzione perchè non sono tutte rose e fiori.
Mi rivolgo soprattutto ai genitori, perchè quello che sto per raccontarvi è storia vera.
Innanzittutto è necessario capire che su queste Communities navigano centinaia di milioni di persone e non sono tutte delle pie vergini di Lourdes.
Pedofili e malaintenzionati possono tranquillamente celarsi sotto false spoglie e sanno come usare una tecnologia che li rende difficilmente identificabili. Ricordatevi che entrare in questi siti è come tenere aperta la porta di casa anche di notte.
I ragazzini spesso inseriscono innocentemente sui loro profili foto maliziose, usano un linguaggio scurrile, si scambiano numeri di cellulare, inviano gli indirizzi di casa e descrivono minuziosamente i loro appuntamenti quotidiani.
NIENTE DI PIU' SBAGLIATO! Sono tutti fattori che attirano i perversi.
Infatti i "cattivi" sono sempre all'erta, a qualsiasi ora e in ogni parte del mondo.
Una volta scoperto un numero di cellulare lo tempestano di chiamate anonime, percè ci sono depravati che riescono ad eccitarsi anche solo sentendo la voce di una bambina.
Ma sapete come fanno a chiamare?
Usano un PC e non un telefono.
Si collegano via Skype o Voipe e quindi sono praticamente irrintracciabili.
Vanno nei centri commerciali e agganciano le reti wi-fi dei vari negozi e quindi, anche in questo caso, non sono identificabili.
Oppure usano un'altra tecnica per chiamare da un loro cellulare. Lo intestano a un cinese, o a un africano (a Milano con 30 euro si comprano tutte le schede false che volete) e il gioco è fatto.
Quando trovano un dato sensibile di una ragazzina poi se lo scambiano in rete e quindi la vittima viene contattata da vari paesi europei e del mondo a qualsiasi ora.
Nella migliore delle ipotesi l'unica difesa è cambiare il numero del proprio cellulare, con tutto quanto ne consegue.
Quindi cari ragazzi tre piccoli consigli per tutelarsi:
1) non collegatevi ai social networks dal telefonino, ma solo dal vostro PC di casa;
2) non descrivete mai sui profili le vostre abitudini e i vostri appuntamenti (per luoghi e orari usate gli sms), evitando di dare l'indirizzo di casa o di scuola e di fornire il numero di cellulare (nemmeno degli amici);
3) non pubblicate foto provocanti e se siete piccoli non siate nelle chat scurrili o arroganti per sembrare più grandi.
Infine informate subito i genitori se ricevete chiamate anonime con regolarità.
E attenzione, perchè finire nei guai è più facile di quanto pensiate.
Togliersi invece è più difficile di quanto crediate.
Oggi fin fa piccoli si contattano con i cellulari e i computers tramite i due più famosi social networks: Facebook e Twitter.
Ma attenzione perchè non sono tutte rose e fiori.
Mi rivolgo soprattutto ai genitori, perchè quello che sto per raccontarvi è storia vera.
Innanzittutto è necessario capire che su queste Communities navigano centinaia di milioni di persone e non sono tutte delle pie vergini di Lourdes.
Pedofili e malaintenzionati possono tranquillamente celarsi sotto false spoglie e sanno come usare una tecnologia che li rende difficilmente identificabili. Ricordatevi che entrare in questi siti è come tenere aperta la porta di casa anche di notte.
I ragazzini spesso inseriscono innocentemente sui loro profili foto maliziose, usano un linguaggio scurrile, si scambiano numeri di cellulare, inviano gli indirizzi di casa e descrivono minuziosamente i loro appuntamenti quotidiani.
NIENTE DI PIU' SBAGLIATO! Sono tutti fattori che attirano i perversi.
Infatti i "cattivi" sono sempre all'erta, a qualsiasi ora e in ogni parte del mondo.
Una volta scoperto un numero di cellulare lo tempestano di chiamate anonime, percè ci sono depravati che riescono ad eccitarsi anche solo sentendo la voce di una bambina.
Ma sapete come fanno a chiamare?
Usano un PC e non un telefono.
Si collegano via Skype o Voipe e quindi sono praticamente irrintracciabili.
Vanno nei centri commerciali e agganciano le reti wi-fi dei vari negozi e quindi, anche in questo caso, non sono identificabili.
Oppure usano un'altra tecnica per chiamare da un loro cellulare. Lo intestano a un cinese, o a un africano (a Milano con 30 euro si comprano tutte le schede false che volete) e il gioco è fatto.
Quando trovano un dato sensibile di una ragazzina poi se lo scambiano in rete e quindi la vittima viene contattata da vari paesi europei e del mondo a qualsiasi ora.
Nella migliore delle ipotesi l'unica difesa è cambiare il numero del proprio cellulare, con tutto quanto ne consegue.
Quindi cari ragazzi tre piccoli consigli per tutelarsi:
1) non collegatevi ai social networks dal telefonino, ma solo dal vostro PC di casa;
2) non descrivete mai sui profili le vostre abitudini e i vostri appuntamenti (per luoghi e orari usate gli sms), evitando di dare l'indirizzo di casa o di scuola e di fornire il numero di cellulare (nemmeno degli amici);
3) non pubblicate foto provocanti e se siete piccoli non siate nelle chat scurrili o arroganti per sembrare più grandi.
Infine informate subito i genitori se ricevete chiamate anonime con regolarità.
E attenzione, perchè finire nei guai è più facile di quanto pensiate.
Togliersi invece è più difficile di quanto crediate.
| 13 gennaio 2012
Ieri è stata una brutta giornata per la democrazia del nostro paese.
Ha iniziato la Corte Costituzionale che ha bocciato il referendum sulla riforma della legge elettorale.
Non sono bastate più di 1.200.000 firme, raccolte a tempo di record, per cercare di abolire un sistema di voto che viene definito dallo stesso legislatore una "porcata".
Perchè in pratica in Italia i Parlamentari vengono scelti da 4/5 segretari di partito e al popolo bue non resta altro che mettere una bella X sulle liste già preconfezionate.
Poi è arrivato il voto sull'arresto del coordinatore campano del PDL On. Cosentino in odore di camorra: 298 voti a favore e 309 contrari, con i voti decisivi dei radicali e della Lega.
Il solito inciucio tra i due vecchi amici (Bossi e Berlusconi) ha salvato dalle manette una persona che, solo per la gravità delle accuse mossegli dalla Magistratura, dovrebbe dimettersi immediatamente dal seggio della Camera.
Sono fioccati baci, abbracci e scene di giubilio da parte dei colleghi.
Non male per uno più che sospettato di essere un referente dei boss mafiosi della sua terra.
Ma si sa, l'onore, l'etica, la morale qui da noi non esistono più.
E figuriamoci nella Casta dei palazzi romani.
Veramente una brutta storia che lascia l'amaro in bocca.
A questo punto la sobrietà non basta e gli onesti si sentono abbandonati in una savana senza valori e senza esempi.
Buon week end, nonostante tutto.
Ha iniziato la Corte Costituzionale che ha bocciato il referendum sulla riforma della legge elettorale.
Non sono bastate più di 1.200.000 firme, raccolte a tempo di record, per cercare di abolire un sistema di voto che viene definito dallo stesso legislatore una "porcata".
Perchè in pratica in Italia i Parlamentari vengono scelti da 4/5 segretari di partito e al popolo bue non resta altro che mettere una bella X sulle liste già preconfezionate.
Poi è arrivato il voto sull'arresto del coordinatore campano del PDL On. Cosentino in odore di camorra: 298 voti a favore e 309 contrari, con i voti decisivi dei radicali e della Lega.
Il solito inciucio tra i due vecchi amici (Bossi e Berlusconi) ha salvato dalle manette una persona che, solo per la gravità delle accuse mossegli dalla Magistratura, dovrebbe dimettersi immediatamente dal seggio della Camera.
Sono fioccati baci, abbracci e scene di giubilio da parte dei colleghi.
Non male per uno più che sospettato di essere un referente dei boss mafiosi della sua terra.
Ma si sa, l'onore, l'etica, la morale qui da noi non esistono più.
E figuriamoci nella Casta dei palazzi romani.
Veramente una brutta storia che lascia l'amaro in bocca.
A questo punto la sobrietà non basta e gli onesti si sentono abbandonati in una savana senza valori e senza esempi.
Buon week end, nonostante tutto.
| 11 gennaio 2012
I napoletani dicono che comandare è meglio che fottere.
Il potere è una donna bellissima, che affascina e fa perdutamente innamorare.
Difficile lasciarla, dopo averla incontrata.
E difficilissimo rinunciare alle sue tentazioni.
Il sottosegretario del governo Monti, Carlo Malinconico, si è dimesso ieri non troppo convintamente. A Monti gli era stato presentato, dicono, da Gianni Letta che ha un fiuto incredibile per sponsorizzare personaggi del genere.
Malinconico era accusato, ma ha dichiarato di non sentirsi in colpa, di un favorino da diciannovemila euro per quattro week end in albergo a 5 stelle all'Argentario pagati dagli imprenditori Francesco De Vito Piscicelli e Diego Anemone (ma guarda chi si rivede!). Il proprietario del lussuoso hotel in realtà parla di un ospite al quale erano riservate "attenzioni speciali": «Piscicelli chiedeva tante attenzioni per questo cliente. Capii che stava facendo un regalo di taglio speciale», ha detto il titolare, ricordando anche le richieste dell'imprenditore per Carlo Malinconico nell'estate del 2007, quando era segretario generale della presidenza del Consiglio con Romano Prodi.
Immaginiamo che al sobrio Monti saranno girate le palle ad elica. Ha appena incominciato e uno dei suoi è già sulla lista dei peccatori!
Ma almeno l'ha fatto dimettere.
In Italia le dimissioni sono un gesto che negli ultimi anni non viene praticato nemmeno da chi l'etica e la morale se la infila non vi dico dove.
Vedi il coordinatore campano del PDL, nonchè Onorevole Cosentino, accusato dalla Magistratura di reati così gravi da richiederne l'arresto, che resta bellamente seduto sulla sua poltrona parlamentare.
E nessuno del suo partito osa eccepire qualcosa.
Finalmente la Giunta per le Autorizzazioni della Camera ha dato, sempre ieri, il via libera con i voti della Lega, che così lancia un vaselinato siluro a Berlusconi.
Che tristezza però.
In Italia ormai la musica è sempre la stessa: una malinconica sinfonia anche con i tecnici e i sobri.
Proprio in un periodo dove molta gente ha il morale in fondo ai piedi.
Il potere è una donna bellissima, che affascina e fa perdutamente innamorare.
Difficile lasciarla, dopo averla incontrata.
E difficilissimo rinunciare alle sue tentazioni.
Il sottosegretario del governo Monti, Carlo Malinconico, si è dimesso ieri non troppo convintamente. A Monti gli era stato presentato, dicono, da Gianni Letta che ha un fiuto incredibile per sponsorizzare personaggi del genere.
Malinconico era accusato, ma ha dichiarato di non sentirsi in colpa, di un favorino da diciannovemila euro per quattro week end in albergo a 5 stelle all'Argentario pagati dagli imprenditori Francesco De Vito Piscicelli e Diego Anemone (ma guarda chi si rivede!). Il proprietario del lussuoso hotel in realtà parla di un ospite al quale erano riservate "attenzioni speciali": «Piscicelli chiedeva tante attenzioni per questo cliente. Capii che stava facendo un regalo di taglio speciale», ha detto il titolare, ricordando anche le richieste dell'imprenditore per Carlo Malinconico nell'estate del 2007, quando era segretario generale della presidenza del Consiglio con Romano Prodi.
Immaginiamo che al sobrio Monti saranno girate le palle ad elica. Ha appena incominciato e uno dei suoi è già sulla lista dei peccatori!
Ma almeno l'ha fatto dimettere.
In Italia le dimissioni sono un gesto che negli ultimi anni non viene praticato nemmeno da chi l'etica e la morale se la infila non vi dico dove.
Vedi il coordinatore campano del PDL, nonchè Onorevole Cosentino, accusato dalla Magistratura di reati così gravi da richiederne l'arresto, che resta bellamente seduto sulla sua poltrona parlamentare.
E nessuno del suo partito osa eccepire qualcosa.
Finalmente la Giunta per le Autorizzazioni della Camera ha dato, sempre ieri, il via libera con i voti della Lega, che così lancia un vaselinato siluro a Berlusconi.
Che tristezza però.
In Italia ormai la musica è sempre la stessa: una malinconica sinfonia anche con i tecnici e i sobri.
Proprio in un periodo dove molta gente ha il morale in fondo ai piedi.
| 30 dicembre 2011
E così siamo arrivati anche alla fine di questo anno.
Nonostante le preoccupazioni è passato veloce, no?
Non servono mille parole per ricordarlo ed ognuno di voi tirerà i bilanci che preferisce.
Da questo blog giungano a tutti i naviganti gli auguri più cari affinchè il futuro sia proprio come lo desideriate.
Perchè i sogni non si aspettano, si vivono!
BUON 2012!
Nonostante le preoccupazioni è passato veloce, no?
Non servono mille parole per ricordarlo ed ognuno di voi tirerà i bilanci che preferisce.
Da questo blog giungano a tutti i naviganti gli auguri più cari affinchè il futuro sia proprio come lo desideriate.
Perchè i sogni non si aspettano, si vivono!
BUON 2012!
| 27 dicembre 2011
Non bisognava essere dei geni per prevedere che questo Natale sarebbe passato all'insegna dell'austerity. La gente non solo ha paura per il futuro, ma ha anche in tasca pochi soldi.
Gli italiani hanno comunque speso 4 miliardi di euro per festeggiare la natività 2011. Un 18% in meno rispetto all'anno scorso (-20% a Bergamo). Il peggior dato dai tempi del crollo delle Torri Gemelle.
Qui di seguito i primi consuntivi relativi ai consumi natalizi articolati nei diversi settori di spesa.
Abbigliamento e calzature -18%; mobili, arredamento ed elettrodomestici -24%; profumeria e cura della persona -7%; giocattoli -3%; alimentazione -1,5%; elettronica di consumo +1% (trainata dal passaggio al digitale terrestre di alcune regioni e dalla vendita di smartphone); editoria (libri e cd) stabile (grazie alle forti promozioni); turismo -8%.
Per i saldi, ormai prossimi alla partenza, gli acquisti potrebbero calare di un 30-40%.
Ma è davvero un dato così negativo?
Stiamo crescendo in una società occidentale che prevede una continua spesa nei beni di largo consumo per sostenere la produzione industriale ed il commercio. Un pò come un cane che si morde la coda, perchè più lavoriamo, più consumiamo e di nuovo più produciamo.
Beni che spesso sono superflui, inutili e sprecati.
Noi viviamo su un grande pianeta che conta poco meno di 7 miliardi di abitanti, ma 1 miliardo di questi soffre ancora la fame.
Perciò se i dogmi del consumismo sfrenato vanno in crisi, non mi preoccupo più di tanto.
Avete notato quanta gente ricca sia lo stesso triste e stressata?
Questa crisi servirà soprattutto per far tornare a galla certi valori che il nostro tempo, basato su falsi ideali, ha cercato di cancellare soprattutto negli ultimi decenni.
E allora proviamo a riflettere senza dover per forza metter mano al portafoglio.
Perchè la ricerca della felicità vera non passa nè dallo spread, nè dai centri commerciali, nè tanto meno dalle tante griffe di lusso.
E Gesù non per niente è nato in una grotta e non all'Hilton!
Gli italiani hanno comunque speso 4 miliardi di euro per festeggiare la natività 2011. Un 18% in meno rispetto all'anno scorso (-20% a Bergamo). Il peggior dato dai tempi del crollo delle Torri Gemelle.
Qui di seguito i primi consuntivi relativi ai consumi natalizi articolati nei diversi settori di spesa.
Abbigliamento e calzature -18%; mobili, arredamento ed elettrodomestici -24%; profumeria e cura della persona -7%; giocattoli -3%; alimentazione -1,5%; elettronica di consumo +1% (trainata dal passaggio al digitale terrestre di alcune regioni e dalla vendita di smartphone); editoria (libri e cd) stabile (grazie alle forti promozioni); turismo -8%.
Per i saldi, ormai prossimi alla partenza, gli acquisti potrebbero calare di un 30-40%.
Ma è davvero un dato così negativo?
Stiamo crescendo in una società occidentale che prevede una continua spesa nei beni di largo consumo per sostenere la produzione industriale ed il commercio. Un pò come un cane che si morde la coda, perchè più lavoriamo, più consumiamo e di nuovo più produciamo.
Beni che spesso sono superflui, inutili e sprecati.
Noi viviamo su un grande pianeta che conta poco meno di 7 miliardi di abitanti, ma 1 miliardo di questi soffre ancora la fame.
Perciò se i dogmi del consumismo sfrenato vanno in crisi, non mi preoccupo più di tanto.
Avete notato quanta gente ricca sia lo stesso triste e stressata?
Questa crisi servirà soprattutto per far tornare a galla certi valori che il nostro tempo, basato su falsi ideali, ha cercato di cancellare soprattutto negli ultimi decenni.
E allora proviamo a riflettere senza dover per forza metter mano al portafoglio.
Perchè la ricerca della felicità vera non passa nè dallo spread, nè dai centri commerciali, nè tanto meno dalle tante griffe di lusso.
E Gesù non per niente è nato in una grotta e non all'Hilton!
