| 28 novembre 2017

Le elezioni si avvicinano e subito la politica si prepara coi soliti proclami pubblicitari, usati per distogliere le menti e accalappiare i voti.
Le operazioni mediatiche sono iniziate in TV, sui giornali, per radio e anche sul Web.
Così ritroviamo i soliti noti, a partire dall'ultra ottantenne Berlusconi, che ammaliano un pubblico non sempre pronto ad analizzare con equilibrio la realtà delle cose, ma capacissimo a lasciarsi abbindolare dalle tante false promesse.
In questi giorni è partita la campagna contro le fake news in rete, come se questo fosse il grande problema di un'Italia sull'orlo del baratro.
Moralisti, opinionisti, politici e giornalisti non parlano d'altro.
La verità è diversa.
La rete è l'ultimo luogo di libertà, dove sia possibile far scorrere un pensiero non canalizzato dal potere di Stato, e non solo.
In rete le menzogne vengono a galla e l'opinione della gente può raggiungere anche le persone ricche, famose e potenti.
Barare si può, ma si viene smascherati in un batter di ciglia.
In modo naturale e senza tanti regolamenti.
Basta saper verificare ed avere voglia di informarsi.
E questo alla politica non va bene, perchè sul Web non si può infinocchiare la gente con l'artifizio della non verità.
E allora ecco pronta la crociata contro il nulla.
Perchè le vere Fake News, alla fine, sono soprattutto quelle della nostra vecchia politica.

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| 21 novembre 2017

Giornata triste quella di ieri per Milano.
L'Agenzia Europea del Farmaco è stata assegnata ad Amsterdam, grazie al lancio di una monetina beffarda.
E' assurdo che la sede di un ente così importante, in grado di far fatturare 1,7 miliardi di € all'anno e con oltre 800 addetti, sia decisa dal fato.
Questo dimostra a cosa si sia ridotta la burocrazia europea, dove non esistono degli alti funzionari in grado di decidere tecnicamente, al momento del ballottaggio, sull'analisi dei progetti operativi.
La Lombardia aveva addirittura messo sul piatto il Pirellone, il prestigioso grattacielo milanese, che era già pronto per l'uso.
Mentre ad Amsterdam si dovranno costruire in futuro i nuovi uffici del farmaco.
Inoltre il Governo italiano ha appalesato una scarsa capacità di tessere relazioni politiche di peso.
Durante la votazione, la stessa Spagna ci ha tradito, mentre la Slovacchia si è addirittura astenuta.
Sembra che nessuno, nemmeno l'unico nostro Sottosegratario presente, quando Milano è andata allo spareggio, si sia mosso tra i tavoli per raccogliere il solo consenso che ci mancava.
L'Italia invece va molto bene agli altri europei quando fa da colonia balneare alle migliaia di migranti africani che, tra l'altro, ci costano 5 miliardi all'anno di soldi nostri.
Allora siamo votati da tutti e all'unanimità.
In ultimo, a noi l'euro ci ha proprio rovinati e, anche quando viene lanciato in aria per il testa o croce, ci porta sfiga.
Che siano le gufate di Renzi?

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| 6 novembre 2017

Vi lascio da leggere il mio ultimo editoriale, pubblicato da QUI BERGAMO e attualmente in edicola.
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Il 22 ottobre la Lombardia e il Veneto sono chiamati ad esprimersi, con un apposito referendum consultativo, su una possibile maggiore autonomia delle due regioni rispetto allo Stato centrale. Nulla di straordinario, perché quando le tasse sono troppo alte ed imperversa la crisi economica, i popoli si fanno più egoisti e timorosi. Si pensa che piccolo sia bello e che non si debbano condividere le proprie ricchezze con chi sprechi impunemente. Il ragionamento non farebbe una piega, se i mercati ormai non fossero globali. Lo vediamo con le imprese produttive. Oggi i colossi industriali reggono meglio la concorrenza, hanno grandi mezzi per innovare e affrontano il mondo con più risorse economiche. Invece le micro imprese fanno fatica a resistere, non possono permettersi investimenti onerosi e spesso non reggono il passo dei competitori più strutturati. La politica però questo ragionamento fa fatica a capirlo e invece che muoversi su un binario di sano sviluppo economico, vive giorno dopo giorno di teorismi includenti, navigando per lo più a vista. Non mette mano agli sprechi pubblici, non fa riforme strutturali e strangola il popolo con tasse sempre più alte. Chi osa lamentarsi è subito tacciato di populismo. L’esempio più eclatante l’abbiamo visto con la Germania da un lato e con la Spagna dall’altro. La Merkel a settembre ha preso una sonora batosta elettorale, nonostante l’economia tedesca vada bene e la disoccupazione sia ai minimi storici. Perché? Semplice, perché comunque il tenore di vita per molti tedeschi si è abbassato e la forbice tra ricchi e poveri si è allargata sensibilmente. Inoltre la fiducia verso il futuro è sempre incerta. Ma alla fine nelle urne uno vale uno, nonostante il reddito o la fortuna personale. Quando il governo non pensa ai problemi dell’intera popolazione, nasce l’estremismo del pensiero della gente comune. Perché non si può avere una società armoniosa in presenza di troppi emarginati e di troppi poveri, soprattutto quando l’economia nazionale va bene, altrimenti si è puniti inesorabilmente con il voto contrario. Il caso della Spagna poi è ancora più assurdo. Il primo di ottobre abbiamo assistito alla vergognosa imbecillità della moderna democrazia europea. Un premier incapace come Rajoy ha per anni trascinato maldestramente, nella più ottusa visione politica, le velleità indipendentiste della Catalogna. Invece che concedere nel tempo maggiore autonomia e permettere un referendum democratico, che probabilmente non avrebbe avuto la maggioranza dei consensi, ha schierato con violenza la Polizia, chiuso molti seggi e aggredito duramente i dimostranti. Alla fine è riuscito a votare solo il 42% degli aventi diritto e di questi il 90% si è espresso per una nuova repubblica catalana. L'esempio trascorso della Gran Bretagna, con le sue lungimiranti concessioni liberiste alla Scozia, non è servito a niente. Così il premier spagnolo, grazie ad un re silente e poco coraggioso, ha duplicato l'atteggiamento arrogante e bellicoso che fu di Belgrado in Jugoslavia. Ma la storia insegna sempre, anche a chi non la sa ascoltare e sappiamo bene cosa sia poi accaduto nei Balcani. Insomma si è palesata una pagina umiliante dell’antica monarchia spagnola e un atteggiamento sbagliato di un premier ottuso, accompagnati dal silenzio dell'Unione Europea che, come al solito, non sa mai che pesci pigliare. Così in Spagna il ricorso alla violenza di Stato ha dimostrato l'imbecillità del governante. E in Italia cosa succederà? Siamo messi abbastanza male, sia economicamente che politicamente, ma soprattutto non siamo un popolo bellicoso. Da noi le proteste e le sollevazioni di piazza non sono percorribili con facile spontaneità. Allora i Berlusconi di turno possono ritornare baldanzosi anche dopo 20 anni di passato ed inefficace governo. In fin dei conti, da noi le autonomie sono più semplici da dichiarare che da ottenere. Poi tutto torna come prima e nulla cambia in concreto. Silenziosamente e pacificamente si fa largo la legge della tipica sopravvivenza italiana, dove anche l’imbecille diventa furbo.
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| 31 ottobre 2017

Secondo i recenti sondaggi un italiano su quattro voterebbe il PD alle prossime elezioni.
Non importa se Renzi ad ogni stazione deve scendere velocemente dal suo treno-giocattolo per non essere subissato dai fischi di un pubblico tutt'altro che plaudente.
Anche con l'elezione di Visco a Governatore della Banca d'Italia, il teleimbonitore fiorentino ha fatto una figuraccia.
Allora i suoi fidi sodali, Maria Elena Boschi in testa, stringono le fila e si ancorano alle poltrone.
In barba alla coerenza e allo stesso senso del pudore.
E fanno bene.
Perchè se, nonostante tutto, portano ancora a casa il 25% dei consensi, un buon motivo ci sarà.
Ma gli italiani son così.
Pacioni, tradizionalisti, creduloni e buonisti, soprattutto nelle urne.
E lo dimostra Matusalemme Berlusconi che, a oltre 80 anni e dopo 20 anni di politica e di governi, sembra ancora convincere un buon 15% degli elettori.
Così, tra i berluscorenzi, siamo uno su tre!
Buon Halloween.

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| 19 ottobre 2017

Il 1º agosto 2013 la Corte di Cassazione conferma a Silvio Berlusconi la decisione di condanna della Corte di Appello riguardo al processo Mediaset con quattro anni di detenzione, di cui tre beneficiati dall'indulto.
Per l'ex Cavaliere i Giudici hanno anche stabilito, come pena accessoria, l'interdizione per cinque anni dai pubblici uffici e l'interdizione per tre anni a contrattare con la pubblica amministrazione.
Nel frattempo si sta attendendo la pronunciazione della Corte Europea dei diritti dell'uomo sul ricorso presentato da Berlusconi sull'ammissibilità della Severino, che lo ha portato alla decadenza dalla carica di senatore.
Veniamo a Renzi.
Pochi giorni prima del referendum di dicembre 2016, il borioso fiorentino sentenziava: “È del tutto evidente che se perdo il referendum considero fallita la mia esperienza in politica”.
Risultato?
Siamo in Italia e le parole dei politici stanno a zero.
Il popolo dimentica in fretta e così ci ritroviamo i due ex presidenti del Consiglio a correre di nuovo per le prossime elezioni.
Le loro presenze pubbliche sono infinite e costanti.
Come se nulla fosse!
Dai, scordiamoci il passato e diamo il benvenuto a chi impunemente ritorna, nonostante l'età e i risultati.

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| 9 ottobre 2017

I ritardi e le lentezze nella ricostruzione del dopo sisma in Centro Italia sono noti a tutti.
Uno Stato leale dovrebbe provare vergogna per queste inefficienze burocratiche e di sistema, che causano da mesi disagi e insofferenza in migliaia di persone.
Ma quello che è accaduto a Peppina Fattori, 95 anni, di San Martino di Fiastra (MC) è davvero uno scandalo.
I suoi famigliari le avevano costruito sulla loro proprietà una casetta in legno.
E' vero, è abusiva, perchè doveva rispettare i vincoli paesaggistici, così come prevede la legge.
Ma è perfettamente smontabile e stiamo parlando di una zona terremotata dove lo Stato non ha ancora ricostruito quasi un bel niente.
E poi siamo in Italia, un paese dove le costruzioni abusive, anche per scopo turistico, sono centinaia di migliaia e sono ancora tutte in piedi.
E invece nonna Peppina ieri se ne è dovuta andare, o meglio è stata sfrattata, a causa di una sentenza oscena, ma in punta di diritto, del relativo Tribunale.
Queste le sue parole, pesanti come pietre: "È uno schifo. È proprio uno schifo. Sono una persona molto religiosa e prego per loro. Ma so’ stati tanto cattivi con me. Bestie. Proprio bestie".
Verrà alloggiata in un vicino container, con solo un termosifone elettrico a riscaldare l'ambiente e senza un bagno.
A nulla sono serviti gli appelli al Papa e al Presidente Mattarella.
Non è stata degnata nemmeno di una risposta.
Forse perchè i due Signori sono troppo impegnati ad ospitare migranti e a propagandare lo Ius Soli.
Vergogna nazionale!
E un abbraccio all'italianissima nonna Peppina.

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| 18 settembre 2017

Ieri l'Italia politica ha dimostrato tutte le sue gravi ed insormontabili lacune strutturali.
Berlusconi a Fiuggi ha riproposto, alla veneranda età di 81 anni e con un pò di condanne penali alle spalle, un programmatico futuro già visto e sperimentato da almeno un ventennio.
A Pontida Salvini, coi conti correnti sequestrati, ha voluto nascondere nel retrobottega un decrepito e fischiabile Bossi, ma ha dimenticato che la Lega ha già governato per anni con gli stessi programmi e conseguendo scarsi risultati.
Di Maio sembra l'unico candidato premier di un Movimento a 5 Stelle in crisi d'identità e in preda a fronde intestine. La stessa decisione di Grillo di sfilarsi, sembra più una fuga che un atto da padre nobile.
Per non parlare del PD, dove tra sonnambuli, televenditori e voltagabbana, manca solo l'imbarazzo della scelta.
E adesso?
Stanno inevitabilmente venendo al pettine i nodi atavici della politica italiana: superficialità, proclami, lungaggini, sperperi, privilegi e inadempienze.
I personaggi poi sono sempre gli stessi da decenni.
Straordinarie mummie del Parlamento da cui non si sa più cosa spremere, o cosa pretendere.
Ma come diceva Confucio 2500 anni fa: "Il popolo può essere indotto a seguire, non a comprendere".
E gli italiani son così!

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| 3 agosto 2017

La politica si basa sui consensi da raccogliere tra la gente.
La democrazia è fatta così.
Se riesci a farti votare dalla maggioranza, puoi diventare anche Presidente della tua nazione.
Gli outsiders non mancano e i casi Macron e Trump sono lì a dimostrarlo.
Sono rarissimi i politici colmi di saggezza, ma di solito hanno intuito nell'interpretare l'ondivaga opinione delle masse.
Noi ne abbiamo uno che invece sembra non essere nemmeno capace di una semplice presa d'atto.
Si chiama Laura Boldrini e ricopre la terza carica istituzionale dello Stato.
La sua figura è invisa (per usare un termine educato) ad una moltitudine di italiani.
E' sufficiente dare un'occhiata ai social più popolari per vedere nei suoi confronti una sorta di odio viscerale.
I commenti negativi e ingiuriosi sono una valanga.
Il fisico e la voce, da mestrina impuntata, non la aiutano, ma lei ci mette sicuramente del suo per risultare insopportabile.
Le campagne assurde (ha fatto pascolare persino delle pecore negli sfarzosi saloni del Parlamento), gli arroccamenti intrapresi sul femminismo (ha modificato la grammatica italiana sul genere dei sostantivi), le posizioni favorevoli al mondo arabo e ai migranti portate fino all'esasperazione (ha dato degli ignoranti agli italiani che non sono favorevoli ai clandestini), fanno di lei un caso quasi unico.
Qualcuno è arrivato a definirla la peggior presidenta della Camera che abbiamo mai avuto.
Saputa, supponente, altezzosa, al limite dell'arrogante, è sempre pronta ad espellere i Deputati che osano opporsi al Boldrin-pensiero durante le sedute parlamentari (v. Di Battista ieri).
Gira protetta da una nutrita scorta armata e non rinuncia di certo ai suoi privilegi parlamentari.
E mai un'umile presa d'atto di quanto la sua figura e i suoi modi siano lontani dal popolo sovrano.
Il potere è una brutta bestia e spesso conduce in una realtà che non esiste, se non nella testa del potente.
Ma a breve torneremo ai seggi elettorali e vedremo cosa succederà.
Auguri signora Boldrini!

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| 7 luglio 2017

La situazione migranti, come previsto da tempo, sta diventando ingestibile per l’Italia.
Al di là dei problemi sociali e di ordine pubblico, i 200.000 extracomunitari che ogni anno entrano nel nostro paese rischiano di diventare insostenibili economicamente.
L’Italia spende per mantenerli quasi 5 miliardi all’anno ed un’Europa inesistente ha proposto di aiutarci con poche decine di milioni di euro.
Nel frattempo Spagna e Francia hanno bloccato i loro porti alle navi di soccorso.
Così nei giorni scorsi un bel battello maltese ha regolarmente sbarcato il suo carico umanitario in Sicilia invece che nel suo paese.
Una vera presa in giro.
Invece, quando questi enormi flussi di persone hanno cominciato a raggiungere il centro Europa, via Turchia, Grecia, paesi balcanici, Ungheria e Austria, la UE germanica ha subito trovato risorse miliardarie per bloccarli.
Sicuramente qualcuno in Italia sperava di far business con la gestione dei migranti, e l'inchiesta sulle cooperative di Carminati & C. è lì a dimostrarlo, ma ora il vaso è colmo anche per la nostra gente.
Perchè la storia insegna che migrazioni di massa di questo livello sono in grado di destabilizzare un'intera nazione.
Soprattutto se ha un governo senza palle come il nostro.

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| 26 giugno 2017

Dire balle non porta bene, e Renzi oggi deve averlo capito.
Forse.
I ballottaggi delle elezioni amministrative hanno visto i sindaci PD ridursi notevolmente di numero, a favore di quelli del centrodestra (di più) e del Movimento 5 Stelle (di meno).
Perchè è inutile indorare a parole una situazione generale ancora molto difficile e poi sperare di raccoglier voti dalla gente.
Ed è superfluo fare false promesse per poi disattenderle con puntualità.
Ora l'effetto Renzi sembra valere solo in casa del PD, ma i fatti dimostrano che le elezioni nazionali non sono le primarie di un partito.
Chi ha vinto per davvero sono gli astensionisti che vanno ben oltre il 50% degli aventi diritto al voto.
Questa politica ha perso credibilità, consensi e fiducia.
E allora la gente preferisce andare al mare o in montagna.
Tanto non cambia mai niente e persino l'ottuagenario Berlusconi può ora gongolare beatamente.
Buona fine di giugno!

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