| 20 novembre 2009
Che tenerezza vedere Giuan Trapattoni spiegare in un maccheronico inglese la sua amarezza per un'ingiustizia grande come uno stadio intero!
L'Irlanda calcistica da lui allenata è stata buttata fuori dal mondiale grazie ad un malandrino e plateale gol di mano del francese Henry.
Una vera rapina.
Prima di ogni partita la Fifa espone dei bellissimi cartelloni in cui chiede "Fair Play", insomma buona educazione e lealtà sportiva. La pretende dagli atleti, dagli sportivi e dal pubblico pagante, probabilmente non da sè stessa.
La realtà dei fatti è ben altra cosa, perchè, inutile nasconderlo, il calcio è diventato ormai un business stellare dove girano un sacco di soldi e di interessi anche politici.
Guarda caso il Presidente della Uefa è un francese di italica conoscenza, Michele Platini, e qualcuno non ha avuto il coraggio di sottrargli la nazionale dai mondiali sudafricani. Si pensava che la piccola e simpatica Irlanda facesse le valigie con umile rassegnazione, smoccolando magari per una mano furbina non vista dall'arbitro.
E invece no. Perchè la visione è cambiata anche grazie alle nuove tecnologie che inquadrano le competizioni in ogni particolare. Oggi si può leggere l'imprecazione labiale, si vede il fallo di reazione lontano dall'arbitro, si può interpretare il rigore, si riesce a misurare al millimetro il fuorigioco, si calcolano le distanze da rispettare.
Una cosa però la Tv non è capace di riprendere: l'onore e il rispetto sportivo del calciatore.
L'esultanza di un campione navigato, come Henry, per un gol palesemente irregolare la dice lunga.
Ma d'altronde quando i cattivi maestri siedono sulle poltrone delle tribune, non si può pretendere che chi calpesta il terreno verde sia da meno.
E così il mondo va nel pallone.
Buon week end.
L'Irlanda calcistica da lui allenata è stata buttata fuori dal mondiale grazie ad un malandrino e plateale gol di mano del francese Henry.
Una vera rapina.
Prima di ogni partita la Fifa espone dei bellissimi cartelloni in cui chiede "Fair Play", insomma buona educazione e lealtà sportiva. La pretende dagli atleti, dagli sportivi e dal pubblico pagante, probabilmente non da sè stessa.
La realtà dei fatti è ben altra cosa, perchè, inutile nasconderlo, il calcio è diventato ormai un business stellare dove girano un sacco di soldi e di interessi anche politici.
Guarda caso il Presidente della Uefa è un francese di italica conoscenza, Michele Platini, e qualcuno non ha avuto il coraggio di sottrargli la nazionale dai mondiali sudafricani. Si pensava che la piccola e simpatica Irlanda facesse le valigie con umile rassegnazione, smoccolando magari per una mano furbina non vista dall'arbitro.
E invece no. Perchè la visione è cambiata anche grazie alle nuove tecnologie che inquadrano le competizioni in ogni particolare. Oggi si può leggere l'imprecazione labiale, si vede il fallo di reazione lontano dall'arbitro, si può interpretare il rigore, si riesce a misurare al millimetro il fuorigioco, si calcolano le distanze da rispettare.
Una cosa però la Tv non è capace di riprendere: l'onore e il rispetto sportivo del calciatore.
L'esultanza di un campione navigato, come Henry, per un gol palesemente irregolare la dice lunga.
Ma d'altronde quando i cattivi maestri siedono sulle poltrone delle tribune, non si può pretendere che chi calpesta il terreno verde sia da meno.
E così il mondo va nel pallone.
Buon week end.
Inviato 10 mesi e 6 giorni fa , il 20 novembre 2009.
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