| 30 maggio 2017

Dopo una lunga e seria sperimentazione italiana ed estera, un piccolo cilindro, che contiene un quarzo purissimo e dell'acqua particolarmente trattata, è disponibile per chi lo desiderasse prenotare: ecco il Quam!
In parole semplici, il Quam equilibra le molecole d'acqua e i fluidi presenti nel nostro organismo, facendoli vibrare all'unisono.
Il nostro corpo al 70% è formato proprio da acqua (H20) e se queste molecole oscillano in armonia, possiamo ottenere notevoli benefici fisici e mentali.
Il Quam può quindi donare armonia, felicità, salute e senso di gratitudine a chi lo tiene vicino (ha un raggio di azione di 3 metri) per un tempo costante.
Non si scarica e non richiede interventi di manutenzione.
Se siete interessati all'acquisto, o volete ulteriori informazioni, cliccate nei COMMENTI qui sotto ed inviate le vostre domande con un vostro recapito (è garantita la riservatezza).
Un esperto vi risponderà.

Anche su Twitter: @Fuochidipaglia

| 27 aprile 2016

Oltre 1 italiano su 5 ha più di 65 anni, ma la sua aspettativa di vita, per la prima volta è scesa.
Nel 2015 un uomo poteva contare su una durata della vita media di 80,1 anni (rispetto agli 80,3 del 2014) e una donna di 84,7 (85,0 nel 2014).
Varie sono le cause, ma sicuramente la crisi ha fatto sentire i suoi effetti, un pò come in Grecia.
Infatti il nostro paese è all'ultimo posto europeo come investimenti nella prevenzione, che sono pari al 4,1% della spesa sanitaria totale.
E la spesa sanitaria in Italia è calata dai 112,5 miliardi di € del 2010 ai 110,5 miliardi del 2015.
Ad esempio, gli over 65 che si sono vaccinati contro l'influenza, nel 2003 erano il 63,4%, l'anno scorso arrivavano a malapena al 49%.
Poi nel 2014 oltre il 46% degli italiani era sovrappeso o addirittura obeso, che non è un segno di abbondanza ma esattamente del contrario.
E' triste fare queste constatazioni, in un'Italia dove la vita si accorcia mentre il debito pubblico si allunga sempre di più.
In un contesto socioeconomico ormai degradato e destinato a fallire.

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| 1 febbraio 2016

E’ stata fatta una seria analisi sui dati 2015 relativi all’anomalo aumento dei decessi per malattia in Italia.
Il responso è drammatico.
Ci sarebbero quasi 65.000 morti in più rispetto all’anno precedente a causa dell’impossibilità economica di comprarsi le medicine prescritte.
Infatti la spesa per farmaci delle persone medie (quindi non stiamo parlando di soli ricchi!) è di 450 € all’anno, mentre quella riferita alle persone povere è di soli 64 € all’anno.
La crisi economica, così come è accaduto in Grecia, miete in silenzio le sue vittime.
Non è un discorso di efficienza del sistema sanitario italiano, perché i nostri ospedali funzionano ad un buon livello, ma ai malati mancano semplicemente i soldi per curarsi.
Così rinunciano agli esami che prevedono un ticket e interrompono l’assunzione di farmaci importanti, ma costosi, per la salute.
Era dai tempi della seconda guerra mondiale che non accadeva una cosa del genere.
Ma c’è anche un drammatico risvolto psicologico.
Molta gente, finita inaspettatamente sul lastrico, prova un senso di vergogna profonda.
Si isola, non chiede aiuto a nessuno ed in pratica si lascia morire in solitudine.
Ecco, la politica non dovrebbe parlare di tante cialtronate inutili, ma dovrebbe concentrarsi su poche cose basilari da fare.
Basterebbe, ad esempio, esentare da qualsiasi ticket medico coloro che hanno redditi al di sotto del minimo pensionistico.
E i soldi andrebbero presi tagliando gli sprechi giganteschi della spesa pubblica.
Oggi, mentre un barbiere della Camera dei Deputati guadagna 135.000 € all’anno, ci sono 65.000 italiani che muoiono perché non sono in condizione di comprarsi le medicine.
Questo non è uno Stato che si rispetti!

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| 28 luglio 2014

Questa è una storia vera di 20 anni fa esatti.
Una storia di due gemellini identici che sono stati nel grembo di una madre per 8 mesi e che in una calda mattina di luglio del 1994 hanno deciso di venire al mondo in anteprima.
Forse non troppo presto, ma sicuramente prematuramente.
Si può diventare genitori in tanti modi, ma alcuni affondano nel dolore le gioie di un evento indimenticabile.
Così le corsie del reparto maternità si riempiono di fiori, fino a quella stanza dove c’è spazio solo per i crisantemi.
Nel lungo corridoio le tante lacrime di gioia trascinano nello stesso sapore salato quelle di chi piange.
Le voci dei molti neonati rimbalzano con liete armonie, mentre il silenzio di chi è in rianimazione infantile non fa rumore.
Aver stretto nelle mani per 8 mesi una piccola madonnina fino a farla consumare, rende inutili persino le preghiere.
Un padre si affaccia dal terrazzo di un ospedale, in una notte tanto afosa quanto buia.
Bisogna trovare da soli le parole per spiegare, per giustificare, per lenire, per confortare una madre che non ha mai visto, ma solo ascoltato nel suo ventre.
Ma quali parole può portare il vento della morte?
Allora non resta che guardare due piccole creature che hanno goduto di questo meraviglioso mondo solo per due giorni.
Sono passati veloci come l’infrangersi di un’onda tranquilla sulla sabbia corallina al chiaro della luna.
Senza lamenti sono tornati in quell’oscurità strana da cui sono venuti.
Ma ogni onda leggera lascia comunque un segno che, per quanto piccolo, rimane nella memoria, portando ricordi salmastri che profumano di buono.
Sono attimi di esistenza, così intensi da essere ricordi indelebili anche dopo tanto tempo.
Sono istanti, che fanno apprezzare la fortuna di poter vivere una lunga vita intera.

| 30 ottobre 2013

Vi racconto una storia che ha toccato una persona che conosco bene, ma che ogni giorno purtroppo coinvolge tanta altra gente.
Ti svegli un mattino e ti senti un pò diversa.
Capisci che qualcosa non va come al solito.
E' una sentimento sconosciuto: è interiore ed estraneo nello stesso momento.
Qualcosa dentro il tuo corpo non ti appartiene e lo intuisci precisamente.
E' solo il giorno che muore, ma una sensazione di buio profondo ti pervade.
La luna sembra strana e illumina un velo di angoscia che cresce nel fitto mistero del tuo seno.
Non sono le mani di qualcun altro a toccarti.
Sei sola e non c'è piacere.
Sei tu che stringi tra le dita quel qualcosa, lì sotto la pelle.
La notte che arriva non è più tua, aspetti solo l'indomani per chiamare il dottore.
Si accendono le luci, ma sono quelle di un ospedale.
Una mano sulla spalla ti fa capire che quella cosa te la devono togliere.
Non ti appartiene, come la paura che per la prima volta senti salire dal cuore.
Il futuro, tra una lacrima, diventa un vortice di pensieri pieni di ieri e vuoti di domani.
La tua nuova solitudine si fa colma d'amori perduti e irripetibili.
Io ti dico che non devi tremare, nessuno ti potrà portare davvero via.
La vita è stata ed è ancora tua.
Ora il cielo si riempie di stelle che illuminano il tuo cammino per guarire, fatto di un male che è incurabile solo per chi lo considera tale.
Ciao F., ce la farai!

| 30 aprile 2012

Report è una delle poche trasmissioni per cui vale la pena pagare il canone Rai.
Ieri sera ha presentato un servizio sulla pericolosità degli edulcoranti, le molecole chimiche che sostituiscono lo zucchero nelle bevande e nei cibi dietetici, in cui appariva chiara la volontà delle lobbies dei produttori di nascondere i pericolosi effetti collaterali dell'aspartame e degli altri dolcificanti sintetici.
Per sapere cosa è l'aspartame e per conoscere la sua storia ultratrentennale è sufficiente farsi una bella navigata in internet (clicca qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Aspartame ).
Comunque è da sempre stato sospettatto di causare tumori cerebrali e crisi epilettiche negli animali.
Nel 2005, un centro europeo indipendente di Ricerca sul Cancro, la Fondazione Ramazzini ( http://www.ramazzini.it/ ), ha chiesto un urgente riesame dell' aspartame in alimenti e bevande soprattutto per proteggere i bambini. Questa richiesta nasce dal fatto che la FDA (US Food and Drug Administration) statunitense sostiene che l'aspartame sia sicuro per il consumo umano dal momento che "la cancerogenesi dell' aspartame non è supportata dai dati certi."
Mentre i ricercatori italiani hanno notato un aumento superiore al 20% dell'insorgere del cancro in topi e ratti a cui è stato somministrato l'aspartame.
Sono più di 8.000 le denunce in America sugli effetti collaterali, ma la FDA ha solo preteso che i prodotti contenenti aspartame includano un semplice avviso sull'etichetta per le persone sensibili al composto della fenilalanina. Ma ad oggi sulle etichette non è mai riportata la quantità esatta di aspartame che viene inserita in ogni articolo. E quindi il consumatore non può calcolare se durante il giorno assume una dosa superiore alla soglia di pericolosità.
L'aspartame si trova in oltre 6.000 prodotti (bevande diet, chewingum, yogurt, bustine per addolcire, merendine e persino farmaci) che vengono assunti da centinaia di milioni di persone nel mondo.
Fa rabbia pensare che purtroppo le vere cavie siamo noi e che per puro interesse economico la nostra salute valga meno di una bustina di finto zucchero.
Per difenderci possiamo iniziare a non usare tutti i prodotti "diet", che tra l'altro fanno ingrassare più di quelli normali.

| 25 marzo 2012

L'altro giorno stavo parlando con un mio amico medico dentista di sclerosi multipla.
Avevo visto in televisione un servizio interessante sui recenti esperimenti del Prof. Zamboni in merito a questa nefasta malattia.
Il dottore mi dice: "Fammi vedere se nella tua bocca ci sono delle vecchie otturazioni scure. Sì, ne hai due.".
"Ma cosa c'entrano i denti con la sclerosi multipla?", chiedo io.
Mi spiega che fino a pochi anni fa le otturazioni dentali venivano fatte con un'amalgama che conteneva circa un grammo di mercurio, uno degli elementi più tossici che si conoscano in natura. Ma nel composto c'erano anche argento, rame, stagno, zinco, palladio ed indio.
Questi metalli si sciolgono col tempo, finiscono in circolazione nel corpo umano e qui si depositano.
Insomma una bomba a tempo installata nella nostra bocca.
Mi spiega il mio amico dentista che il mercurio distrugge il sistema nervoso e può essere la concausa di malattie debilitanti come la sclerosi multipla, l'Alzheimer e il Parkinson.
"Ma cazzo, non lo sapevate?"
"Sì, sì, lo si sapeva, ma questo era il business e si è andati avanti così fino all'avvento delle amalgame moderne in resina. E purtroppo anche se ti tolgo le vecchie otturazioni non posso levarti di dosso il mercurio. Servono delle cure particolari che durano anni."
Gli chiedo se ha già visto suoi pazienti che hanno sviluppato la sclerosi multipla a causa delle otturazioni al mercurio e il dottore mi risponde di sì: "Almeno in un uomo non c'è dubbio alcuno."
Meditate gente, meditate!
Intanto la proposta di legge n. 3510, che mira all'abolizione del mercurio nell'amalgama dentaria, è ferma in Parlamento dal 2010.
Secondo l'Unione Europea bisogna invece valutare, entro il 2012, la possibilità di sopprimere definitivamente l'uso del mercurio in odontoiatria.
Già, ma i danni adesso chi li paga?

| 27 aprile 2011

Non sono molte le buone notizie in questo periodo, ma la settimana scorsa ha regalato alla nostra provincia davvero un'ottima novità.
A Seriate, una cittadina limitrofa a Bergamo, sorge un ospedale, il Bolognini, che il 21 aprile è stato proclamato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri la migliore pubblica amministrazione d'Italia.
Un concorso che vedeva in gara oltre 240 società e che ha visto l'azienda ospedaliera di Seriate primeggiare soprattutto grazie all'eccellenza di alcuni suoi reparti.
I bergamaschi conoscono bene questo ospedale, che da anni si sta costruendo un'immagine positiva grazie a medici e ad infermieri preparati ed attenti.
Per una volta il Ministro Brunetta (a proposito, ma dove è finito?) potrà essere soddisfatto dei suoi dipendenti.
Ancora più soddisfatti sono i cittadini, perchè con la salute non si scherza.
E quando il premio qualità delle pubbliche amministrazione lo vince uno struttura del genere, non si può che esserne felici.

| 14 gennaio 2011

Gli Ospedali Riuniti di Bergamo sono un centro sanitario di primaria importanza a livello nazionale.
Vi operano medici molto bravi ed infermieri altrettanto preparati.
E' la principale struttura ospedaliera di una provincia di quasi un milione di abitanti e che si colloca tra le prime dieci più avanzate in Italia.
Eppure non sono tutte rose e fiori.
Prendiamo una notte tipo al Pronto Soccorso.
Allora se non siete gravissimi (codice giallo o rosso) scordatevi di essere visitati prima di qualche ora.
L'altra notte per un codice verde a due asterischi, febbre a 38° e complicazioni respiratorie, i tempi di attesa sono stati dalle 19.45 alle 00.40, con dimissioni alle ore 2.10.
E non c'era un particolare "traffico".
Poi c'è un'ulteriore novità.
Dalla sera fino al mattino dopo, in tutto l'ospedale non c'è un oculista a disposizione.
Alle 19.30 è arrivato un poveretto con una scheggia di ferro in un occhio. Veniva da Vertova (paesino delle nostre valli a circa 20 km dalla città) sicuro di trovare ai Riuniti almeno uno specialista.
E' stato lasciato in attesa fin quasi a mezzanotte, dopo di che se ne è andato sconsolato, perchè non ne poteva più. Non gli era stato fornito nemmeno un collirio.
Basterebbe istituire al Pronto Soccorso una corsia rapida per i casi meno gravi, che potrebbero essere smaltiti in fretta senza dover essere sorpassati continuamente dai codici gialli.
Testimoni mi hanno confermato che ci sono stati episodi in cui i tempi d'attesa al Pronto Soccorso si sono avvicinati alle 8 ore!
Vi sembra normale?
E poi dicono che manca lavoro per i giovani medici.

| 16 febbraio 2010

L'inverno 2009-2010 è più duro del solito.
Freddo e neve sono arrivati presto e tardano ad andarsene.
La gente si lamenta perchè i disagi fisici sembrano aumentare ed imperversa un malessere diffuso.
Ma la salute e l'umore dipendono anche dal clima?
La scienza dice di sì.
Oltre il 20% della popolazione è metereopatica, con un'accentuata sensibilità per le scariche elettriche e la ionizzazione dell'aria.
Così con l'arrivo di una perturbazione questi soggetti, come molti animali, avvertono una maggiore inquietudine, in quanto aumenta nell'organismo la serotonina (un ormone) che influenza proprio l'umore e i ritmi circadiani (tra cui il ciclo sonno-veglia).
Poi luce e buio, insieme al ciclo delle stagioni, agiscono con incisività sulla nostra vita ed in particolare sui cicli biologici. Dallo studio delle popolazioni nordiche, dove d'inverno il giorno si riduce a poche ore, si è scoperto che l'assenza di luce provoca, tra l'altro, un disordine affettivo nell'uomo. Tanto è vero che in questo periodo di prevalenza del buio aumentano i suicidi.
In ultimo anche il freddo provoca delle aggravanti nel sistema cardio-vasco-cicolatorio, stimolando tutto ciò che nel nostro organismo non va bene e quindi facendo emergere i malanni nascosti.
Insomma se vi state lamentando per questo meteo, ora sapete che avete tutte le ragioni.