| 25 gennaio 2010
Dopo i bamboccioni di recente memoria, in questi giorni il Ministro (e candidato Sindaco di Venezia) Brunetta ha riportato alla ribalta la famiglia italiana.
Il problema sarebbe la tarda età in cui i ragazzi se ne vanno di casa per lasciare il tetto natio ed intraprendere una propria vita autonoma.
E' vero! Nelle altre nazioni, soprattutto in quella americana, i ragazzi oltre i 30 anni ancora tra le mura domestiche di papà e mamma sono una rarità.
Ma le condizioni sociali al contorno sono molto diverse da quelle italiane.
E se si solleva un problema, bisognerebbe anche saperlo analizzare nei dettagli per non fare semplicemente la politica delle sparate.
Un pò come dire che i processi si accorciano veramente solo se si investe in nuove risorse e si ottimizza la produttività delle Procure. Altrimenti la brevità la si ottiene unicamente con un indulto camuffato.
Torniamo ai bamboccioni.
Innanzitutto il mondo del lavoro in Italia è molto rigido e non consente ai ragazzi delle carriere rapide. Perciò si rischia di entrare con un salario da 600 euro al mese e di vederlo crescere al ritmo di una tartaruga zoppa. Senza contare che per i giovani la maggior parte delle porte che si aprono sono con contratti a termine o da precari.
Secondo effetto è quello "casa", che è collegato al primo.
Da noi quelle in affitto sono una minoranza ed a prezzi elevati, mentre i mutui per l'acquisto di un immobile sono di difficile accensione se non si dimostra di avere dei buoni e stabili salari.
E siamo da capo.
C'è da dire poi che la famiglia italiana è al momento il miglior ammortizzatore sociale non a spese dello Stato che oggi esista e che senza di questa i figli sarebbero in mezzo ad una strada incavolati neri.
Allora Brunetta dovrebbe darsela a gambe, inseguito da una giovane folla di senza tetto e senza lavoro.
Mediti Brunetta, mediti.
Il problema sarebbe la tarda età in cui i ragazzi se ne vanno di casa per lasciare il tetto natio ed intraprendere una propria vita autonoma.
E' vero! Nelle altre nazioni, soprattutto in quella americana, i ragazzi oltre i 30 anni ancora tra le mura domestiche di papà e mamma sono una rarità.
Ma le condizioni sociali al contorno sono molto diverse da quelle italiane.
E se si solleva un problema, bisognerebbe anche saperlo analizzare nei dettagli per non fare semplicemente la politica delle sparate.
Un pò come dire che i processi si accorciano veramente solo se si investe in nuove risorse e si ottimizza la produttività delle Procure. Altrimenti la brevità la si ottiene unicamente con un indulto camuffato.
Torniamo ai bamboccioni.
Innanzitutto il mondo del lavoro in Italia è molto rigido e non consente ai ragazzi delle carriere rapide. Perciò si rischia di entrare con un salario da 600 euro al mese e di vederlo crescere al ritmo di una tartaruga zoppa. Senza contare che per i giovani la maggior parte delle porte che si aprono sono con contratti a termine o da precari.
Secondo effetto è quello "casa", che è collegato al primo.
Da noi quelle in affitto sono una minoranza ed a prezzi elevati, mentre i mutui per l'acquisto di un immobile sono di difficile accensione se non si dimostra di avere dei buoni e stabili salari.
E siamo da capo.
C'è da dire poi che la famiglia italiana è al momento il miglior ammortizzatore sociale non a spese dello Stato che oggi esista e che senza di questa i figli sarebbero in mezzo ad una strada incavolati neri.
Allora Brunetta dovrebbe darsela a gambe, inseguito da una giovane folla di senza tetto e senza lavoro.
Mediti Brunetta, mediti.
Inviato 7 mesi e 5 giorni fa , il 25 gennaio 2010.
Trackback url per questo post: http://www.fuochidipaglia.it/blog_cms/bblog/trackback.php/702/
Commenti:
...
Commento in attesa di approvazione
...
Commento in attesa di approvazione
...
Commento in attesa di approvazione
...
Commento in attesa di approvazione
...
Commento in attesa di approvazione
...
Commento in attesa di approvazione
...
Commento in attesa di approvazione
...
Commento in attesa di approvazione
...
Commento in attesa di approvazione
...
Commento in attesa di approvazione
...
Commento in attesa di approvazione
...
Commento in attesa di approvazione
...
Commento in attesa di approvazione
...
Commento in attesa di approvazione
...
Commento in attesa di approvazione
...
Commento in attesa di approvazione
...
Commento in attesa di approvazione
...
Commento in attesa di approvazione
...
Commento in attesa di approvazione
...
Commento in attesa di approvazione
Commenti disattivati
