| 6 settembre 2016

La sindaca di Roma Virginia Raggi (v. foto), del Movimento a 5 Stelle, è la palese dimostrazione di quale sia la differenza tra la protesta al potere e la gestione del potere stesso.
Vero è che la capitale è stata lasciata dalle precedenti giunte in uno stato disastroso, a dir poco.
Trasporti al collasso, strade piene di buche e topi, immondizia e sporcizia dappertutto, una voragine colossale di debiti, affari criminali negli appalti, solo per ricordare qualche problemuccio romano.
Ma tra il dire e fare c'è di mezzo un mare di capacità e di coraggio.
Non è sufficiente ergersi (a chiacchiere) a paladini dell'onestà, se poi nei fatti non si è altrettanto cristallini.
E soprattutto non cadendo nell'arroganza della sapienza teorica.
I cittadini guardano i risultati concreti, la bravura nel saper risolvere i loro problemi, l'umiltà nel parlare e, non per ultimo, la trasparenza dell'agire.
La Raggi fin'ora sembra arrampicarsi sugli specchi, nel giustificare scelte sbagliate che sanno tanto di vecchia politica.
Vedremo in futuro cosa succederà.
Però la fiducia ha sempre un riscontro temporale nell'azione fattiva di ogni giorno.
E solo con una sbandierata onestà teorica non si va da nessuna parte.

Anche su Twitter: @Fuochidipaglia

| 28 aprile 2014

Vi lascio da leggere l'ultimo mio pezzo pubblicato dai mensili QUI BERGAMO e QUI BRESCIA (Edita Periodici srl) che potete trovare anche in edicola.
--------------------------------------------------------------
PROMESSE ELETTORALI

Il prossimo 25 maggio gli italiani potranno recarsi alle urne per le elezioni amministrative ed europee. Azzardo una previsione abbastanza scontata: l’assenteismo sarà alto. Dopo fiumi di parole, scarsità di risultati concreti e pessimi esempi di disvalori, la gente si è allontanata dalla politica. Non solo non c’è più interesse, ma è montato un pericoloso senso di rabbia e di repulsione verso lo Stato e chi lo rappresenta. Da queste colonne lo avevamo anticipato già da qualche anno. Non si può andare avanti così, dove da una parte una crisi terribile morde tante famiglie e dall’altra il pubblico spreca miliardi di euro. L’Italia è diventato il paese dei controsensi, delle vessazioni, delle troppe regole da eludere, dei furbi e degli impuniti, della Giustizia che non arriva mai, della illogicità, delle complicazioni burocratiche, delle solite lobbies e delle tasse assassine. Quando le vacche erano grasse il popolo taceva e si arrangiava, adesso che i bovini si sono ischeletriti la gente si infuria in fretta. Con la pancia vuota anche il cervello rischia di non ragionare bene e questo i politici tardano a capirlo. Così nascono movimenti di pura protesta, che vanno contro tutti e tutto, perché l’antipolitica si fa largo quando impera la cattiva politica. Vedrete che i partiti nazionalisti, che non vogliono più l’Europa e l’Euro, troveranno milioni di proseliti. Già, perché il popolo non comprende i movimenti finanziari della globalizzazione, ma si rende perfettamente conto che 1 euro di oggi vale meno delle vecchie 1.000 lire di ieri e così lo stipendio (quando c’è) non basta mai. Se l’Europa traballa, anche localmente potrebbero esserci forti ripercussioni. Da noi Forza Italia, con un leader maximo ridotto in mutande, non riesce a decollare. Il Pd è preda di lotte intestine che sembrano vere e proprie faide. La Lega è stata inquadrata dai troppi cerchi magici. Il Nuovo Centro Destra, SEL e “Sciolta” Civica di Monti hanno percentuali che si possono contare sulle dita di una mano. Amministratori dalla faccia nuova se ne vedono pochi e vengono comunque guardati con sospetto. Come non pensare che si candidino solo per interesse personale, per curare la loro immagine e per incrementare i loro affari? Per troppo tempo abbiamo udito promesse mai mantenute e risultati sbandierati mai conseguiti. Una di questi è la sicurezza delle nostre città, con cui tutti i candidati si sciacquano la bocca prima delle elezioni.
Siccome vi scrivo da Bergamo, voglio portarvi un esempio di negatività di questo tipo mai risolta. La stazione orobica, attualmente in ristrutturazione, è a poche centinaia di metri dal cuore della città. Come in altri casi, purtroppo è il ricettacolo di tossicodipendenti e di derelitti di ogni genere. Sotto le pensiline dei pullman si trova addirittura un accampamento permanente di barboni con tanto di materassi, borse e coperte. L'odore di piscio e di alcool riempie l'aria circostante ad ogni ora del giorno. Anche la annessa stazione dei treni è diventata, soprattutto di notte, un dormitorio pubblico per gente allo sbando. Queste persone, per lo più, non sono solo umili creature abbandonate dagli uomini e forse da Dio, ma anche esseri arroganti, insistenti, aggressivi e pericolosi, e mi riferisco soprattutto ai tossici. Infatti negli anni si susseguono quotidianamente episodi di furti, rapine e aggressioni. Ma la stazione di Bergamo ha una caratteristica quasi unica. Tutto intorno è un brulicare di scuole, di tante scuole. Quindi dal mattino presto ci sono centinaia di ragazzini che passano di lì con tutto quanto ne consegue. Eclatanti e tollerati esempi di degrado in primis. Vigili, Polizia e Carabinieri presidiano come possono quest'area malfamata, ma il problema è soprattutto politico. E vi spiego perchè. In stazione operano associazioni di volontariato che, anche con camper, distribuiscono the caldo, biscotti, panini, farmaci, coperte, indumenti, ma pure siringhe e metadone tramite una postazione mobile del Sert. Probabilmente un modo per calmierare le coscienze dei più fortunati, ma ci vuol poco a capire che questi diseredati vanno dove c'è pane per i loro denti. Ecco quindi che nasce una domanda spontanea alla politica locale. Ma non si potrebbero distribuire questi aiuti encomiabili in una zona periferica, magari pure attrezzata, lontana dalle scuole e dal turismo? Volete scommettere che così questo porcile di stazione sarebbe tutta un'altra cosa? E’ inutile rifare la piazza antistante, abbellire le pensiline e le aiuole, ristrutturare il vecchio edificio delle FS, se poi si tollera da decenni questo schifo pericoloso. A Bergamo il 25 maggio si voterà per il nuovo sindaco. Vedrete quante belle promesse, sicurezza in testa. Bene, cari Gori e Tentorio, perché non vi fate un giretto in stazione al mattino presto o la sera tardi, quando arrivano anche trans e prostitute? Guardate le facce impaurite degli studenti e dei tanti turisti, parlate con loro e con le Forze dell’Ordine, state vicino alla vostra gente nel vero senso della parola. Poi alla fine fate, risolvete e non promettete solamente! Grazie.
------------------------------------------------------------

| 26 febbraio 2013

L'elettorato si è dimostrato più rivoluzionario ed innovativo della sua classe politica.
Oltre la metà degli italiani o si è astenuta o a votato il movimento di Beppe Grillo (quasi 9 milioni di voti!).
Quindi l'Italia non è divisa in tre (destra, sinistra e centro), come qualcuno ci vuol far credere.
Guardando tutte le reti TV di ieri sera ho colto lo smarrimento totale dei giornalisti e dei partiti storici.
I poveretti ancora non capivano, non riescono a capire, non possono capire e davanti al video c'era la fila dei soliti trapassati remoti.
C'è chi parlava di populismo, di voto di protesta, di ingovernabilità, di borsa e spread, di europa tradita, di possibili inciuci tra destra e sinistra.
Intanto il popolo mandava a casa Fini, Bocchino, Crosetto, Pannella, Franco Marini, la Bonino, insieme a Ingroia e Di Pietro, insomma quei magistrati che invece di fare il loro mestiere vogliono andare in Parlamento.
Ho un amico che va spesso in Sicilia. anche lui ha oltrepassato i 50 anni e anche lui ha votato il Movimento 5 Stelle.
Mi ha detto che nella giunta regionale dell'isola i grillini stanno lavorando benissimo e infatti portano a casa il 30% di voti.
Cosa è successo?
Che Berlusconi non ha perso e Bersani non ha vinto, ma soprattutto che il Movimento 5 Stelle ha trionfato.
La voglia di onestà, pulizia, idee nuove, facce giovani ha prevalso in milioni di persone, che per decenni sono state umiliate e depredate dalla casta.
Ora Grillo va guardato con rispetto e la politica deve capire veramente il suo tsunami formidabile e reale.
La riforma elettorale (meledetto porcellum!), il conflitto d'interesse, l'acqua pubblica, il rinnovamento, gli sprechi statali, la piovra equitalia, le tasse da morire, sono tutti problemi che devono essere finalmente affrontati e risolti.
Proprio da questi giovani intelligenti e preparati, a cui abbiamo dato tanta fiducia.
Ora il vecchiume rimasto si troverà in Parlamento centinaia di grillini seduti alle loro spalle, che sapranno fermare tutte le porcherie fatte fin oggi.
Il rinascimento, non il populismo, inizia da qui.

| 26 novembre 2012

Cosa dire quando 4 milioni di persone si recano in una domenica di fine autunno a votare per strada?
Che se fosse in un momento normale, sarebbe tutto normale, soprattutto se parliamo di un elettorato di sinistra avezzo da sempre agli ordini dell'apparato burocratico.
E invece è stata una grande risposta di tanta gente che si è sentita chiamata finalmente a partecipare.
Le regole della democrazia in Italia sono state calpestate da decenni e un popolo addormentato ed incatato ha assistito supinamente allo scempio del Paese.
Un disastro che parte da Parlamentari eletti unicamente dalle segreterie e che arriva a dei partiti finanziati con centinaia di milioni di euro di fondi pubblici sperperati.
Ora sembra che qualcosa si muova.
Anche il Centro Destra batte i colpi, ma sono gli spasmi di un cadavere assasinato dal suo stesso padre.
Probabilmente già questa mattina Berlusconi annuncierà ufficialmente che rifonderà Forza Italia.
Difficile per lui farsi da parte anche a 75 anni. E così preferisce mangiarsi il suo delfino ruffiano pur di rimanere il padrone della baracca.
Troverà ancora consensi, nonostante tutto quello che ha combinato e nonostante Casini lo abbia definito "il più grande bugiardo del mondo".
Ma si sa, ogni sfida non è mai totalitaria e il consenso necessario è solo quello della maggioranza delle coscienze.
Ciò che conta è che la gente ritorni ad impossessarsi della res publica, mandando a casa tecnici e nominati.
Perchè dalla rottamazione inizi il rinnovamento.

| 20 marzo 2012

Mi chiamo Renzo.
Ero figlio di contadini a mezzadria sulle dure colline della Val Seriana.
Sono nato prima della seconda guerra mondiale.
Mia mamma mi mandava a scuola, solo le elementari, a piedi. Avevo gli zoccoli di legno, la cui suola veniva ricavata da un tronco preso nel bosco vicino a casa e con uno nastro di cuoio spesso inchiodato sopra. Quando faceva freddo e nevicava li portavo con dei grossi calzettoni di lana grigia.
I miei vestiti buoni non erano mai nuovi. Me li dava la nostra "padrona", ma li usavo solo per la festa della domenica.
Un giorno mi regalò un bel paio di scarpe nere chiuse. Che meraviglia, anche se erano usate e di un paio di numeri più grandi del mio piede.
Nella mia casa mangiavamo tutti insieme intorno al focolare. Brodo, polenta, formaggio, uova, un pò di frutta. La carne solo una volta alla settimana. Però noi ragazzi parlavamo poco e in bergamasco. Ci pensavano i grandi e il buon vino a tenere allegre le conversazioni.
D'inverno dormivo nella stalla con le mucche, perchè così faceva più caldo. L'acqua per il bagno del sabato la scaldavamo sui fornelli a legna.
Sono andato a servizio a 12 anni come cameriere nel grande palazzo della mia "padrona". Usavo la bicicletta anche d'inverno. Il lavoro era duro, ma meno di quello dei campi.
I pavimenti di marmo li lucidavo a mano. Le polveri le facevo col piumino di struzzo. Non c'erano tanti elettrodomestici che potessero allievare la fatica. Così le mie mani si sono riempite di sani e grossi calli con cui scherzavano i bambini del palazzo.
Non sono mai andato al cinema o al teatro, ma nel tempo sono riuscito a comprarmi una televisione in bianco e nero.
Ogni domenica c'era da servir messa e poi facevo qualche passeggiata in mezzo alla natura.
Iniziavo il lavoro alle 7 del mattino e finivo alle 7 di sera con il mio bel grembiule marrone a righe nere e con tanto di pettorina. Avevo le tasche pieni stracci.
Sono cresciuto felice, ho preso un piccolo appartamento in affitto, mi sono sposato, ho avuto due figli.
Li portavo in vacanza d'estate a Poscante, un paesino sulle montagne della Val Brembana, e alloggiavo dalle suore.
La vita è passata in fretta, ma sono comunque riuscito a risolvere ogni problema.
Così la mia famiglia è sempre stata unita e mi ha dato grande serenità.
Che bello è stato vedere i miei figli diventare grandi, trovare a loro volta un lavoro onesto e rendermi nonno.
Sono andato in pensione con la minima, ma non me la sono goduta molto, perchè purtroppo all'inizio degli anni '90 il mio cammino da vecchio è finito presto.
Ora di quella pensione ne beneficia mia moglie e così sono contento lo stesso.
Oggi vi guardo da quassù.
Che mondo strano avete!
I professori ricchi e sobri vi governano, lo stress vi abbatte, l'apparenza vi annebbia, l'economia vi preoccupa, gli speculatori vi tartassano, i disonesti vi prendono in giro, la politica vi sporca.
Non giudico, ma vi vedo tristi.
Non sento più l'odore di polenta innondare le strade del mio paese di domenica. Anche a messa c'è poca gente e i campanili suonano solo le ore. Ma non fate più festa con una bella scampanata?
Vedo poche mani stringersi e noto che le persone vanno di fretta, chiuse nei loro pensieri. Non ci sono più rondini nel cielo della mia terra.
Mi dispiace davvero. Ed è per questo che vi ho raccontato una storia fatta di gioia, di tanti sorrisi e di molto rispetto. Una storia vera.
Ciao a tutti, umile gente delle mie valli.
Domani è primavera.
Renzo

| 23 luglio 2011

"Impara dal mondo e crescerai".
E' un detto che ha molto ispirato la vita del sottoscritto, che ha avuto la fortuna di visitare tanti paesi e molte culture diverse.
Però i Bergamaschi sono chiusi e diffidenti. Non amano condividere i propri affari con gli altri. Preferiscono essere Principi nel proprio Comune che Conti nel mondo.
Questo un pò li ha penalizzati, soprattutto nel lavoro.
Ad esempio la nostra Università è all'ultimo posto tra quelle lombarde, le nostre infrastrutture sono più arretrate anche solo rispetto ai vicini bresciani e poche sono le imprese orobiche che possono contare su partners stranieri.
Abbiamo costruito un nuovo grande ospedale pubblico, il Giovanni XXIII, su un terreno paludoso. Il giornale locale ha coperto di fango chiunque in questi anni abbia osato sollevare delle perplessità, TG1 della Rai incluso.
Risultato?
Tempi di realizzazione raddoppiati rispetto al previsto e costi saliti del +50% rispetto al budget iniziale (tutti soldi pubblici).
E che dire di UBI Banca, la nostra vecchia Banca Popolare di Bergamo? Impossibile una profittevole gestione armoniosa con i nuovi soci di Brescia, tanti dubbi segreti e un titolo azionario che in tre anni è sceso in valore da 22 euro a poco più di 3.
Il tutto nel silenzio delle solite lobbies, politiche e finanziarie, che hanno fatto dei difetti orobici il loro terreno fertile d'azione.
L'ultima "stranezza" è accaduta pochi giorni fa, durante la gara per la gestione di un polo culturale importante come il Palatenda di Bergamo.
Un teatro comunale in pessimo stato di conservazione, pieno di infiltrazioni, dove manca pure la luce, tagliata dall'Enel per morosità.
E' stato indetto un bando che scadeva il 19 luglio ultimo scorso.
Si sono presentati solo in due: la Promoberg (??? ente regionale che gestisce la Fiera di Bergamo) ed un'ATI (Associazione d'Imprese) composta da 4 società, di cui 2 orobiche. Tra queste c'erano uno dei più importanti operatori teatrali italiani (una società di Bologna) e una nota agenzia livornese di spettacolo che da 4 anni, tra l'altro, gestisce parte del cartellone fuori abbonamento dello stesso Palatenda.
Risultato?
L'ATI è stata buttata fuori con grande fretta, per un cavillo formale incredibile, ancora prima di aprire tutte le buste.
Come dire che a Bergamo i progetti seri e globali non interessano, nemmeno dal punto di vista economico.
Nei prossimi giorni vi racconterò nei dettagli questa storia assurda che fa male al futuro della nostra città e della sua gente.

| 11 maggio 2010

Sveglia speciale stamani nella provincia di Bergamo.
Intorno alle 4 e un quarto, accompagnata da un boato, una scossa di terremoto di magnitudo 3.3 ha fatto tremare le case del bergamasco. L'epicentro e' stato localizzato tra i comuni di Selvino, Aviatico e Albino.
Da come l'ho sentita, sembrava sussultoria, quindi localizzata e, come sempre accade dalle nostre parti, non forviera di danni. Difficile che si ripeta così forte nel breve.
E' sempre emozionante sentire la voce dalla profondità della terra e il suo muover la schiena. Quasi si stesse girando nel suo letto notturno. Mentre noi, piccoli esseri, siamo lì appesi alle sue dure e grandi spalle.
Forse si è scrollata di dosso la marcia degli oltre cinquecentomila alpini che domenica l'hanno solleticata con allegria.
I terremoti quando sono lievi sembrano persino piacevoli, perchè ci fanno capire che stiamo vivendo su un pianeta ancora vivo.
Cerchiamo di rispettarlo e di ricordarci che la Terra è molto più forte di noi.
Perchè se siamo troppo invadenti ci può buttar giù in un attimo.

| 27 novembre 2009

Grandi lavori a Bergamo da quando l'amministrazione è cambiata con le ultime elezioni.
Come da prassi, la sinistra e la destra si alternano al governo comunale ogni cinque anni e così si perde un bel pò di tempo per ricominciare ogni volta.
Perchè i bergamaschi sono sempre ritrosi a conceder fiducia illimitata e amano cambiare i centri della politica al finir di ogni stagione elettorale.
Morale si ricomincia.
Intanto è il turno delle nuove nomine nelle società pubbliche e anche ieri si è ripetuto un fatto che genera non poche perplessità: molte poltrone comunali e provinciali vengono riservate a dei Parlamentari che in teoria dovrebbero lavorare e presenziare più a Roma che in città.
Ma come fanno questi signori a reggere dei doppi (quando non tripli) incarichi?
Non è dato sapersi e al popolo che sta a guardare è altrettanto difficile capire bene.
Perchè gli incarichi territoriali richiedono comunque una costante presenza in loco e un attento monitoraggio delle problematiche bergamasche. Che già non sono poche.
Probabilmente il discorso politico è un altro e va al di là delle alleanze programmatiche.
Allora qui mi fermo, augurandovi buon week end.

| 29 ottobre 2009

Abbiamo ricevuto al nostro indirizzo elettronico (segnalazioni@fuochidipaglia.it), la mail che pubblichiamo qua sotto.
Parla della gestione pubblica dell'acqua e della società che la controlla.
Un problema sentito, visto che le risorse idriche sono un bene a pagamento, ma fondamentali e necessarie per la vita di tutti i giorni.
La lasciamo alla vostra analisi.

---------------------------------------------------------
Per caso ho letto un vs. post del 2007 che trattava della società in questione risalente al 2007. Purtroppo c'è una questione che tutti ignorano e che è passata in secondo piano e per certi versi nascosta ad arte o quasi.
UNIACQUE è società pubblica che gestisce tutti o quasi gli acquedotti della provincia di bergamo.
Li riceve in gestione dai vari comuni soci.
Però ha approvato un regolamento sull'acquedotto per il quale - come faceva un tempo l'Enel - impone a chi paga il corrispettivo per i nuovi tronchi e/o reti di acquedotto la cessione alla società e non al comune come dovrebbe essere.
In questo modo a carico dei privati la società si cotisuisce un capitale all'insaputa di tutti, che un giorno più o meno remoto potrebbe anche cedere a terzi e mettere in crisi i comuni soci, che per riscattarli dovranno pagare una seconda volta.
Il regolamento è disponibile sul sito di uniacque. Basta consultare la relativa parte.........

------------------------------------------------------------

| 18 giugno 2009

In Redazione abbiamo ricevuto l'email seguente, che riguarda la costruzione di una nuova pista ciclabile nel Comune di Zandobbio (Bg).
Queste opere devono essere le benvenute, perchè creano abitudini sane ed avvicinano le persone alla natura.
In Val Seriana ce ne è una molto bella che costeggia il fiume Serio.
Le piste ciclabili devono però avere una caratteristica importante: essere sicure (ne abbiamo già parlato in questo blog). E poi anche una dote: essere utili.
Lasciamo alla vostra riflessione la tipologia di quella di Zandobbio, che il nostro lettore evidenzia in modo chiaro.


----------------------------------------------------------
Buongiorno

chi vi scrive è un comitato di 24 Aziende di Zandobbio prov. di Bergamo che hanno subito la creazione di una pista CICLO-PEDONALE (non collaudabile!! così una perizia da 10,000€ del CDU Tribunale di Bergamo ha detto) nella zona industriale del paese su un tracciato di 1km con 20 uscite di cantiere con circa 600 passaggi di camion al giorno.....

pista ciclabile da 400,000€ per 1200mt di percorso!!!

GUARD-RAIL sul lato sinistro muro in cemento sul lato destro!! opera pubblica in fase di costruzione che è già finita 4 volte sull' ECO di BERGAMO .... ci sono ricorsi al TAR....ricorsi al CAPO di STATO, esposti al PREFETTO.... MANIFESTAZIONI con 50TIR.... è stata coinvolta anche l'unione Industriali di Bergamo....... ma il Sig Sindaco uscente non ha mai risposto a nessuno!!!

PERCORSO PERICOLOSISSIMO che nessuno voleva ...... il motivo non c'è TRAFFICO ciclabile e pedonale in quest'area!!!!

Sarebbe gradito un vostro intervento..... in allegato immagini con filmato

grazie


email firmata
-----------------------------------------------------------