| 11 giugno 2010
Oggi molti organi di stampa sono listati a lutto per l'approvazione in Senato del DDL sulle intercettazioni.
Vista così sembra una legge che sia più di aiuto ai privilegi dei potenti che alla libertà dei cittadini.
Ecco perchè dà così fastidio.
Una cosa è certa: siamo arrivati a un livello di indecenza moralmente inaccettabile per chi finisce sotto processo.
La presunzione di innocenza non esiste più. Gli atti di indagine, che dovrebbero essere secretati, sono invece divulgati prima alla stampa che agli interessati. La riservatezza che deve precedere un'eventuale condanna è ormai una chimera. Le intercettazioni telefoniche, tra l'altro molto costose per il contribuente, sono diventate lo strumento principe dell'attività investigativa a discapito della ricerca di prove concrete. La vita privata dei cittadini viene così scempiata senza alcun diritto di replica.
Ma si poteva fare una legge, ad esempio, che responsabilizzasse maggiormente la discrezione dei Magistrati e delle Procure, piuttosto che mettere il bavaglio ai giornalisti.
Però ancora una volta sorge spontaneo un ragionevole dubbio.
Forse qualcuno preferisce far discutere sulla libertà di parola, piuttosto che tenere impegnate le menti su come si affronta concretamente la crisi economica.
Il popolo si agita, mentre il potere politico confabula nei meandri nascosti di una finanziaria che ogni giorno cambia i suoi contenuti.
Ma si sa, quando il saggio indica la luna, lo sciocco guarda il dito.
Buona visone, dunque.
Vista così sembra una legge che sia più di aiuto ai privilegi dei potenti che alla libertà dei cittadini.
Ecco perchè dà così fastidio.
Una cosa è certa: siamo arrivati a un livello di indecenza moralmente inaccettabile per chi finisce sotto processo.
La presunzione di innocenza non esiste più. Gli atti di indagine, che dovrebbero essere secretati, sono invece divulgati prima alla stampa che agli interessati. La riservatezza che deve precedere un'eventuale condanna è ormai una chimera. Le intercettazioni telefoniche, tra l'altro molto costose per il contribuente, sono diventate lo strumento principe dell'attività investigativa a discapito della ricerca di prove concrete. La vita privata dei cittadini viene così scempiata senza alcun diritto di replica.
Ma si poteva fare una legge, ad esempio, che responsabilizzasse maggiormente la discrezione dei Magistrati e delle Procure, piuttosto che mettere il bavaglio ai giornalisti.
Però ancora una volta sorge spontaneo un ragionevole dubbio.
Forse qualcuno preferisce far discutere sulla libertà di parola, piuttosto che tenere impegnate le menti su come si affronta concretamente la crisi economica.
Il popolo si agita, mentre il potere politico confabula nei meandri nascosti di una finanziaria che ogni giorno cambia i suoi contenuti.
Ma si sa, quando il saggio indica la luna, lo sciocco guarda il dito.
Buona visone, dunque.
| 2 ottobre 2009
Ieri sera, facendo zapping, sono finito sulla Rai ad Annozero, dove era in corso l'intervista alla escort Patrizia D'Addario.
Non mi sono scandalizzato più di tanto nel sapere (se è vero) che al nostro Premier piacciono dei festini con 20 belle ragazze dove lui è il solitario sultano maschio.
Insomma un pò come un bel toro, che trotterella sornione, in mezzo ad un recinto dorato pieno di manze fresche.
Non è l'unico degli italiani a cui piacerebbe fare queste cose, è semplicemente uno dei pochi che può permettersi un harem del genere.
Altre rivelazioni scottanti non ne ho sentite e pure sull'uso (o abuso) di cocaina si è scivolati via con velocità mediatica. Qualcuno in proposito è riuscito a fare dei test sull'uso della droga persino in Parlamento con esiti sbalorditivi. Sono stati trasmessi in TV, ma ne avete sentito più parlare?
La Sinistra, nel suo esasperato antiberlusconismo, non ha ancora capito che se attacca il Cavaliere solo sul piano della moralità ottiene ben poco.
Per due precisi motivi.
Primo, perchè in Italia chi non ha peccato in questo campo scagli la prima pietra. E qui si rischia la valanga.
Secondo, perchè siamo un paese dove la moralità è precipitata talmente in basso che ormai siamo abituati a tutto e al peggio di tutto.
Ciò che invece fa male è vedere l'ipocrisia dei personaggi famosi. Tutti casa, Chiesa e famiglia a parole, ma veri califfi del vizio nei fatti.
Buon week end.
Non mi sono scandalizzato più di tanto nel sapere (se è vero) che al nostro Premier piacciono dei festini con 20 belle ragazze dove lui è il solitario sultano maschio.
Insomma un pò come un bel toro, che trotterella sornione, in mezzo ad un recinto dorato pieno di manze fresche.
Non è l'unico degli italiani a cui piacerebbe fare queste cose, è semplicemente uno dei pochi che può permettersi un harem del genere.
Altre rivelazioni scottanti non ne ho sentite e pure sull'uso (o abuso) di cocaina si è scivolati via con velocità mediatica. Qualcuno in proposito è riuscito a fare dei test sull'uso della droga persino in Parlamento con esiti sbalorditivi. Sono stati trasmessi in TV, ma ne avete sentito più parlare?
La Sinistra, nel suo esasperato antiberlusconismo, non ha ancora capito che se attacca il Cavaliere solo sul piano della moralità ottiene ben poco.
Per due precisi motivi.
Primo, perchè in Italia chi non ha peccato in questo campo scagli la prima pietra. E qui si rischia la valanga.
Secondo, perchè siamo un paese dove la moralità è precipitata talmente in basso che ormai siamo abituati a tutto e al peggio di tutto.
Ciò che invece fa male è vedere l'ipocrisia dei personaggi famosi. Tutti casa, Chiesa e famiglia a parole, ma veri califfi del vizio nei fatti.
Buon week end.
| 1 aprile 2009
In questi giorni si succedono nomi nuovi sulle poltrone che contano nel mondo dell'informazione. Riotta dal TG1 è finito a dirigere la corazzata degli industriali, Il Sole XXIV Ore. Poi si parla del fido berlusconiano Belpietro alla guida del Tg1, mentre la presidenza e la direzione generale della Rai sono di fresca elezione.
Nel nostro paese il Governo potrà così controllare, senza tanti problemi, le principali 6 reti televisive in chiaro.
Ma quello che fa più scalpore è il silenzio assoluto che orbita intorno al ri-cambio di guardia nel principale quotidiano nazionale: il Corriere della Sera.
Qualche anno fa Ferruccio De Bortoli aveva lasciato il posto di direttore al buon Paolo Mieli (in nomen homen), che due giorni fa glielo ha ritornato.
Sul Corriere di ieri uno scarno e laconico comunicato a pag. 21 ci informava di questo strano avvicendamento. A nessuno però è stato spiegato il perchè di cotanto ritorno.
Nessun giornalista, neanche quelli che si arrogano di avere una critica indipendente, è sceso nel merito di questa vicenda di pubblico dominio, ma di oscure motivazioni.
Tenete conto che tra i principali azionisti del Corriere si annoverano banche, finanzieri ed industriali di grande fama e di importante potere.
Perchè Mieli, forse troppo "super partes", sia stato rinfilato nei corridoi di via Solferino (ma a far cosa?) non è dato sapersi.
E nemmeno dalla Sinistra, tutta impegnata nella Costituente (???), è arrivato qualche lume.
Forse oggi sarebbe meglio parlare di libera disinformazione. Senza tanti falsi pudori.
Nel nostro paese il Governo potrà così controllare, senza tanti problemi, le principali 6 reti televisive in chiaro.
Ma quello che fa più scalpore è il silenzio assoluto che orbita intorno al ri-cambio di guardia nel principale quotidiano nazionale: il Corriere della Sera.
Qualche anno fa Ferruccio De Bortoli aveva lasciato il posto di direttore al buon Paolo Mieli (in nomen homen), che due giorni fa glielo ha ritornato.
Sul Corriere di ieri uno scarno e laconico comunicato a pag. 21 ci informava di questo strano avvicendamento. A nessuno però è stato spiegato il perchè di cotanto ritorno.
Nessun giornalista, neanche quelli che si arrogano di avere una critica indipendente, è sceso nel merito di questa vicenda di pubblico dominio, ma di oscure motivazioni.
Tenete conto che tra i principali azionisti del Corriere si annoverano banche, finanzieri ed industriali di grande fama e di importante potere.
Perchè Mieli, forse troppo "super partes", sia stato rinfilato nei corridoi di via Solferino (ma a far cosa?) non è dato sapersi.
E nemmeno dalla Sinistra, tutta impegnata nella Costituente (???), è arrivato qualche lume.
Forse oggi sarebbe meglio parlare di libera disinformazione. Senza tanti falsi pudori.
| 22 dicembre 2008
Una volta quando un giovane voleva fare il giornalista i maestri di penna gli raccomandavano due cose: la ricerca della verità e la capacità di essere imparziali.
La prima caratteristica non è facile da mettere in pratica, perchè bisogna lavorare duro per capire la notizia e cosa ci sta dietro. Infatti non è sufficiente raccontare una teoria, magari riportata, se non si sono sentite tutte le parti, perchè la verità è spesso data dall'equilibrio di due versioni contrapposte.
La seconda addirittura rasenta l'eroismo, perchè vuol dire perseguire la notizia con obiettività a prescindere dai condizionamenti esterni. Oggi gli editori puri non esistono più e gli organi di informazioni sono in mano a dei veri e propri centri di potere politico ed economico.
Così la notizia viene edulcorata, plasmata, contornata e pesata per non dare fastidio, o peggio per agevolare qualcuno. Altrimenti si rischiano posto, carriera e sponsors.
Non è sempre così e ci sono ancora giornalisti coraggiosi e leali, ma troppo spesso si vedono tante schiene piegarsi alla prima invettiva del potente sfuriante.
Allora la penna scrive solo per accontentare e la verità sfuma in un inchiostro simpatico.
La prima caratteristica non è facile da mettere in pratica, perchè bisogna lavorare duro per capire la notizia e cosa ci sta dietro. Infatti non è sufficiente raccontare una teoria, magari riportata, se non si sono sentite tutte le parti, perchè la verità è spesso data dall'equilibrio di due versioni contrapposte.
La seconda addirittura rasenta l'eroismo, perchè vuol dire perseguire la notizia con obiettività a prescindere dai condizionamenti esterni. Oggi gli editori puri non esistono più e gli organi di informazioni sono in mano a dei veri e propri centri di potere politico ed economico.
Così la notizia viene edulcorata, plasmata, contornata e pesata per non dare fastidio, o peggio per agevolare qualcuno. Altrimenti si rischiano posto, carriera e sponsors.
Non è sempre così e ci sono ancora giornalisti coraggiosi e leali, ma troppo spesso si vedono tante schiene piegarsi alla prima invettiva del potente sfuriante.
Allora la penna scrive solo per accontentare e la verità sfuma in un inchiostro simpatico.
| 1 dicembre 2008
Quattro milioni e mezzo di famiglie italiane hanno deciso di pagare un abbonamento per vedere una televisione nuova, seria, fatti di centinaia di canali, orientata verso il mondo e meno asservita al solito potere.
Prossimamente questa scelta, che è già di per sè onerosa, costerà il 10% in più.
Infatti il Governo, anzichè tagliare i contributi (per centinaia di milioni di euro!) che versa ad una miriade di giornali e giornalini, ha deciso di raddoppiare l'IVA alla TV satellitare di Murdoch. Uno scherzetto da 500 milioni di costi in più all'anno.
Berlusconi, sorridente, proclama di "Aver tolto a Sky i privilegi dati dalla sinistra".
Un conflittino d'interesse verso l'ultima emittente rimasta libera da condizionamenti politici?
Ma va là, comunisti! Cosa pensate mai.
Intanto il Silvio nazionale ha invitato i suoi ministri a non partecipare a 'Crozza Live' su La 7. Si sa, per par condicio, possono andare solo su Mediaset o sulla Rai. Tutte televisioni dei popoli delle assolute libertà.
In un altro paese si sarebbe urlato alla vergogna, ma da noi invece: sempre e comunque W l'Italia!
Prossimamente questa scelta, che è già di per sè onerosa, costerà il 10% in più.
Infatti il Governo, anzichè tagliare i contributi (per centinaia di milioni di euro!) che versa ad una miriade di giornali e giornalini, ha deciso di raddoppiare l'IVA alla TV satellitare di Murdoch. Uno scherzetto da 500 milioni di costi in più all'anno.
Berlusconi, sorridente, proclama di "Aver tolto a Sky i privilegi dati dalla sinistra".
Un conflittino d'interesse verso l'ultima emittente rimasta libera da condizionamenti politici?
Ma va là, comunisti! Cosa pensate mai.
Intanto il Silvio nazionale ha invitato i suoi ministri a non partecipare a 'Crozza Live' su La 7. Si sa, per par condicio, possono andare solo su Mediaset o sulla Rai. Tutte televisioni dei popoli delle assolute libertà.
In un altro paese si sarebbe urlato alla vergogna, ma da noi invece: sempre e comunque W l'Italia!
| 7 luglio 2008
Domani a Roma in Piazza Navona ci sarà una manifestazione "insonorizzata", perchè su di essa i grandi media e i maestosi apparati politici hanno calato un silenzio quasi totale.
Grillo, Di Pietro, l'On. Furio Colombo, il Sen. Francesco Pardi, Paolo Flores D’Arcais e vari circoli girotondini protestano contro le recenti "leggi canaglia" che hanno di fatto imbavagliato il diritto di cronaca.
Oggi anche il Corriere della Sera dileggia in prima pagina questa manifestazione prevedendone una scarsa partecipazione, ma ammette che però può creare un grave imbarazzo al giurassico apparato del PD.
Penso invece che domani Piazza Navona sarà stracolma, perchè molti giovani (e non solo) non si riconoscono più in una politica preconfezionata che non ama farsi criticare. Ma soprattutto che affronta falsi problemi per nascondere le vere emergenze. Infatti con tutte le ansie che affliggono gli italiani, non capisco come Berlusconi voglia portare avanti (in tutta fretta) certi provvedimenti che sanno ancora di tutela per alcuni privilegiati.
Anche in questo caso, nel silenzio ufficiale, la Rete ormai sostituisce l'informazione preconfezionata che i mezzi di comunicazione tradizionale gestiscono in un regime di monopolio quasi assoluto.
Passate parola in internet!
Grillo, Di Pietro, l'On. Furio Colombo, il Sen. Francesco Pardi, Paolo Flores D’Arcais e vari circoli girotondini protestano contro le recenti "leggi canaglia" che hanno di fatto imbavagliato il diritto di cronaca.
Oggi anche il Corriere della Sera dileggia in prima pagina questa manifestazione prevedendone una scarsa partecipazione, ma ammette che però può creare un grave imbarazzo al giurassico apparato del PD.
Penso invece che domani Piazza Navona sarà stracolma, perchè molti giovani (e non solo) non si riconoscono più in una politica preconfezionata che non ama farsi criticare. Ma soprattutto che affronta falsi problemi per nascondere le vere emergenze. Infatti con tutte le ansie che affliggono gli italiani, non capisco come Berlusconi voglia portare avanti (in tutta fretta) certi provvedimenti che sanno ancora di tutela per alcuni privilegiati.
Anche in questo caso, nel silenzio ufficiale, la Rete ormai sostituisce l'informazione preconfezionata che i mezzi di comunicazione tradizionale gestiscono in un regime di monopolio quasi assoluto.
Passate parola in internet!
| 12 maggio 2008
Ci siamo, inizia un copione già visto.
Dopo l'editto bulgaro contro Biagi di un paio di Governi fa, ecco che altri tre giornalisti sono sulla graticola dei neo Onorevoli, paladini dell'informazione imparziale.
Potete scommetterci che avranno vita breve (in video, ovviamente) Santoro, Fazio e Travaglio.
Già, perchè mentre i politici posso lanciare insulti ed invettive a chicchessia, anche minacciare di imbracciare i fucili, i giornalisti che non piegano la schiena al potere sono tacciati di "vergognosa condotta diffamatoria" e di "abuso offensivo dei mezzi pubblici".
Persino Fabio Fazio, con quella faccina da bravo bambino, ha dovuto ieri sera chiedere umilmente scusa in ginocchio e ora rischia che la sua trasmissione di successo venga chiusa.
Perchè, mai come ora, i cervelli devono essere spenti ed allineati. Come?
Esempio.
Dopo mesi di martellanti dure notizie del tipo: la benzina aumenta ancora, le bollette alle stelle, l'Europa ci boccia, l'economia è in crisi, le famiglie allo stremo, la munnezza copre la Campania, ecco la scaletta del TG5 delle 13 di domenica scorsa.
- la festa della mamma con relative azalee e onlus Mediafriends;
- la ragazza precaria che non abortirà più per problemi economici;
- le olimpiadi di matematica per ragazzi con intervista al vincitore;
- come preparare un perfetto risotto alla milanese dal colore giallo intenso;
- la demolizione dell'ex area fiera di Milano per farci crescere un'area verde e qualche bellissimo nuovo grattacielo;
- la moglie di Rutelli che nella sua rubrica ci spiega come si fa ad uscire psicologicamente dal fascino dalle sette spirituali;
- ampio servizio sulla fiction dedicata ad Aldo Moro ed al pericolo sempre latente delle BR.
Insomma prima delle elezioni il disastro, ora invece siamo un paese tranquillo e beato.
Se non spegnete la neo Tv, per favore, almeno non scollegate il cervello.
Dopo l'editto bulgaro contro Biagi di un paio di Governi fa, ecco che altri tre giornalisti sono sulla graticola dei neo Onorevoli, paladini dell'informazione imparziale.
Potete scommetterci che avranno vita breve (in video, ovviamente) Santoro, Fazio e Travaglio.
Già, perchè mentre i politici posso lanciare insulti ed invettive a chicchessia, anche minacciare di imbracciare i fucili, i giornalisti che non piegano la schiena al potere sono tacciati di "vergognosa condotta diffamatoria" e di "abuso offensivo dei mezzi pubblici".
Persino Fabio Fazio, con quella faccina da bravo bambino, ha dovuto ieri sera chiedere umilmente scusa in ginocchio e ora rischia che la sua trasmissione di successo venga chiusa.
Perchè, mai come ora, i cervelli devono essere spenti ed allineati. Come?
Esempio.
Dopo mesi di martellanti dure notizie del tipo: la benzina aumenta ancora, le bollette alle stelle, l'Europa ci boccia, l'economia è in crisi, le famiglie allo stremo, la munnezza copre la Campania, ecco la scaletta del TG5 delle 13 di domenica scorsa.
- la festa della mamma con relative azalee e onlus Mediafriends;
- la ragazza precaria che non abortirà più per problemi economici;
- le olimpiadi di matematica per ragazzi con intervista al vincitore;
- come preparare un perfetto risotto alla milanese dal colore giallo intenso;
- la demolizione dell'ex area fiera di Milano per farci crescere un'area verde e qualche bellissimo nuovo grattacielo;
- la moglie di Rutelli che nella sua rubrica ci spiega come si fa ad uscire psicologicamente dal fascino dalle sette spirituali;
- ampio servizio sulla fiction dedicata ad Aldo Moro ed al pericolo sempre latente delle BR.
Insomma prima delle elezioni il disastro, ora invece siamo un paese tranquillo e beato.
Se non spegnete la neo Tv, per favore, almeno non scollegate il cervello.
| 24 aprile 2008
Proprio ieri il Presidente Napolitano ha detto: "L'Informazione libera e indipendente è NECESSARIA per la democrazia". Attenzione al "necessaria" (è un obbligo), da non confondere con un "sufficiente" (una possibilità).
Purtroppo in Italia l'informazione è troppo spesso piegata ai grandi potentati economici o politici. Siamo un paese strano, dove esiste un Primo Ministro, regolarmente e democraticamente eletto, che può godere del pieno controllo di 6 canali televisivi nazionali in chiaro (oltre ai digital-satellitari) e di un grande gruppo editoriale formato da innumerevoli libri e giornali.
Difficile quindi pensare di avere una libera informazione in un libero stato, almeno qui da noi. Non ci credete?
Provate a cliccare (anche direttamente da qui) su http://italiadallestero.info/ e troverete tradotti in italiano gli articoli che ci riguardano sulla stampa estera. E' tutta un altra musica!
Berlusconi, un vero genio altro che balle, l'aveva capito 20 anni fa quando dalle costruzioni decise di buttarsi nelle TV. Chi ha in mano il potere mediatico può condizionare le masse, perchè con la pubblicità non si vendono solo prodotti e servizi, ma si sciacquano anche le menti.
Domani è il 25 aprile. Oltre alla più tradizionale Festa della Liberazione, ci sarà un nuovo Vaffa Day del noto urlatore Beppe Grillo contro "il fascismo dell'informazione".
Il problema è che oggi in giro non ci sono tanti resistenti come allora.
Purtroppo in Italia l'informazione è troppo spesso piegata ai grandi potentati economici o politici. Siamo un paese strano, dove esiste un Primo Ministro, regolarmente e democraticamente eletto, che può godere del pieno controllo di 6 canali televisivi nazionali in chiaro (oltre ai digital-satellitari) e di un grande gruppo editoriale formato da innumerevoli libri e giornali.
Difficile quindi pensare di avere una libera informazione in un libero stato, almeno qui da noi. Non ci credete?
Provate a cliccare (anche direttamente da qui) su http://italiadallestero.info/ e troverete tradotti in italiano gli articoli che ci riguardano sulla stampa estera. E' tutta un altra musica!
Berlusconi, un vero genio altro che balle, l'aveva capito 20 anni fa quando dalle costruzioni decise di buttarsi nelle TV. Chi ha in mano il potere mediatico può condizionare le masse, perchè con la pubblicità non si vendono solo prodotti e servizi, ma si sciacquano anche le menti.
Domani è il 25 aprile. Oltre alla più tradizionale Festa della Liberazione, ci sarà un nuovo Vaffa Day del noto urlatore Beppe Grillo contro "il fascismo dell'informazione".
Il problema è che oggi in giro non ci sono tanti resistenti come allora.
| 29 febbraio 2008
Nel nuovo numero 9 del settimanale L'ESPRESSO a pag. 163 dell'Economia c'è un interessante articolo di Peter Gomez dal titolo:
LA PIGNA E' ALLE CARTE. BOLLATE
Un erede che se ne va. Un onorevole che compra le quote. E un'incredibile truffa in Venezuela. Così la famosa azienda di quaderni bergamasca finisce in un processo.
Merita una lettura. Buon week end.
LA PIGNA E' ALLE CARTE. BOLLATE
Un erede che se ne va. Un onorevole che compra le quote. E un'incredibile truffa in Venezuela. Così la famosa azienda di quaderni bergamasca finisce in un processo.
Merita una lettura. Buon week end.
| 2 febbraio 2008
La Corte Europea di Giustizia venerdì scorso ha condannato il sistema italiano di assegnazione delle frequenze televisive perchè FAVORISCE il duopolio RAI-MEDIASET nei confronti della CONCORRENZA e NON è TRASPARENTE.
Quindi non solo i Dirigenti Rai si mettono d'accordo col proprietario di Mediaset su palinsesti e attrici da lanciare, ma viviamo in un paese in cui le regole di mercato dei media TV sono taroccate dai due principali operatori.
Guardate che non è un cosa da poco, perchè non si tratta di far vedere Europa 7 al posto di Rete 4, ma è un chiaro segnale a favore di un corretto accesso alle radiofrequenze nazionali, ampiamente discriminato dalla famosa legge Gasparri del governo Berlusconi.
Un leggero conflitto d'interesse nell'importantissimo mondo delle comunicazioni. Un mondo che fa opinione, muove voti, promuove persone, aziende e personaggi.
Un pò come quando abbiamo assistito alla depenalizzazione di certi reati, in modo che si possa delinquere senza rischiare. Insomma anche i canali tv sono stati raggiunti da questa isteria valoriale che calpesta ogni diritto-dovere.
Così guardo con un pizzico di nostalgia ai tempi di Carosello. Almeno lì si sapeva che una rete era bianca e l'altra rossa e si poteva scegliere quale numero schiacciare.
Quindi non solo i Dirigenti Rai si mettono d'accordo col proprietario di Mediaset su palinsesti e attrici da lanciare, ma viviamo in un paese in cui le regole di mercato dei media TV sono taroccate dai due principali operatori.
Guardate che non è un cosa da poco, perchè non si tratta di far vedere Europa 7 al posto di Rete 4, ma è un chiaro segnale a favore di un corretto accesso alle radiofrequenze nazionali, ampiamente discriminato dalla famosa legge Gasparri del governo Berlusconi.
Un leggero conflitto d'interesse nell'importantissimo mondo delle comunicazioni. Un mondo che fa opinione, muove voti, promuove persone, aziende e personaggi.
Un pò come quando abbiamo assistito alla depenalizzazione di certi reati, in modo che si possa delinquere senza rischiare. Insomma anche i canali tv sono stati raggiunti da questa isteria valoriale che calpesta ogni diritto-dovere.
Così guardo con un pizzico di nostalgia ai tempi di Carosello. Almeno lì si sapeva che una rete era bianca e l'altra rossa e si poteva scegliere quale numero schiacciare.
