| 19 aprile 2010
Uno dei tanti vulcani islandesi, dal nome impronunciabile (Eyjafjallajokull), è tornato ad eruttare.
E' uno degli oltre 600 vulcani attivi che insiste su di un pianeta giovane come la Terra e che contribuisce a renderlo più vivo.
Eyjafjallajokull è diventato famoso in pochi giorni perchè le sue polveri sottili, che hanno formato una nube gigantesca, sono arrivate in mezza Europa ed hanno paralizzato il traffico aereo.
Alcuni scali italiani sono stati riaperti stamattina, ma nel primo pomeriggio di oggi sono stati richiusi fino almeno a domani alle 8.
Questa nuvola vulcanica infatti segue i venti ballerini tipici della stagione e da noi è arrivata fin oltre la Toscana.
Si è gridato all'eccessivo allarmismo, ma proviamo a domandarci cosa succederebbe se un motore a causa del pulviscolo andasse in avaria. Una sola vita umana non vale mille voli d'aereo ed i relativi incassi.
Tra l'altro proprio oggi un jet della Nato sembrerebbe aver avuto dei problemi ad un reattore a causa di questo pulviscolo vetroso (per la silice in esso presente).
Comunque la mobilità via cielo si è fermata, dimostrando quanto questo mezzo di trasporto abbia accorciato il mondo a costi contenuti (una coppia italiana è tornata in taxi dalla Norvegia al modico prezzo di 14.000 €!). Ma la tecnologia moderna deve ancora una volta piegarsi di fronte alla forza della natura.
Quindi la precauzione è d'obbligo, fin tanto che il vecchio vulcano continua a sbuffare.
E chi risiede intorno ad Orio al Serio (lo scalo cittadino di Bergamo) può finalmente dormire in santa pace.
E' uno degli oltre 600 vulcani attivi che insiste su di un pianeta giovane come la Terra e che contribuisce a renderlo più vivo.
Eyjafjallajokull è diventato famoso in pochi giorni perchè le sue polveri sottili, che hanno formato una nube gigantesca, sono arrivate in mezza Europa ed hanno paralizzato il traffico aereo.
Alcuni scali italiani sono stati riaperti stamattina, ma nel primo pomeriggio di oggi sono stati richiusi fino almeno a domani alle 8.
Questa nuvola vulcanica infatti segue i venti ballerini tipici della stagione e da noi è arrivata fin oltre la Toscana.
Si è gridato all'eccessivo allarmismo, ma proviamo a domandarci cosa succederebbe se un motore a causa del pulviscolo andasse in avaria. Una sola vita umana non vale mille voli d'aereo ed i relativi incassi.
Tra l'altro proprio oggi un jet della Nato sembrerebbe aver avuto dei problemi ad un reattore a causa di questo pulviscolo vetroso (per la silice in esso presente).
Comunque la mobilità via cielo si è fermata, dimostrando quanto questo mezzo di trasporto abbia accorciato il mondo a costi contenuti (una coppia italiana è tornata in taxi dalla Norvegia al modico prezzo di 14.000 €!). Ma la tecnologia moderna deve ancora una volta piegarsi di fronte alla forza della natura.
Quindi la precauzione è d'obbligo, fin tanto che il vecchio vulcano continua a sbuffare.
E chi risiede intorno ad Orio al Serio (lo scalo cittadino di Bergamo) può finalmente dormire in santa pace.
Inviato 4 mesi e 5 giorni fa , il 19 aprile 2010.
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