| 28 aprile 2010
Il 7, l'8 e il 9 maggio Bergamo ospiterà l'adunata nazionale degli Alpini .
Sono attese decine di migliaia di penne nere e il centro città è tutto un cantiere per rifarsi il trucco. Persino le scuole verranno chiuse per quelle date.
Però ciò che salta subito all'occhio sono i tricolori già esposti su ogni edificio. Migliaia di finestre e di negozi da settimane hanno appeso una bandiera. Ed ogni giorno ce ne sono di nuove.
E' impressionante il colpo d'occhio per chi attraversa la nostra provincia. Questa è una terra di tradizione alpina e, soprattutto quando la naja era obbligatoria, molti sono i bergamaschi che hanno vestito quella divisa.
Ma neanche durante le feste nazionali o di partito si è mai visto uno sbandierio del genere.
Questo dimostra una cosa, al di là dei discorsi sul federalismo padano.
Che quando i valori sono condivisi dal popolo tutto, il cuore della gente batte ancora con sentimento genuino.
Ed in tempi duri, ciò che accomuna in modo positivo dà coraggio e gioia.
Perciò benvenuti Alpini e che siano giornate di vera festa.
Sono attese decine di migliaia di penne nere e il centro città è tutto un cantiere per rifarsi il trucco. Persino le scuole verranno chiuse per quelle date.
Però ciò che salta subito all'occhio sono i tricolori già esposti su ogni edificio. Migliaia di finestre e di negozi da settimane hanno appeso una bandiera. Ed ogni giorno ce ne sono di nuove.
E' impressionante il colpo d'occhio per chi attraversa la nostra provincia. Questa è una terra di tradizione alpina e, soprattutto quando la naja era obbligatoria, molti sono i bergamaschi che hanno vestito quella divisa.
Ma neanche durante le feste nazionali o di partito si è mai visto uno sbandierio del genere.
Questo dimostra una cosa, al di là dei discorsi sul federalismo padano.
Che quando i valori sono condivisi dal popolo tutto, il cuore della gente batte ancora con sentimento genuino.
Ed in tempi duri, ciò che accomuna in modo positivo dà coraggio e gioia.
Perciò benvenuti Alpini e che siano giornate di vera festa.
Inviato 4 mesi e 3 giorni fa , il 28 aprile 2010.
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Re: ADUNATA!
E' vero, vedere tanti tricolore in giro per le vie è emozionante.
Neppure per i mondiali di calcio, rimasto ormai l'unico momento in cui l'italiano sventola orgogliosamente la bandiera, si son visti tanti simboli patriottici tutti insieme.
Gli alpini hanno dimostrato, ancora una volta, di piacere alla gente: piacciono i loro valori, la loro solidarietà, la loro laboriosità e piacciono tanto i loro canti.
Tutti contenti, insomma, e orgogliosi di gridare viva l'Italia ache se alpini non siamo.
Un solo rammarico, molto personale e che però non sminuisce la mia simpatia per il corpo: avevo uno zio, morto a soli 21 anni in nome di quella Patria che, anche grazie a quelli come Lui, ha potuto riconquistare la Libertà. La stessa Libertà che ancora oggi ci permette di organizzare queste e altre adunate e ci consente di sventolare bandiere di ogni colore senza essere fucilati.
Era un partigiano, prima era un alpino (conservo ancora il suo cappello), non ha mai smesso di essere un italiano.
Sulla sua lapide è inciso: AMO' LA PATRIA PIU' DELLA VITA.
Forse però questo gli alpini non lo hanno mai letto, dimenticando o meglio cancellando il suo nome.
2010/04/29 by tg • • Rispondi al commento
Neppure per i mondiali di calcio, rimasto ormai l'unico momento in cui l'italiano sventola orgogliosamente la bandiera, si son visti tanti simboli patriottici tutti insieme.
Gli alpini hanno dimostrato, ancora una volta, di piacere alla gente: piacciono i loro valori, la loro solidarietà, la loro laboriosità e piacciono tanto i loro canti.
Tutti contenti, insomma, e orgogliosi di gridare viva l'Italia ache se alpini non siamo.
Un solo rammarico, molto personale e che però non sminuisce la mia simpatia per il corpo: avevo uno zio, morto a soli 21 anni in nome di quella Patria che, anche grazie a quelli come Lui, ha potuto riconquistare la Libertà. La stessa Libertà che ancora oggi ci permette di organizzare queste e altre adunate e ci consente di sventolare bandiere di ogni colore senza essere fucilati.
Era un partigiano, prima era un alpino (conservo ancora il suo cappello), non ha mai smesso di essere un italiano.
Sulla sua lapide è inciso: AMO' LA PATRIA PIU' DELLA VITA.
Forse però questo gli alpini non lo hanno mai letto, dimenticando o meglio cancellando il suo nome.
2010/04/29 by tg • • Rispondi al commento
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