| 1 luglio 2010

Una decina di giorni fa ha destato stupore la nomina in tutta fretta di un Ministro senza portafoglio (vuol dire che non può spendere un euro), Aldo Brancher.
Quali siano le sue deleghe non è ancora chiaro, tant'è che non sono state pubblicate per tempo sulla Gazzetta Ufficiale.
Comunque Brancher e Berlusconi si conoscono molto bene, perchè negli anni '80 lui (Aldo) era dirigente della Fininvest e l'altro (Silvio) era ovviamente il suo datore di lavoro.
Quando scoppia Tangentopoli Brancher finisce in carcere a S. Vittore per tre mesi.
Scarcerato per decorrenza dei termini di custodia cautelare, è stato condannato con giudizio di primo grado ed in appello per falso in bilancio e finanziamento illecito ai partiti. In Cassazione il secondo reato va in prescrizione (per riduzione dei termini decisa dal governo Berlusconi), mentre il falso in bilancio è stato depenalizzato dal Governo Berlusconi II, del quale lo stesso Brancher faceva parte.
Passano gli anni e nel 2005 arriva un altro scandalo, quello di Antonveneta.
E Brancher viene nuovamente indagato a Milano per ricettazione: la Procura ha rintracciato, presso la Banca Popolare di Lodi (quella del mitico Fiorani), un conto intestato a sua moglie con un affidamento e una plusvalenza sicura di 300 mila euro in due anni.
A 5 giorni dalla nomina a Ministro, avvenuta il 18 giugno 2010, Aldo Brancher ha subito eccepito, in base alla nuova legge del suo ex principale, il legittimo impedimento.
Infatti il 26 giugno era prevista l'udienza del processo, proprio sul tentativo di scalata ad Antonveneta da parte di Bpi, in cui il neo Ministro è imputato.
Brancher ovviamente ha motivato la richiesta di sospensione del processo con la necessità di organizzare il nuovo ministero. E ci mancherebbe che ci fosse riuscito in meno di una settimana!
Ecco forse spiegata tatticamente la velocissima nomina d'inizio estate.
Ma in che paese viviamo, se un curriculum del genere non è sufficiente per interrompere una carriera politica?
O forse in Parlamento vige un'etica diversa dal comune senso del pudore?
Tanto che il Senatore Dell'Utri, dopo la recente condanna in secondo grado a 7 anni per certe frequentazioni mafiose, si permette di definire "il mio eroe" un omicida condannato all'ergastolo.
Povera Italia e poveri italiani, tutti con le chiappe al sole.
Inviato 2 mesi e 2 giorni fa , il 1 luglio 2010.

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