| 4 settembre 2018

L'estate 2018 va finendo.
Meteorologicamente parlando non è stata il massimo, ma il maltempo non può giustificare il calo vistoso di quest'anno delle presenze turistiche nel nostro bel paese.
I dati della stagione sono sconfortanti: -20% in Puglia, -10% nella riviera romagnola e -8% nella Versilia.
Abbiamo puntato tutto sulle bellezze artistiche e sullo splendore del nostro mare, dimenticandoci che il rapporto qualità/prezzo dei nostri servizi deve essere all'altezza delle offerte degli altri paesi concorrenti, altrimenti la paghiamo cara.
Da noi in un hotel a 3 stelle si spende come in un 4 stelle superior all'estero e un ombrellone in spiaggia ha prezzi alti e servizi minimi.
Per non parlare dei costi stratosferici dei traghetti!
Così Spagna, Grecia, Montenegro, Croazia, Costa Azzurra, Portogallo, Tunisia e Egitto hanno mari bellissimi, prezzi competitivi e strutture accoglienti, tali da invogliare i turisti ad andare in quei luoghi piuttosto che in Italia.
Noi invece viviamo di ricordi, investiamo poco nell'ammodernamento, non variamo l'offerta, abbiamo una burocrazia bizantina e vogliamo guadagnare in 3 mesi quello che gli altri programmano in un anno.
Per capire quanto sia importante questo settore, è sufficiente ricordare che nel 2017 ha sviluppato un fatturato intorno ai 100 miliardi di € con oltre 120 milioni di arrivi.
Eppure non abbiamo uno specifico Ministero per gestirlo e abbiamo accorpato il turismo con l'agricoltura.
Quasi che le mucche avessero gli stessi problemi dei turisti.
La solita follia italiana.

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Inviato 3 mesi e 6 giorni fa , il 4 settembre 2018.

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