| 9 ottobre 2017

I ritardi e le lentezze nella ricostruzione del dopo sisma in Centro Italia sono noti a tutti.
Uno Stato leale dovrebbe provare vergogna per queste inefficienze burocratiche e di sistema, che causano da mesi disagi e insofferenza in migliaia di persone.
Ma quello che è accaduto a Peppina Fattori, 95 anni, di San Martino di Fiastra (MC) è davvero uno scandalo.
I suoi famigliari le avevano costruito sulla loro proprietà una casetta in legno.
E' vero, è abusiva, perchè doveva rispettare i vincoli paesaggistici, così come prevede la legge.
Ma è perfettamente smontabile e stiamo parlando di una zona terremotata dove lo Stato non ha ancora ricostruito quasi un bel niente.
E poi siamo in Italia, un paese dove le costruzioni abusive, anche per scopo turistico, sono centinaia di migliaia e sono ancora tutte in piedi.
E invece nonna Peppina ieri se ne è dovuta andare, o meglio è stata sfrattata, a causa di una sentenza oscena, ma in punta di diritto, del relativo Tribunale.
Queste le sue parole, pesanti come pietre: "È uno schifo. È proprio uno schifo. Sono una persona molto religiosa e prego per loro. Ma so’ stati tanto cattivi con me. Bestie. Proprio bestie".
Verrà alloggiata in un vicino container, con solo un termosifone elettrico a riscaldare l'ambiente e senza un bagno.
A nulla sono serviti gli appelli al Papa e al Presidente Mattarella.
Non è stata degnata nemmeno di una risposta.
Forse perchè i due Signori sono troppo impegnati ad ospitare migranti e a propagandare lo Ius Soli.
Vergogna nazionale!
E un abbraccio all'italianissima nonna Peppina.

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Inviato 1 mese e 1 giorno fa , il 9 ottobre 2017.

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