| 16 febbraio 2010

L'inverno 2009-2010 è più duro del solito.
Freddo e neve sono arrivati presto e tardano ad andarsene.
La gente si lamenta perchè i disagi fisici sembrano aumentare ed imperversa un malessere diffuso.
Ma la salute e l'umore dipendono anche dal clima?
La scienza dice di sì.
Oltre il 20% della popolazione è metereopatica, con un'accentuata sensibilità per le scariche elettriche e la ionizzazione dell'aria.
Così con l'arrivo di una perturbazione questi soggetti, come molti animali, avvertono una maggiore inquietudine, in quanto aumenta nell'organismo la serotonina (un ormone) che influenza proprio l'umore e i ritmi circadiani (tra cui il ciclo sonno-veglia).
Poi luce e buio, insieme al ciclo delle stagioni, agiscono con incisività sulla nostra vita ed in particolare sui cicli biologici. Dallo studio delle popolazioni nordiche, dove d'inverno il giorno si riduce a poche ore, si è scoperto che l'assenza di luce provoca, tra l'altro, un disordine affettivo nell'uomo. Tanto è vero che in questo periodo di prevalenza del buio aumentano i suicidi.
In ultimo anche il freddo provoca delle aggravanti nel sistema cardio-vasco-cicolatorio, stimolando tutto ciò che nel nostro organismo non va bene e quindi facendo emergere i malanni nascosti.
Insomma se vi state lamentando per questo meteo, ora sapete che avete tutte le ragioni.

| 28 ottobre 2009

In anticipo rispetto agli anni passati, l'epidemia influenzale (tipo A) è arrivata addirittura prima del tanto decantato vaccino.
Come previsto è una normalissima influenza ed in pochi giorni tutto si risolve. Nessun panico, perchè la mortalità della "suina" è intorno allo 0,5 per mille, assolutamente nella norma per una patologia virale del genere.
In molte scuole, anche nella bergamasca, le classi sono già state dimezzate per le assenze ed i Pronto Soccorsi pediatrici vedono lunghe file di mamme allarmate.
Visto?
Mi ero già permesso di dire da questo blog che i media rischiavano di creare il panico, fornendo informazioni a gogò ed enfatizzando i decessi che invece sono caratteristici della sindrome influenzale.
In un recente passato, altre pandemie (aviaria e mucca pazza) si sono risolte con un nulla di fatto nonostante le tante cassandre.
Così le nazioni industrializzate hanno speso centinaia di milioni di euro per dotarsi di un vaccino che, tra l'altro, non è ancora disponibile per la maggior parte delle persone.
In Italia i ragazzi da 2 a 20 anni e le donne in gravidanza (che non avranno già partorito!) saranno vaccinati a partire da febbraio 2010.
Potete scommetterci che il picco della malattia sarà già stato superato.
Con i soliti farmaci e con il buon senso della gente.

| 30 settembre 2009

Con oggi finisce settembre ed inizia l'autunno vero e proprio.
Tra tutti i mali di stagione quello più temuto quest'anno è l'influenza suina (la famosa H1N1) che dalla primavera scorsa ha cominciato a mietere le prime vittime in Messico.
Attualmente si è diffusa un pò in tutto il mondo, ma si è dimostrata molto meno aggressiva del previsto. I dati ci dicono che è al momento non è così mortale come quella normale.
Ho parlato con un medico esperto. Il pericolo sarebbe nella possibile evoluzione del virus, che potrebbe modificarsi e diventare più aggressivo. Ma questa al momento è solo un'ipotesi ed il condizionale è d'obbligo. Parlare di pandemia (un'epidemia la cui diffusione interessa più aree geografiche del mondo, con un alto numero di casi gravi ed una mortalità elevata) è una cosa, parlare di peste bubbonica del 2009 è un'altra.
In realtà l'unica certezza è che alcune multinazionali del farmaco hanno raggiunto fatturati spaventosi grazie alla produzione del nuovo vaccino. E se andate a scorrere tra i soci, che oggi gongolano, troverete anche dei personaggi famosi.
L'esperienza insegna (vedi l'aviaria e la mucca pazza) che in questi casi bisogna essere molto prudenti, soprattutto per non allarmare inutilmente l'opinione pubblica.
Perchè poi a furia di urlare "Al lupo, al lupo!" rischiamo tutti di fare la fine di Pierino.

| 30 aprile 2009

L'influenza suina sta allarmando tutto il mondo. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha elevato l'indice di pericolo pandemia a 5 (su 6).
L'opinione pubblica non ha ancora capito se è l'ennesima bufala, dopo i casi della mucca pazza, dell'aviaria e della mozzarella che si sono risolti in ben poca cosa, oppure se siamo di fronte a un rischio reale. Per fortuna i morti in tutte le nazioni, Messico incluso, sono stati drasticamente ridimensionati (v. agenzia di stampa nei COMMENTI qui sotto).
Anche l'Italia vigila e il competente Ministero ha messo a disposizione un numero telefonico che dovrebbe fornire tutte le informazioni utili: il 1500.
Grande enfasi, grande pubblicità e grande autocompiacimento.
Bè, provate a chiamarlo.
Vi possono capitare tre casi: o sentite un messaggio in cui vi dicono che l'operatore è occupato, o la linea è completamente irraggiungibile, oppure se siete fortunati vi alzano la cornetta e la ributtano giù senza parlare.
Non perdete altro tempo perchè la musica è sempre la stessa.
Una vera vergogna, per non dir di peggio.
Siamo di fronte agli ennesimi proclami governativi di efficienza, che sono semplici incantesimi sempre lontani dai fatti concreti.
Non ci resta che lasciar fare ai maiali, nella speranza che davvero non siano troppo contagiosi.

| 11 agosto 2008

Il sole è vita.
Scalda, accarezza, dà energia, entra dentro.
Ma ogni tanto esagera. Allora brucia, secca, avvizzisce ed è capace di far danni. Anche all'uomo.
Pubblichiamo una lettera che è una riflessione, serena e toccante.

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Cara redazione,

vacanze, finalmente tutti al sole, verrebbe da dire… e invece no!
Dopo annali studi sugli effetti benefici della stella per antonomasia, ci vengono ora a dire di stare tutti all’ombra o altrimenti ricoprirsi di crema protettiva a scherma totale che ci rende sicuramente tutti più sani, o meno a rischio, ma simili a zombi inguardabili.
Quando hanno cominciato con questi allarmismi, confesso che il piacere di rosolarmi al caldo tepore, che allontanava il ricordo del freddo e lungo invero, mi portava a trasgredire senza troppi sensi di colpa.
Fino al momento in cui ad un banale controllo, per una piccola e quasi invisibile macchia, mi diagnosticarono una rara forma di tumore alla pelle, grazie alla quale ora mi ritrovo con una bella cicatrice in più e tanta voglia in meno di tintarella (anche perché ovviamente ho avuto la proibizione di espormi al sole).
Perché vi racconto il mio, personale e di poco interesse, caso?
L’argomento dell’estate è proprio questo (dopo aver finito con la cronaca rosa del tipo “ho visto Briatore, la Gregoracci, Lippi, l’Arcuri…” o i loro sosia): il sole fa bene oppure no?
Io, che senza sorridere alla vita non ci posso stare, vi consiglio di prendere tutto con moderazione: il sole, innanzitutto, i consigli, la paura e l’incoscienza.
La via di mezzo è sempre quella giusta.
Buone vacanze a tutti e soprattutto buon sole!

Lettera Firmata
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| 25 ottobre 2007

Sabato prossimo 27 ottobre sarà la GIORNATA NAZIONALE DEL RESPIRO e anche a Bergamo 4 ospedali (Riuniti, Humanitas Gavazzeni, San Marco a Zingonia e San Pietro a Ponte S. Pietro) offriranno una spirometria gratuita per misurare la qualità del respiro.
Le malattie respiratorie purtroppo sono in costante crescita a causa soprattutto del fortissimo inquinamento ambientale della nostra aria. Solo a Bergamo questo aumento è stato di quasi il 30% negli ultimi 3 anni.
Non è una cosa da poco, perchè queste patologie in Italia rappresentano la terza causa di morte dopo quelle cardiovascolari e tumorali.
Gli ultimi rilievi scientifici mondiali hanno poi dimostrato, anche con l'utilizzo dei satelliti, che la pianura padana risulta essere uno dei peggiori posti dove respirare.
Solo a Bergamo i ricoveri ospedalieri per malattie a polmoni e bronchi sono più di 2.500 ogni anno.
Possiamo cominciare a fare qualcosa di serio o continuiamo ad applaudire traffico, aerei e inceneritori?
Dobbiamo avere la forza di dire che da noi l'aria uccide e quindi, come sui pacchetti delle sigarette, proviamo a scriverlo anche sui cartelli stradali.
Forse qualche amministratore avrà così il coraggio di prendere il toro per le corna...anzi per il naso.

| 10 ottobre 2007

Si parla tanto del nuovo ospedale di Bergamo, fiore all’occhiello di questa Amministrazione che si auto-elogia per aver concretizzato un progetto di cui si discuteva da anni.
Si sono spesi milioni di euro e di parole per un progetto faraonico che ci porterà ad avere uno degli ospedali più qualificati d’Italia (ma ci necessitava davvero?). Nel parco circostante pare che ci sia pure un laghetto (?) che speriamo non serva solo da incubatrice per le zanzare.
Dopo aver speso 400 milioni di € e non aver ancora deciso cosa fare del vecchio ospedale, vien da dire davvero tutti belli, bravi e buoni?
Questo singolare sfogo ricevuto in redazione fa riflettere…
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Cari FdP
L’anno scorso ho rotto una caviglia. Sono stata accompagnata da mio marito al pronto soccorso del Riuniti di Bergamo che cercò invano una sedia a rotelle per aiutarmi a deambulare fino all’interno. Solo lettighe disponibili. Ora, siccome la cosa non era grave e io sono ancora abbastanza arzilla, sono entrata zampettando perché supina non mi sembrava il caso. Pensammo fosse una coincidenza e che le sedie fossero tutte occupate. Sei mesi dopo tornammo al pronto soccorso con mio suocero che, anziano e molto malato, non riesce a camminare. Cercammo invano una sedia, non la trovammo, solo lettighe. Non vi dico la fatica per sollevare quest’ uomo per farlo salire (di peso) e sdraiarlo su sta lettiga. Anche lì pensammo a un caso di affollamento. Ieri mio suocero ha avuto un’altra crisi, di nuovo al pronto soccorso, di nuovo alla ricerca della sedia perduta. Naturalmente non l’abbiamo trovata e questa volta la “salita” sulla lettiga è stata davvero uno strazio. Stessa scena per una signora di 100 Kg che con immaginabili difficoltà doveva salire sulla lettiga. Ora un po’ perplessi e molto scocciati abbiamo chiesto delucidazioni. Ci è stato risposto dagli addetti al lavoro (che il lavoro di loro competenza svolgono assai bene) che ci sarebbero grati se almeno noi utenti riuscissimo a farli dotare di almeno una sedia rotelle. Ce ne sarebbero grati.
Ora mi domando: ma davvero non riusciamo ad avere i soldi per dotare il pronto soccorso di sedie a rotelle? Lo trovo allucinante. E triste.

lettera firmata
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| 6 luglio 2007

Bergamo, città tra le più ricche d' Italia nella pingue pianura padana.
Un nuovo mega ospedale da 400 milioni di euro sta sorgendo alla Trucca e si fanno pure gli Open Days per mostrare l'efficienza orobica.
Intanto ai vecchi Riuniti se ne vedono di tutti i colori.
Un paziente ci ha segnalato che ha dovuto portare la carta igienica da casa ad un suo parente ricoverato. L'Infermiere di turno ha allargato le braccia dicendo: "E' finita e sono finiti pure i soldi per ricomprarla!".
In Redazione è arrivata questa lettera di fuoco da parte di un altro lettore che protesta contro un reparto gli Ospedali Riuniti di Bergamo.

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Spett. Redazione,
oggi 5 luglio 2007 ho dovuto recarmi, come da appuntamento fissatomi 6 mesi fa, al Reparto di Neurofiosiopatologia degli Ospedali Riuniti di Bergamo per essere visitato dalla Dott.ssa Servalli.
Infatti sono affetto da una rara patologia che deve essere monitorata con precise scadenze al fine di controllare una possibile degenerazione.
Io e mia moglie (che per obbligo medico deve essere presente) prendiamo un permesso di lavoro e ci rechiamo puntualmente alla visita programmata.
All'Accettazione, dopo aver pagato il ticket di 20 €, mi dicono che l'appuntamento è saltato a data da destinarsi. Io provo a protestare perchè è la terza volta che mi disdicono la visita all'ultimo istante. La Segretaria dell'Accettazione di Neurologia, con tono arrogante mi dice che aveva già provveduto a telefonare a casa mia questa mattina per annullare l'appuntamento. Faccio presente che, tra l'altro, è la terza volta che riscontro i miei dati errati nella rubrica della Segretaria (è sbagliato sia il telefono fisso che l'indirizzo di casa, mentre sono corretti i miei numeri di cellulare). L'Accettazione mi dice di aver sistemato l'errore da tempo (non è vero) e che comunque l'appuntamento è rimandato perchè la Dottoressa Servalli è malata ed è l'unica disponibile in tutto il Nord Italia per questo tipo di esame.
Non sono riuscito ad ottenere il nome di detta Segretaria, dipendente pubblica, che non aveva esposto il cartellino di riconoscimento e che per legge era tenuta a darmelo, la quale sogghignado se ne è andata dicendomi:"Non le interessa...".
Allora mi sono recato all'URP, Ufficio Relazioni Pubbliche, dove ho raccontato il mio caso al Funzionario di Turno, tale Sig.a Fabiola Salvi.
La Responsabile non era al corrente della situazione sulle presenze mediche del Reparto in questione e con tono sostenuto mi ha consigliato di andare a parlare col Medico al momento disponibile al Reparto Neurologia.
Sono tornato così indietro e il Dottore in questione ha ascoltato le mie lamentele con gentilezza e mi ha spiegato che c'è una forte carenza di risorse nel Reparto e che la Direzione Sanitaria dell'Ospedale ha addirittura previsto tagli di spese anche sugli esami per i bambini (considerati poco remunerativi).
A questo punto me ne sono andato sconsolato in attesa di essere richiamato (forse) lunedì prossimo.

Mi chiedo:
1) Possibile pagare il 45% del mio stipendio in tasse per ricevere un simile trattamento dalla Sanità Pubblica?
2) Dove vanno a finire i miliardi di Euro che la Sanità italiana inghotte senza fine?
3) Come può un paziente che ha malattie gravi e compromettenti aspettare mesi per fare una TAC, un elettroencefalogramma, o un esame specialistico, senza dover essere costretto a dirottare in una esosa Sanità privata?
4) Si può chiamare Stato civile quello che taglia i fondi per gli esami dei bambini?
5) Perchè, con tanti medici disoccupati o sotto-occupati esiste un solo medico in tutto il Nord in grado di fare quell'esame?

Noi siamo dignitosi Malati e non numeri o merce di scambio. Questo forse, dal Direttore Generale all'ultimo degli infermieri (tutti privilegiati Dipendenti pubblici pagati da noi!), non dovrebbero MAI dimenticarselo.

Questa mia viene inoltrata ai principali organi d'informazione locali e ne autorizzo espressamente la pubblicazione.

Lettera Firmata
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| 9 maggio 2007

L’AVIS italiana commemora con un convegno gli ottant’anni della sua fondazione il 27 maggio a Milano. Bergamo ha festeggiato l’anno scorso i suoi settanta. La nostra provincia detiene il primato in Italia con 30mila donatori attivi, il che vuol dire circa il 3% della popolazione bergamasca!
A questo proposito abbiamo ricevuto la testimonianza di una nostra lettrice che vi riproponiamo con piacere per dare spunto a qualche riflessione sull’importanza dell’altruismo. Oggi più che mai.
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Spett. Redazione,
Ho letto qualche giorno fa la vicenda di una bimba che rischiò la vita per una trasfusione di sangue negata perché i suoi genitori sono testimoni di Geova.
Non voglio entrare nel merito della questione: sono scelte difficilmente condivisibili, ma sempre scelte personali delle quali ognuno deve rendere conto a sé stesso.
L’episodio mi ha riportato ad un periodo della mia giovinezza, quando ancora studentessa, accompagnai un’amica a fare una donazione di sangue all’AVIS. Quasi per caso mi ritrovai anche io con un ago nel braccio e da allora, per alcuni anni, e con molta gioia feci parte della grande famiglia dell’AVIS di Bergamo.
Ero giovane, forte e sana e quindi non mi pesava assolutamente dare il mio piccolo contributo, conscia comunque dell’importanza di quell’oro rosso.
Poi un giorno, uno dei miei reni si è ammalato e… delle trasfusioni (ironia della sorte) ho avuto bisogno io! Quando guarii la mia “Ferrari” non era più tanto perfetta e quindi il mio sangue non venne più accettato. Il tutto con mio grande dispiacere, ma con la rassegnazione di chi è felice per aver potuto dare il suo piccolo, personale aiuto.
Un grazie a tutti i miei “ex colleghi” che, senza tanto clamore, ma con tanto cuore, continuano questo meraviglioso percorso.

Email firmata
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| 21 marzo 2007

Abbiamo ricevuto la segnalazione di una nostra lettrice che troverete pubblicata in calce.
L’argomento è degno di nota, ma nello stesso tempo assai delicato. Si parla di bambini, e questo merita maggior attenzione e rispetto .
Come consigliato dalla lettrice abbiamo chiesto informazioni sulla reale chiusura del centro polifunzionale di Dalmine. Abbiamo parlato con Personale che sembrava avere a cuore più i problemi dei piccoli “clienti” che le inevitabili discussioni burocratiche e politiche. E questo è importante per la continuità di un lavoro serio e ben fatto.
Ci è sembrato di capire che sulla chiusura siano ancora in corso discussioni, ma il servizio verrebbe comunque garantito nella struttura ospedaliera di Borgo Palazzo. Questa ubicazione garantirebbe miglior servizio anche ai bambini di tutta la provincia, e non solo di Dalmine, con la presenza del medico tutti i giorni e non solo una volta alla settimana come ora.
Naturalmente seguiremo l’evoluzione delle cose. La discussione è aperta.
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Sono mamma di un bimbo di 19mesi ed usufruisco del servizio di assistenza di Neuropsichiatria Infantile fornito dall' Azienda Ospedali Riuniti BG, presso il centro polifunzionale di Dalmine, fortunatamente il mio cucciolo ha problemi in via di risoluzione ed abbiamo usufruito dell'assistenza di una fisioterapista x circa 14mesi.....
ora il problema è che il centro polifunzionale presso il quale vengono svolte qs attività sta per essere chiuso e trasferito a Bg in borgo palazzo, a me il problema tocca marginalmente ma per la maggior parte dei bimbi i problemi sono ben più gravi......
non posso ora raccontarvi le vicissitudini di qs faccenda x problemi di tempo, ma vi consiglio e vi esorto a prendere e dare informazioni su qs situazione
potete rivolgervi anche al comune di Dalmine o limitrofi in quanto le amministrazioni sono al corrente e stanno muovendosi per evitare il verificarsi di qs eventualità
penso che più persone vengano a conoscenza di qs faccenda più sarà probabile scoraggiare gli amministratori dell'Azienda ospedaliera e cercare una possibile soluzione alternativa.
Vi ringrazio x qs possibilità, x il vs impegno e serietà
cordialmente.

E.mail firmata
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