| 29 maggio 2017

Ieri sera, dopo quasi un quarto di secolo in giallorosso, Francesco Totti ha dato l'addio ai tifosi romanisti.
L'ultimo gladiatore di Roma se ne va tra le lacrime del suo pubblico e in una commozione personale che ha toccato tutti.
Ne ha fatta di strada in tutto questo tempo.
Quattro i presidenti della Repubblica (Scalfaro, Ciampi, Napolitano e Mattarella) saliti al Quirinale da quando Totti ha esordito. Tre i papi (Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco), sei i sindaci (Carraro, Rutelli, Veltroni, Alemanno, Marino e Raggi).
Ecco il suo ultimo discorso all'Olimpico (cliccate qui direttamente):

https://www.youtube.com/watch?v=938MSpTK5nU

Tra tanti mercenari, un vero campione con una sola maglia appiccicata al cuore.
E il popolo, non solo di Roma, l'ha capito.

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| 22 maggio 2017

Ieri sulle strade di Bergamo si sono avventurati i professionisti del centesimo Giro d'Italia.
Il tempo ci ha messo del suo per rendere meravigliosa una cornice già di per sè unica.
Tantissima la gente lungo le strade a veder passare la fatica allo stato puro e l'agonismo di atleti eccezionali.
Una riflessione però nasce spontanea.
Al di là delle moderne biciclette che pesano pochissimo, ieri le prime due ore di gara sono state pedalate ad una media superiore ai 50 Kilometri orari.
Insomma uno scooter da 50 cc, in regola, avrebbe fatto fatica a stare dietro ai corridori.
E allora?
Leggete con un sorriso cosa un appassionato ha scritto sull'asfalto di Bergamo Alta (v. foto).
Ma ieri abbiamo anche assistito ad un gesto d'altri tempi.
Tom Dumoulin, l'olandese maglia rosa, quando ha saputo che il suo avversario in classifica, Nairo Quintana, era caduto, ha fatto rallentare la corsa dai suoi compagni di squadra.
Spiegando semplicemente che: «Non mi piace e non mi sembra corretto guadagnare terreno, approfittando dei momenti di difficoltà degli avversari».
Grande lealtà, per un grande uomo che insegna il vero senso della vita, non solo sportiva.
Buon Giro 100!

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| 15 maggio 2017

Il centro di Bergamo sabato sera si è tinto di nerazzurro, il colore della tanto amata Dea.
Ovviamente degli altri nerazzurri, noi dell'Inter, è meglio non parlarne nemmeno.
Grazie all'1 a 1 in casa col Milan, dopo 26 anni l'Atalanta, zitta zitta, è tornata matematicamente nelle competizioni europee.
Lavoro duro, umiltà e attenzione ai bilanci sono stati la chiave del successo degli uomini di Gasperini.
Ci sono squadroni, con stipendi milionari e investimenti colossali, che sono finiti alle spalle della società orobica e questo la dice lunga su come gira il mondo del pallone.
E il presidente Percassi, ex giocatore nerazzurro, può essere ben orgoglioso della sua gestione.
Lui è un tipo che ha fiuto per gli affari e tutto ciò che tocca, prima o poi, diventa vincente.
Complimenti!

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| 28 giugno 2016

Ieri sera, agli europei di calcio, la nostra nazionale ha battuto la temibile e più accreditata Spagna.
Una gran partita finita 2 a zero per gli azzurri.
Antonio Conte, superando le critiche pre-europeo, ha saputo costruire un gruppo unito, grintoso, capace di faticare e soprattutto umile.
Non ci sono campioni eccelsi, tranne qualcuno, ma la la forza di questa Italia è sicuramente il lavoro e lo spirito di sacrificio.
E tutto ciò è merito in gran parte dell'allenatore, che ha definito la sua "una squadra operaia".
In questo duro periodo il calcio è un pò l'oppio dei popoli e le partite dell'europeo distolgono le menti dai tanti problemi economici di ogni giorno.
Ma così è.
Allora godiamoci il sapore di un successo effimero che dura un battito di ciglia.
E tanto di cappello alla piccola Islanda (300.000 abitanti di cui il 10% è presente allo stadio), che ha saputo mandare a casa i supponenti inglesi.
Insomma, dalla Brexit all'Exit in pochi giorni.
W l'Italia e God save the Queen!

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| 9 luglio 2014

Ieri sera abbiamo assistito ad una partita che entra di diritto nella storia del calcio, non solo mondiale.
I brasiliani, convinti di vincere in casa la Coppa del Mondo, sono stati brasati dalla corrazzata tedesca, umile e concreta, con un incredibile 7 a 1.
Giocatori verde oro, appena acquistati in Europa anche per 50 milioni di euro, si sono appalesati come dei polli privi di tecnica eccelsa e soprattutto di carattere forte.
Cosa ha insegnato questa partita?
Che nella vita non bisogna mai dare per scontato niente ed è necessario lottare ogni giorno con sacrificio e umiltà.
Che i risultati veri arrivano se ci sono progetti concreti alle spalle, basati su uomini preparati ed innovatori, non solo sui soldi e sul lusso.
Che il pallone è rotondo per tutti e la fortuna aiuta gli audaci, non i superbi.
Che Fabio Caressa porta sfiga ("ho visto squadre partire dallo 0-2 e ribaltare il risultato") e dice un sacco di stupidaggini che nemmeno il bravo Beppe Bergomi riesce ormai a tenere a freno.
Ora la pragmatica Germania profuma di mondiale e la Merkel inizia a godere come un riccio.
Perché l'austerity alla fine paga!

| 25 giugno 2014

Qualcuno (Malagò, presidente del Coni) aveva già lanciato l'allarme sul sistema calcio italiano.
Scarsi risultati, pochi investimenti nelle infrastrutture, vivai penalizzati, costi elevatissimi, troppi debiti e ancora tanti violenti negli stadi.
Oggi Ciro Esposito, tifoso napoletano colpito a pistolettate a Roma durante la finale di Coppa Italia, è morto dopo una lunga agonia a causa delle ferite riportate.
Una pura follia!
E ieri sera si è conclusa nel peggiore dei modi l'avventura azzurra ai mondiali in Brasile.
La gestione Prandelli e Abete è stato un vero disastro di risultati e di moduli tecnici.
La spedizione italiana, con mogli e fidanzate al seguito in alberghi a 5 stelle, è costata oltre 4 milioni e mezzo di euro, la più cara di tutte le delegazioni!
Per un paese in crisi profonda non è male.
I calciatori, più che atleti, sembrano attrici viziate e il lusso ha preso il posto del sacrificio.
Ma nella vita la parola successo viene prima di sudore solo sul dizionario della lingua italiana.
E' quindi cosa buona e giusta che chi abbia sbagliato vada a casa e si pensi ora ad una vera ristrutturazione anche nel mondo del pallone.
Senza cercare giustificazioni e con tanta umiltà.

| 6 maggio 2014

Lo spettacolo della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina a Roma è stato qualcosa di indegno per una nazione civile.
L'inno d'Italia, fischiato da migliaia di spettatori, ha poi completato l'opera.
Fuori dallo stadio, la pazzia del tifo odierno era finita a pistolettate e un ragazzo napoletano rimaneva gravemente ferito.
Dentro lo stadio, vedere un pregiudicato, come Genny a' carogna, tenere in scacco l'Olimpico, trattare con le Forze dell'Ordine e i giocatori, mostrare una maglietta inneggiante l'omicida di un poliziotto, era sufficiente per decretare il funerale di uno Stato sovrano.
Renzi se ne andava velocemente con la sua scorta protettiva e il solito codazzo di auto blu (non ancora vendute su ebay).
La ragione e l'orgoglio dovevano imporre la sospensione di quella partita e tutti a casa.
Genny a' carogna doveva finire in manette davanti alle telecamere, con qualche manganellata purificatrice.
E invece era proprio lui, gladiatore intoccabile, a decidere che si poteva iniziare a giocare.
Così, davanti al mondo, Genny a' carogna diventava l'emblema di uno Stato caro...gna umiliato e offeso!
Mentre il potere ufficiale fuggiva a gambe levate.
W l'Italia di oggi.

| 28 giugno 2012

I problemi in questo periodo sono talmente tanti che non saprei da dove cominciare.
La prima botta dell'IMU è appena arrivata e nelle prossime settimane ci sarà da pagare all'Agenzia delle Entrate il famigerato F24.
Intanto Monti tenta disperatamente di convincere una testardissima Merkel, tanto arrocata sulle sue idee e sui suoi interessi teutonici da far traballare pure l'Euro.
Il sobrio professore deve riportare in Italia un risultato che possa salvare non solo la nazione, ma anche l'intera Europa.
Per Confindustria siamo già nell'abbisso, con un PIL aggiornato per quest'anno in continuo calo al -2,4%.
Siamo perciò in piena recessione e fino a tutto il 2013 (Maya permettendo) non si vedrano barlumi di speranza.
La Corte dei Conti ci dice poi che la situazione delle finanze pubbliche è semplicemente impressionante.
Insomma non ci resta che accendere la TV e affidare ad un campo di calcio la possibilità di gioire un pò.
Guarda caso, stasera c'è il derby dello spread tra Italia e Germania e se ci mangiamo i tedeschi ci giocheremo la finale europea con la Spagna.
Un'altra nazione che con lo spread deve lottare tutti i giorni.
Se stanotte l'azzurro trionferà, le strade si riempiranno di tifosi schiamazzanti e di tante pernacchie goderecce ai compatrioti della signora Merkel: fortissimi in economia, ma delle possibili pippe con i tacchetti.
I problemi restano, ma così gli italiani avranno di che distrarsi.
Perchè da noi il pallone è l'oppio dei poveri.
Ma non tutti lo sanno.

| 16 aprile 2012

A venticinque anni la vita è uno splendore.
Il mondo è piccolo e i sogni sono grandi.
Gli angoli sono ampi e ogni posto è bello da vedere ad occhi aperti.
Piermario aveva già assaporato il gusto del destino, così strano da essere spesso incomprensibile.
I genitori se ne erano andati, prima la mamma e poi il papà, per fargli capire che si può diventare orfani anche troppo presto.
Così come il fratello che sceglieva il sapore della morte, perchè quello della vita era troppo amaro.
Ma Mario non si è mai lamentato.
A che serve, tanto il futuro non si può prevedere ed il passato è impossibile da cambiare.
Anzi ha condito il suo correre negli stadi con tanti sorrisi belli e con tanto esempio buono per tutti.
Era un pomeriggio d'aprile, in un rettangolo verde vicino al mare.
Caro Moro, guardavi il pallone, quando hai capito che il presto era già tardi e non potevi vivere più.
Che brutto vero a 25 anni?
Come è strana questa vita che è dentro di te. Prima si accende e ora si spegne, ma chi la reclama?
Oh no, caro Mario adesso tocca proprio a te.
Con coraggio provi a rialzarti, è inutile tutto, non c'è più tempo neanche per chiedere un perchè.
Per un attimo ti inginocchi, quasi in un'ultima preghiera e il pubblico è lì con te che guarda stupito in silenzio.
Apri le braccia e, piano piano, le tue labbra vanno a baciare per l'ultima volta il prato dove sei cresciuto campione.
E sopra le tue spalle lo stadio muto e un cielo infinito senza più spigoli.
Corri Mario, corri felice.
Ora più nessuno potrà fermare il tuo grande cuore.

Alla fidanzata di Piermario Morosini, Anna Vavassori, che gioca a pallavolo in serie C nella stessa società di mia figlia, questo blog si stringe in un abbraccio affettuoso.

| 25 ottobre 2011

Mio padre era un grande appassionato di moto ed è stato uno di quegli uomini che ha fatto la storia del motociclismo non solo orobico.
In casa mia le moto da corsa arrivavano e andavano così come i campioni dell'epoca, Giacomo Agostini tra tutti.
A quattro anni sono salito sulla mia prima motoretta e non ci sono più sceso fino a oggi.
Insomma la moto è la mia compagna di viaggi e di passioni da sempre.
Da domenica il motociclismo tutto è in lutto.
Si è spento in gara un ragazzo speciale: Marco Simoncelli.
Uno di quelli che non dimentichi facilmente, e non solo perchè è un campione.
Ragazzi speciali, che col sorriso e la freschezza sanno cavalcare bolidi da 300 all'ora e trasformare il rischio in mestiere.
Ragazzi speciali a cui la fama e il denaro non cambiano la semplicità naturale e la simpatia contagiosa.
Marco era così, un grande pilota e un grande ragazzo.
L'ultima piega fatale non porterà via quel sorriso speciale di una vita veloce con una mano sul gas.
Ciao Sic.

Tutti coloro che volessero mandare un messaggio di cordoglio, possono inviarlo cliccando a:
ciao@58marcosimoncelli.it