| 29 luglio 2009
Per la pausa estiva, vi allego un mio racconto da leggere che è stato pubblicato anche sugli ultimi numeri dei mensili QUI BERGAMO e QUI BRESCIA (Ed. Edita Periodici), dove abitualmente scrivo.
Siate sereni, lasciate scorrere il tempo lentamente, guardate lontano verso il bene, tra l'alternanza della luce e del buio e tra il rifluire armonico delle onde del mare.
Se poi sapete ascoltare anche il silenzio, allora siete davvero felici.
Buone vacanze ed arrivederci a settembre.
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L'UOMO DELLE DUNE
Tempo d’estate, di viaggi esotici, tempo di svago e di tranquillità. Tempo di storie da leggere e da raccontare. Allora anch’io vorrei lasciarvene una.
Ho incontrato in una spiaggia lontana e deserta, tra le dune spazzate dal maestrale, un vecchio saggio dal viso scolpito dalla salsedine. Aveva la pelle scura, cotta dal sole del sud, le rughe profumavano di vissuto, vestito di poco, con gli occhi chiari che parlavano di un retaggio fatto di invasioni lontane. Una sera ci ritrovammo là insieme, seduti sulla spiaggia, a guardare il sole che tramontava nel mare. All’inizio fu silenzio tra noi, parlavano solo il rumore della risacca e i profumi della vegetazione alle nostre spalle. Non lo disturbai perché non era distratto e non sembrava nemmeno assopito. Era solo concentrato verso l’orizzonte e respirava piano.
Poi lentamente si volse verso di me e mi disse: “Da qui tutto sembra diverso, vero? Guarda come il tempo ama farsi assaporare. Il sole tramonta, ma lo fa pian piano tingendo nuvole e onde. Hai la possibilità di ammirare la natura che si addormenta. Sai, vengo tutte le sere su questa spiaggia calma a sentire il vento salmastro che porta da lontano il ritmo forsennato del vostro mondo. Però quando arriva fin qui si placa, si scioglie nel mare, sprofonda nella sabbia fine, viene accarezzato dalle palme, si trasforma insomma.”
Mi parlava, ma guardava sempre verso l’infinito, come se il resto non gli interessasse. Avevo una strana sensazione: sembrava che intorno a lui si generasse una tranquillità sconosciuta. “Prova a guardare la vita che fate!”, mi disse. “Correte per produrre, correte per raggiungere, correte per accumulare, correte per incontrare, correte per superare, correte per mangiare, correte per concepire, correte per capire, correte per dialogare, correte per ingannare. Ignorate l’oggi per vivere il domani. Ma quando il giorno passa, il domani diventa oggi e voi continuate a correre verso un futuro che già supera il presente. Cosa ne è del vostro pensiero così proiettato in avanti? Consumate energie per modellare ciò che desiderate, ma i vostri desideri di cosa sono fatti? Semplicemente di altre energie da accumulare per poi essere sperperate.”
Provai a riflettere prima di rispondere, poi osai. “Io vivo in un mondo fatto così, mi devo adattare, altrimenti dovrei ribellarmi. E se mi dovessi fermare, resterei indietro, solo, isolato, emarginato. E’ la società che corre. Chi non sta al passo, chi è debole, chi è lento, viene inesorabilmente sopraffatto. Non vale forse la stessa regola anche in natura? L’evoluzione premia i migliori, gli altri vengono distrutti, mangiati, in un ciclo della vita che non ha fine“. Il vecchio saggio posò le mani sulle sue ginocchia e disse lentamente. “Ti dimentichi di una semplice cosa. Se lasci fare alla natura ottieni una selezione che porta ad un continuo miglioramento. Piante ed animali del futuro saranno geneticamente e formalmente più avanzati di chi li ha preceduti. Si estinguono solo le specie che non sono adatte a rendere più bello e più forte l’ambiente in cui vivono. E comunque saranno sempre sostituite da altre nuove, migliori e più idonee di loro. Ma mai un essere vivente di questo pianeta abusa del tempo che la Madre Terra gli dona. Che duri un’ora, un giorno, un mese o anni. Nessun animale, pianta od organismo che sia, sa quanto tempo ha a disposizione. Così sfrutta appieno ogni giorno e confida, superato questo, in un altro giorno di vita nuova. In un rapporto tra spazio e tempo che non è mai invasivo. Invece ti sei mai chiesto dove siete finiti? La vostra arida corsa dove vi ha portato? State inseguendo freneticamente falsi dei che pretendono da voi caratteristiche sovrannaturali. Forse vivete in case più belle, siete più ricchi, giocate col potere, la vostra evoluzione è nell’apparenza non nella sostanza. Perciò divorate i valori ancestrali, ma il vostro spirito in realtà come si sente? Lontani dall’equilibrio naturale dovete addormentarvi con i tranquillanti, odiate il tempo che segna i vostri corpi e dimenticate che rende più bella la vostra anima, vi rimodellate esteriormente per emulare la giovinezza eterna, ostentate i vostri possessi per generare sentimenti d’invidia e di emulazione, usate la vostra forza non per condividere ma per accumulare in solitudine. Ormai siete i mercanti del superfluo, ma continuate a voler acquistare e approfittare di tutto. Così i vostri ideali materiali svaniscono nello spazio di un attimo fugace. I vostri desideri ormai sono lontani dalle passioni pure. Pensate di comprare sentimenti e persone in un rigurgito vorticoso che nulla ha a che fare con ciò che di più naturale vi è donato fin dalla nascita: il vostro spirito buono. Ogni sera guardo e ascolto questo mare che tocca in un’unica soluzione tutte le sponde della nostra terra. Lì ci sono occhi di uomini che muoiono perché distrutti dall’obesità e dalla frenesia. Lì nello stesso momento ci sono gli occhi di un miliardo di persone che si spengono lentamente per la fame. E allora ascolto e prego perché ognuno trovi nel suo cuore il ritmo giusto della vita. Fatto di un tempo che scorre lento. Tra luce e buio che si alternano sui corpi e nelle anime per portare la pace e l’armonia.”
Poi si alzò, mi guardò profondamente e senza altre parole si allontanò tra le dune. Di lui rimasero solo orme poco profonde.
Era quasi l’alba. I gabbiani solcavano il cielo chiaro e la brezza del mattino riportava rumori lontani.
Iniziava un altro giorno d’estate e questa storia finisce qui.
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Siate sereni, lasciate scorrere il tempo lentamente, guardate lontano verso il bene, tra l'alternanza della luce e del buio e tra il rifluire armonico delle onde del mare.
Se poi sapete ascoltare anche il silenzio, allora siete davvero felici.
Buone vacanze ed arrivederci a settembre.
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L'UOMO DELLE DUNE
Tempo d’estate, di viaggi esotici, tempo di svago e di tranquillità. Tempo di storie da leggere e da raccontare. Allora anch’io vorrei lasciarvene una.
Ho incontrato in una spiaggia lontana e deserta, tra le dune spazzate dal maestrale, un vecchio saggio dal viso scolpito dalla salsedine. Aveva la pelle scura, cotta dal sole del sud, le rughe profumavano di vissuto, vestito di poco, con gli occhi chiari che parlavano di un retaggio fatto di invasioni lontane. Una sera ci ritrovammo là insieme, seduti sulla spiaggia, a guardare il sole che tramontava nel mare. All’inizio fu silenzio tra noi, parlavano solo il rumore della risacca e i profumi della vegetazione alle nostre spalle. Non lo disturbai perché non era distratto e non sembrava nemmeno assopito. Era solo concentrato verso l’orizzonte e respirava piano.
Poi lentamente si volse verso di me e mi disse: “Da qui tutto sembra diverso, vero? Guarda come il tempo ama farsi assaporare. Il sole tramonta, ma lo fa pian piano tingendo nuvole e onde. Hai la possibilità di ammirare la natura che si addormenta. Sai, vengo tutte le sere su questa spiaggia calma a sentire il vento salmastro che porta da lontano il ritmo forsennato del vostro mondo. Però quando arriva fin qui si placa, si scioglie nel mare, sprofonda nella sabbia fine, viene accarezzato dalle palme, si trasforma insomma.”
Mi parlava, ma guardava sempre verso l’infinito, come se il resto non gli interessasse. Avevo una strana sensazione: sembrava che intorno a lui si generasse una tranquillità sconosciuta. “Prova a guardare la vita che fate!”, mi disse. “Correte per produrre, correte per raggiungere, correte per accumulare, correte per incontrare, correte per superare, correte per mangiare, correte per concepire, correte per capire, correte per dialogare, correte per ingannare. Ignorate l’oggi per vivere il domani. Ma quando il giorno passa, il domani diventa oggi e voi continuate a correre verso un futuro che già supera il presente. Cosa ne è del vostro pensiero così proiettato in avanti? Consumate energie per modellare ciò che desiderate, ma i vostri desideri di cosa sono fatti? Semplicemente di altre energie da accumulare per poi essere sperperate.”
Provai a riflettere prima di rispondere, poi osai. “Io vivo in un mondo fatto così, mi devo adattare, altrimenti dovrei ribellarmi. E se mi dovessi fermare, resterei indietro, solo, isolato, emarginato. E’ la società che corre. Chi non sta al passo, chi è debole, chi è lento, viene inesorabilmente sopraffatto. Non vale forse la stessa regola anche in natura? L’evoluzione premia i migliori, gli altri vengono distrutti, mangiati, in un ciclo della vita che non ha fine“. Il vecchio saggio posò le mani sulle sue ginocchia e disse lentamente. “Ti dimentichi di una semplice cosa. Se lasci fare alla natura ottieni una selezione che porta ad un continuo miglioramento. Piante ed animali del futuro saranno geneticamente e formalmente più avanzati di chi li ha preceduti. Si estinguono solo le specie che non sono adatte a rendere più bello e più forte l’ambiente in cui vivono. E comunque saranno sempre sostituite da altre nuove, migliori e più idonee di loro. Ma mai un essere vivente di questo pianeta abusa del tempo che la Madre Terra gli dona. Che duri un’ora, un giorno, un mese o anni. Nessun animale, pianta od organismo che sia, sa quanto tempo ha a disposizione. Così sfrutta appieno ogni giorno e confida, superato questo, in un altro giorno di vita nuova. In un rapporto tra spazio e tempo che non è mai invasivo. Invece ti sei mai chiesto dove siete finiti? La vostra arida corsa dove vi ha portato? State inseguendo freneticamente falsi dei che pretendono da voi caratteristiche sovrannaturali. Forse vivete in case più belle, siete più ricchi, giocate col potere, la vostra evoluzione è nell’apparenza non nella sostanza. Perciò divorate i valori ancestrali, ma il vostro spirito in realtà come si sente? Lontani dall’equilibrio naturale dovete addormentarvi con i tranquillanti, odiate il tempo che segna i vostri corpi e dimenticate che rende più bella la vostra anima, vi rimodellate esteriormente per emulare la giovinezza eterna, ostentate i vostri possessi per generare sentimenti d’invidia e di emulazione, usate la vostra forza non per condividere ma per accumulare in solitudine. Ormai siete i mercanti del superfluo, ma continuate a voler acquistare e approfittare di tutto. Così i vostri ideali materiali svaniscono nello spazio di un attimo fugace. I vostri desideri ormai sono lontani dalle passioni pure. Pensate di comprare sentimenti e persone in un rigurgito vorticoso che nulla ha a che fare con ciò che di più naturale vi è donato fin dalla nascita: il vostro spirito buono. Ogni sera guardo e ascolto questo mare che tocca in un’unica soluzione tutte le sponde della nostra terra. Lì ci sono occhi di uomini che muoiono perché distrutti dall’obesità e dalla frenesia. Lì nello stesso momento ci sono gli occhi di un miliardo di persone che si spengono lentamente per la fame. E allora ascolto e prego perché ognuno trovi nel suo cuore il ritmo giusto della vita. Fatto di un tempo che scorre lento. Tra luce e buio che si alternano sui corpi e nelle anime per portare la pace e l’armonia.”
Poi si alzò, mi guardò profondamente e senza altre parole si allontanò tra le dune. Di lui rimasero solo orme poco profonde.
Era quasi l’alba. I gabbiani solcavano il cielo chiaro e la brezza del mattino riportava rumori lontani.
Iniziava un altro giorno d’estate e questa storia finisce qui.
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Inviato 1 anno e 2 mesi fa , il 29 luglio 2009.
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