| 2 luglio 2010

Momento difficile per la nostra povera Repubblica.
Anche il Presidente Napolitano sembra aver assunto un atteggiamento diverso, forse tardivamente esasperato da un Governo che pensa più alla Magistratura e ai conflitti d'interesse che a come affrontare la crisi economica.
Mentre i giornalisti scendevano in piazza contro la legge bavaglio, ieri è stato sospeso l'ennesimo politico coinvolto in festini a base di coca e trans.
L'abbiamo già detto.
La decadenza etico-morale di questo Parlamento è veramente preoccupante. La decenza è stata ampiamente superata.
E l'indice di fiducia dei cittadini su Governo e Premier è di conseguenza in caduta libera.
Vi lascio da leggere, per questo afoso week end, un'analisi impietosa su Berlusconi e la sua carriera, scritta dai giornalisti Gomez e Travaglio.
Perchè per capire è necessario essere informati.
Per scandalizzarsi è fondamentale conoscere.
Per cambiare bisogna essere uniti.

Potete cliccare direttamente qui:

http://www.cdbchieri.it/rassegna_stampa_2005/berlusconi_travaglio.htm


| 1 luglio 2010

Una decina di giorni fa ha destato stupore la nomina in tutta fretta di un Ministro senza portafoglio (vuol dire che non può spendere un euro), Aldo Brancher.
Quali siano le sue deleghe non è ancora chiaro, tant'è che non sono state pubblicate per tempo sulla Gazzetta Ufficiale.
Comunque Brancher e Berlusconi si conoscono molto bene, perchè negli anni '80 lui (Aldo) era dirigente della Fininvest e l'altro (Silvio) era ovviamente il suo datore di lavoro.
Quando scoppia Tangentopoli Brancher finisce in carcere a S. Vittore per tre mesi.
Scarcerato per decorrenza dei termini di custodia cautelare, è stato condannato con giudizio di primo grado ed in appello per falso in bilancio e finanziamento illecito ai partiti. In Cassazione il secondo reato va in prescrizione (per riduzione dei termini decisa dal governo Berlusconi), mentre il falso in bilancio è stato depenalizzato dal Governo Berlusconi II, del quale lo stesso Brancher faceva parte.
Passano gli anni e nel 2005 arriva un altro scandalo, quello di Antonveneta.
E Brancher viene nuovamente indagato a Milano per ricettazione: la Procura ha rintracciato, presso la Banca Popolare di Lodi (quella del mitico Fiorani), un conto intestato a sua moglie con un affidamento e una plusvalenza sicura di 300 mila euro in due anni.
A 5 giorni dalla nomina a Ministro, avvenuta il 18 giugno 2010, Aldo Brancher ha subito eccepito, in base alla nuova legge del suo ex principale, il legittimo impedimento.
Infatti il 26 giugno era prevista l'udienza del processo, proprio sul tentativo di scalata ad Antonveneta da parte di Bpi, in cui il neo Ministro è imputato.
Brancher ovviamente ha motivato la richiesta di sospensione del processo con la necessità di organizzare il nuovo ministero. E ci mancherebbe che ci fosse riuscito in meno di una settimana!
Ecco forse spiegata tatticamente la velocissima nomina d'inizio estate.
Ma in che paese viviamo, se un curriculum del genere non è sufficiente per interrompere una carriera politica?
O forse in Parlamento vige un'etica diversa dal comune senso del pudore?
Tanto che il Senatore Dell'Utri, dopo la recente condanna in secondo grado a 7 anni per certe frequentazioni mafiose, si permette di definire "il mio eroe" un omicida condannato all'ergastolo.
Povera Italia e poveri italiani, tutti con le chiappe al sole.

| 14 maggio 2010

La politica costa. Fare politica però può essere un buon affare.
Prima di Mani Pulite, un quindicennio fa, il finanziamento ai partiti avveniva con un metodo concertato che passava dalle segreterie nazionali. In pratica meno ai singoli e di più ai partiti.
Oggi tutto è cambiato.
Gli eletti si creano un piccolo feudo, circostanziato o locale, in cui il potere viene gestito anche con ostentazione ed arroganza. I partiti intanto sono già a posto perchè, nonostante un referendum popolare abbia dimostrato la contrarietà del popolo, possono usufruire di generosi finanziamenti pubblici.
Così la corruzione può imperare. E quando qualcuno viene scoperto, lo scandalo diventa una prassi quasi normale. Sono i Magistrati che esagerano, che si accaniscono, che scoprono le malefatte che teoricamente non esistono. Non esistono perchè l'etica e l'onestà non fanno più parte di questa nazione. Allora tutti impuniti, poche dimissioni e avanti di questo passo.
Intanto i furbetti del parlamentino si muovono tra i meandri della crisi evitando qualsiasi taglio alla spesa che li riguarda. Dallo stipendio ai benefits, dalle auto blu ai costosi privilegi, dalle pensioni ai rimborsi a piè lista.
Ma ciò che dà proprio fastidio è la tracotanza con cui si accumulano ricchezze truffaldine. Società che vincono gli appalti pubblici collegate ai parenti, consulenze che cadono a pioggia sugli amici degli amici, appartamenti comprati ad un quinto del valore, pluri-poltrone per pochi nomi e poi, dulcis infondo, mazzette a gò gò.
Così fan tutti, dicono, nessun problema perciò.
E allora turatevi il naso e guardate lontano.

| 13 maggio 2010

I festeggiamenti per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia non sono certo di quelli che si possono definire indimenticabili.
In questi giorni il Presidente Napolitano si è spinto fin nel profondo sud e dalla Sicilia ha provato a lanciare messaggi sentimental-patriottici per riscaldare gli animi della nazione unica.
Invece qui al Nord la questione è un pò freddina e lo spirito padano sembra prevaricare su quello garibaldino.
A Bergamo, città delle mille giubbe rosse che sbarcarono a Marsala, il tricolore è esploso da ogni parte solo per la oceanica adunata degli alpini. Ma, nonostante gli appelli del Sindaco orobico, non sembra voler rimanere esposto anche per questa ricorrenza.
Gli italiani da sempre hanno un flebile spirito nazionalistico, svezzati da anni di dominazioni di ogni genere ed abituati a fregare lo Stato per non morire di fame o di tasse.
La nostra è stata una terra di invasioni e di conseguenti predazioni, normale perciò che il nostro popolo sia più affezionato al campanile che al parlamento.
E poi come si fa a voler bene ad un paese conciato in questo modo dalla politica odierna?
Probabilmente tra altri 150 anni saremo ancora così, visto che ormai si guarda al mondo globale e non all'eroe dei due mondi.
Comunque tra un mese cominciano i mondiali di calcio in Sud Africa e allora almeno sui campi di fubal... W l'Italia.

| 4 maggio 2010

Sono tanti i problemi che attanagliano il nostro paese.
Un milione di cassa integrati e centinaia di migliaia di disoccupati arrancano tutti i giorni. I consumi calano, l'inflazione alza di nuovo la testa e la benzina vola alle stelle. Il debito nei conti pubblici della Grecia rischia di trascinare altri paesi sulla soglia del fallimento europeo. Il PDL si divide in tante correnti di democristiana memoria. Mentre il PD pensa, riflette, analizza e medita nel quasi nulla. La lotta all'evasione fiscale sta passando anche per le tasche di un Ministro che riesce ad acquistare, con un'ottantina di assegni di dubbia provenienza, un appartamento nel centro di Roma ad un quinto del suo valore dichiarato.
Di riforme strutturali per il momento, tranne qualche lodo ben mirato, non si vede neanche l'ombra.
Eppure ieri il Parlamento ha trovato il tempo e la voglia di fare una bella interppellazione su un problema che può cambiare la vita degli italiani: la partita Lazio-Inter di domenica scorsa.
Se ne discuterà con enfasi alla Camera dei Deputati.
Distogliere dalla realtà il cervello degli idioti sembrava essere una prerogativa degli ospedali psichiatrici.
Ma forse tanto tempo fa.

| 23 aprile 2010

Hanno lasciato passare le elezioni regionali per poi azzuffarsi pubblicamente.
Era da troppo tempo che Fini e Berlusconi stavano litigando in casa e la resa dei conti è arrivata.
Ieri il Presidente della Camera ha però perso un'occasione importante. Quella di sferrare un attacco politico che, se ben costruito, portasse dietro di sè un consenso sostanzioso.
La battaglia contro il sovrano assoluto del partito del predellino poteva trovare numerosi adepti sulla base di presupposti condivisi, di una programmazione mirata e di critiche circostanziate.
Invece Fini, anche se abile oratore, non ha tenuto in considerazione che per azzoppare Berlusconi ci voleva ben altro e che in politica contano i numeri.
Perchè il PdL è formato da una truppa che contiene un misto di dipendenti e di servitori fedeli. Troppo devono al loro capo, che con questa legge elettorale è in grado di portare in Parlamento chi vuole. Così anche molti ex AN hanno lasciato da solo lo stesso Fini pur di salvare la propria poltrona per i prossimi tre anni.
Perciò dopo la zuffa i due galletti sono andati alla conta dei voti ed al Presidente della Camera sono rimaste vicine solo una decina di persone (neanche il 6%). Veramente pochine.
E ora?
Io credo che Fini sia ancora troppo debole per potersi permettere di andare sbattendo la porta. E se lo farà, rischia di rimanere relegato in un nuovo partitino di destra che conterà poco o nulla.
Ma di sicuro il futuro nel PdL non sarà più come prima. Anche se il Re è ancora forte. Molto forte.
E sa bene come sparare (mediaticamente) su chi si oppone al suo real pensiero.

| 13 aprile 2010

A causa di un guasto ad un'apparecchiatura Telecom, per quasi un mese non ho potuto aggiornare il blog.
Di cose nel frattempo ne sono successe, vero? E spero che non abbiate dimenticato Fuochi di Paglia. Le statistiche mi confortano e di ciò vi ringrazio.
Che dirvi?
Innanzitutto che il Bel Paese è andato alle urne. Il PDL ha tenuto, la Lega ha vinto e l'opposizione si è sciolta come neve al sole. L'assenteismo al voto ormai è il primo partito.
Per troppi anni sono stati commessi madornali errori da parte dei vinti. L'antiberlusconismo (senza se e senza ma) non paga. L'assenza di progetti concreti, una comunicazione non moderna e poco coinvolgente, una presuntuosa spocchiosità di personaggi (ormai al tramonto) hanno fatto il resto.
Così la Sinistra continua il suo suicidio politico, implodendo in un apparato burocratico e impantanato da cui i volti nuovi continuano ad essere emarginati.
Il malcontento ormai viene interpretato dai grillini e da Di Pietro. Per il resto buio totale.
Intanto Bossi e i suoi si muovono bene nel territorio, stanno sui problemi della gente e vanno a pescare anche i voti di quelli della sinistra che si sono rotti le palle delle solite chiacchiere.
Non è difficile da capire, basterebbe avere il coraggio di rinnovare per davvero.
Ma in ritardo non è solo la Telecom.

| 8 marzo 2010

Un paese dove le regole del gioco vengono cambiate dopo che si è iniziato a giocare deve destare come minimo preoccupazione.
E il pastrocchio delle liste elettorali, rese valide da un decreto approvato in tutta fretta, la dice lunga.
Riceviamo in proposito e pubblichiamo.

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Alle ultime elezioni comunali di Bergamo la lista BERGAMO A CINQUE STELLE fu esclusa dalla competizione elettorale in quanto le firme raccolte (abbondantemente sufficienti) erano state presentate su fogli staccati anziché su un foglio a quattro facciate come previsto dalla legge. Quanti voti avrebbe potuto avere? Si sarebbe potuti andare al ballottaggio? Il risultato elettorale non è stato falsato per “colpa” della burocrazia (che non può sostituirsi alla democrazia)?
Nelle stesse elezioni la lista AMA BERGAMO non ha ottenuto alcun consigliere comunale perché moltissimi voti sono stati annullati in quanto nelle schede oltre al voto di lista è stato erroneamente segnato il numero della preferenza oltre al nome. Una “ingenuità” pagata a caro prezzo.
Dura lex, sed lex. Qualcuno ha fatto ricorso, ed è stato giustamente respinto. La legge non ammette l’ignoranza (o i pasticci).
Ma solo per qualcuno. Le gloriose macchine elettorali dei grandi partiti possono invece combinarne di tutte che ci sarà sempre qualcuno che vi porrà rimedio (un bel De-cretino) perché la burocrazia “non può cancellare la democrazia”
Vedrete che, come diceva la mia nonna, la legge sarà uguale per “quasi tutti”.
D’altronde, basta guardarsi intorno. Si fanno ordinanze (da destra e da sinistra) contro chi chiede la carità, mentre un aeroporto che opera palesemente al di fuori delle prescrizioni di legge, minacciando la salute e la sicurezza dei cittadini, viene osannato e portato ad esempio dai politici e dai media. I quattrini non sono mai illegali (o si fa un bel decreto a sanatoria).

Siamo proprio nella repubblica delle banane.

email firmata
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| 12 febbraio 2010

Cambiare un'intera nazione richiede determinazione, valori, metodo e soprattutto tempo.
Perchè un paese è formato dalla sua gente, dalle tradizioni e dai comportamenti indotti.
Normalmente un sistema di governo non dura più di 20 anni e dopo questo periodo arriva un "quantum leap" che cambia tutto.
Così si può riformare ed intraprendere una nuova strada per migliorare.
Oppure può succedere un'altra cosa: che si cambi tutto per non cambiare niente.
Ciò che in Italia è successo dal 1992 dopo Mani Pulite (18 anni fa) è ormai palese. I vizi sono rimasti gli stessi, anzi sono stati trasformati in virtù. E il potere politico lo si è circoscritto tra pochi, cercando pure di delegittimare i controlli di legge.
Gli organi d'informazione sono stati plasmati a dovere e la gestione dello Stato è diventata per gli eletti la gallina dalle uova d'oro. E quando il pollo finisce in pentola si cerca di tenere il coperchio ben premuto.
Fino a quando, passato il ventennio, il bollire della gente non lo fa saltare.
E questo è il rischio che stiamo correndo, anche se qualcuno fa finta di non vederlo.
Buon week end.

| 11 febbraio 2010

La Protezione Civile in Italia è in realtà un super ministero.
Me ne sono occupato per dieci anni ai tempi del terremoto del Friuli e dell'Irpinia, ma era un'altra cosa, quella del volontariato pionieristico.
Oggi invece può liberamente disporre di fondi e risorse come nessun altro.
Il Capo della Protezione Civile Bertolaso gode di un grandissimo potere e di innegabili appoggi (è nipote anche del Cardinal Ruini). E così le invidie e le gelosie sono un'emergenza quotidiana che deve saper affrontare alla stregua delle calamità naturali.
Da ieri è indagato per fatti che il GIP di Firenze definisce "gravissimi".
Si è correttamente dimesso, come dovrebbero fare tutti i politici che finiscono sotto inchiesta.
Nella riservatezza e nel silenzio dovuto, potrebbe difendersi nel migliore dei modi.
Ma la politica di oggi è diversa, perchè parte dal presupposto che la Magistratura è politicizzata e che chi governa non può finire sotto processo nemmeno se beccato con le mani nella marmellata.
All'estero si devono dare le dimissioni se si mettono indebitamente 50 sterline in un rimborso spese parlamentare, o se si alzano le mani sulla moglie nella propria privata abitazione.
L'Italia è diventata uno strano paese, dove i pregiudizi diventano condanne e dove i reati veri diventano pregiudizi.
Tra le urla dei tanti e gaudenti mistificatori.