| 20 luglio 2009
Era il 20 luglio di 40 anni fa, quando milioni di persone dai televisori in bianco e nero ammiravano lo sbarco di un astronauta americano sulla Luna.
Dissero che fu un piccolo passo per un uomo, ma un balzo gigantesco per l'umanità.
Da allora però più nessuno è salito sul nostro satellite e così quella corsa nello spazio ha assunto il sapore di una mera sfida da vincere tra statunitensi e russi. E non solo per la tecnologia, visto che il mondo era diviso in due blocchi antagonisti.
Forse l'Apollo era un razzo dai contenuti psicologici speciali, i cui muscoli dovevano intimorire le scelte politiche del mondo. Però di eccezionali altri ritorni per l'umanità da quel viaggio non ne abbiamo poi avuti.
Ora dopo tanto tempo si torna a parlare di una nuova base spaziale permanente sulla Luna, ma il significato è diverso da quei tempi lontani.
Intanto in queste notti d'estate il nostro satellite continua a sorriderci, pensando che ai giorni nostri nessuno sulla Terra ha ancora ben capito nemmeno come si è formato. Questioni di scienza e fantascienza, insomma.
Ma lo spazio continua ad affascinarci, perchè l'ignoto ha da sempre attirato verso di sè la voglia di scoperta del piccolo uomo universale.
E allora si accendono i razzi per non attizzare le polveri.
Dissero che fu un piccolo passo per un uomo, ma un balzo gigantesco per l'umanità.
Da allora però più nessuno è salito sul nostro satellite e così quella corsa nello spazio ha assunto il sapore di una mera sfida da vincere tra statunitensi e russi. E non solo per la tecnologia, visto che il mondo era diviso in due blocchi antagonisti.
Forse l'Apollo era un razzo dai contenuti psicologici speciali, i cui muscoli dovevano intimorire le scelte politiche del mondo. Però di eccezionali altri ritorni per l'umanità da quel viaggio non ne abbiamo poi avuti.
Ora dopo tanto tempo si torna a parlare di una nuova base spaziale permanente sulla Luna, ma il significato è diverso da quei tempi lontani.
Intanto in queste notti d'estate il nostro satellite continua a sorriderci, pensando che ai giorni nostri nessuno sulla Terra ha ancora ben capito nemmeno come si è formato. Questioni di scienza e fantascienza, insomma.
Ma lo spazio continua ad affascinarci, perchè l'ignoto ha da sempre attirato verso di sè la voglia di scoperta del piccolo uomo universale.
E allora si accendono i razzi per non attizzare le polveri.
Inviato 1 anno e 2 mesi fa , il 20 luglio 2009.
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