| 7 aprile 2016

Ieri sera sulla TV pubblica nazionale il Sig. Bruno Vespa ha mandato in onda un'intervista con un noto pregiudicato: il 38enne Salvo Riina, già condannato per associazione mafiosa a 8 anni e 10 mesi (interamente scontati), con un papà (Totò Riina) e un fratello condannati all’ergastolo e al «41 bis».
Lo sdegno non può nascondersi dietro il diritto di un giornalista ad intervistare chi vuole, perchè il contesto di una trasmissione televisiva ne mistifica l'essenza.
Un conto è un telegiornale, ma se si porta un decapitatore dell'Isis allo show pomeridiano di "Domenica In" si rendono teatrali i suoi omicidi e si dà credibilità mediatica a chi commette atti che dovrebbero essere solo esecrabili.
In pratica il contenitore può vestire falsamente il contenuto.
Ma la cosa peggiore è un'altra.
Purtroppo l'onestà, il perbenismo, la valorialità positiva non fanno audience e perciò non creano fama diffusa e visibilità televisiva.
Come spiegheremo ai nostri figli che se sono delle brave persone a "Porta a Porta" non c'andranno mai?
Mentre se sei un pluriomicida, un narcotrafficante, un terrorista, o un mafioso ti viene ad intervistare addirittura Bruno Vespa?
Magari anche dietro lauto compenso economico elargito dal contribuente pubblico.
Io non pago il canone Rai per vedere umiliate le vittime della mafia (V. COMMENTI qui sotto) e chiedo scusa a quei leali servitori dello Stato che in Tv non ci andranno mai.

Anche su Twitter: @Fuochidipaglia

| 6 maggio 2015

Ieri sul blog di Beppe Grillo è apparso un post filosofale di Gianroberto Casaleggio in cui declarava la bellezza della vita downshifting e quanto il consumismo fosse simile all'inutile fatica del criceto che gira nella sua ruota.
Come spesso accade, ho risposto col seguente testo:

"Casaleggio, un'ottima filosofia non riempie la pancia!
E infatti il tuo blog è pieno di pubblicità per incentivare i consumi.
Fare i moralisti è una delle cose più difficili, perché serve l'esempio virtuoso e concreto.
Il tuo post mi ricorda molto "l'armiamoci e partite" di lontana memoria.
Allora se si vuol cambiare il mondo, si va democraticamente nella stanza dei bottoni e si sviluppano alternative reali e applicabili, che migliorino davvero la vita collettiva."

Ovviamente la mia risposta è rimasta on line per poco tempo e poi è stata cancellata.
Così come tante di quelli che non la pensavano come lui.
Bello mandare a fan culo il mondo ed ergersi a paladini del cambiamento virtuoso.
Ma poi, nei fatti, la gestione del potere rende tutti uguali.
Anche nella censura.

| 20 maggio 2011

Ecco una notizia che fa male agli spiriti liberi.

"Current verrà cancellata. Sky ribalta la decisione di trasmettere il canale di Al Gore e si appresta ad oscurare il solo canale di Informazione Indipendente in Italia. Dal 2008 Current lavora per portare in TV quello che gli altri nascondono. Per costruire servizi che arrivano dove gli altri non vanno. Per dare ai propri telespettatori un'informazione varia e senza censura, perché conoscere la verità è l'unica via per formarsi un'opinione propria. Dal 2008 Current è l'unico canale veramente indipendente in Italia. A maggio del 2011 vogliono oscurare Current."

Ma c'è ancora una possibilità per far recedere la potente rete di Murdoch da una decisione del genere.
Si può scrivere direttamente a SKY chiedendo di non chiudere Current all'indirizzo (clicca direttamente qui):

tom.mockridge@skytv.it

che è l'email dell'Amministratore Delegato di Sky Italia.
Grazie.
E ricordatevi che l'unione fa la forza!

NDR: La risposta che Sky ci ha inviato la troverete nei COMMENTI a questo Post.

| 16 febbraio 2011

Quanto sia importante controllare i mezzi d'informazione non sono certo io a scoprirlo.
La verità è come la luce: se si possiede l'interruttore giusto la si può regolare come si vuole, fino a farla spegnere.
E c'è gente che si abitua persino a vivere al buio.
Informare correttamente significa rendere una democrazia più forte, perchè la si vaccina contro le possibili nefandezze dell'animo umano.
Il contrario può provocare un disastro morale ed etico che richiede intere generazioni per essere debellato.
Il malaffare diventa così un furbaffare, il furto diventa appropriazione, la prostituta diventa una escort, un magistrato diventa un terrorista, un vecchio depravato diventa un figo donnaiolo, il letame diventa fertilizzante.
Vista la situazione, da noi gli esempi potrebbero continuare all'infinito.
Ma non è solo una questione valoriale.
In Italia la cronaca nera gode di spazi sui media così numerosi che non si riscontrano in nessun altro paese europeo.
Ciò può creare emulazione e assuefazione. Due caratteristiche in questo campo molto pericolose.
Infine il mestiere del giornalista non è più la ricerca della notizia da approfondire e da verificare, ma una sinfonia di parole scritte per il miglior offerente.
Ecco perchè i potenti della finanza investono nell'acquisto di Tv e giornali.
Senza di loro i cervelli del popolo non possono essere spenti.
E allora la verità tornerebbe a creare valore e talenti veri.

| 27 settembre 2010

I nostri telegiornali ormai rasentano la demenzialità.
Parlano solo di certi personaggi nostrani, di cui danno un'idea artefatta e compiacente.
Poi condiscono il palinsesto con le solite notizie cimiteriali di morti ammazzati, di tragedie famigliari e di scannatoi paesani.
Gli approfondimenti critici (non polemici) alla Enzo Biagi per far veramente capire restano solo un lontano ricordo.
Poi per quanto riguarda l'estero poco o niente.
Come se vivessimo, da poveri illusi, su un altro pianeta che ha il centro del mondo nel nostro paese.
Probabilmente i direttori di Rete, alla Emilio Fede o alla Minzolini, ritengono che i telespettatori abbiamo un'intelligenza inferiore a quella del suino o, ancora peggio, pensano che il lavaggio dei cervelli possa partire proprio da loro.
Ieri a Cesena si è riunita una nuova forza politica, il Movimento a 5 Stelle di Beppe Grillo, che ha visto radunati per due giorni decine di miglia di partecipanti (si parla di quasi 80.000 persone convocate unicamente via internet).
Al di là del condividere o meno le battaglie dell'ex comico genovese, su questa adunata e sui temi trattati è calato il silenzio totale dei Tg, che hanno preferito riempirci le orecchie delle paturnie politiche dei soliti atavici noti.
Solo Sky ha dato spazio all'evento, dimostrando ancora una volta che per fare informazione corretta in Italia bisogna ricorrere ad editori stranieri.
E questo la dice lunga per chi ha orecchie per intendere.

| 11 giugno 2010

Oggi molti organi di stampa sono listati a lutto per l'approvazione in Senato del DDL sulle intercettazioni.
Vista così sembra una legge che sia più di aiuto ai privilegi dei potenti che alla libertà dei cittadini.
Ecco perchè dà così fastidio.
Una cosa è certa: siamo arrivati a un livello di indecenza moralmente inaccettabile per chi finisce sotto processo.
La presunzione di innocenza non esiste più. Gli atti di indagine, che dovrebbero essere secretati, sono invece divulgati prima alla stampa che agli interessati. La riservatezza che deve precedere un'eventuale condanna è ormai una chimera. Le intercettazioni telefoniche, tra l'altro molto costose per il contribuente, sono diventate lo strumento principe dell'attività investigativa a discapito della ricerca di prove concrete. La vita privata dei cittadini viene così scempiata senza alcun diritto di replica.
Ma si poteva fare una legge, ad esempio, che responsabilizzasse maggiormente la discrezione dei Magistrati e delle Procure, piuttosto che mettere il bavaglio ai giornalisti.
Però ancora una volta sorge spontaneo un ragionevole dubbio.
Forse qualcuno preferisce far discutere sulla libertà di parola, piuttosto che tenere impegnate le menti su come si affronta concretamente la crisi economica.
Il popolo si agita, mentre il potere politico confabula nei meandri nascosti di una finanziaria che ogni giorno cambia i suoi contenuti.
Ma si sa, quando il saggio indica la luna, lo sciocco guarda il dito.
Buona visone, dunque.

| 2 ottobre 2009

Ieri sera, facendo zapping, sono finito sulla Rai ad Annozero, dove era in corso l'intervista alla escort Patrizia D'Addario.
Non mi sono scandalizzato più di tanto nel sapere (se è vero) che al nostro Premier piacciono dei festini con 20 belle ragazze dove lui è il solitario sultano maschio.
Insomma un pò come un bel toro, che trotterella sornione, in mezzo ad un recinto dorato pieno di manze fresche.
Non è l'unico degli italiani a cui piacerebbe fare queste cose, è semplicemente uno dei pochi che può permettersi un harem del genere.
Altre rivelazioni scottanti non ne ho sentite e pure sull'uso (o abuso) di cocaina si è scivolati via con velocità mediatica. Qualcuno in proposito è riuscito a fare dei test sull'uso della droga persino in Parlamento con esiti sbalorditivi. Sono stati trasmessi in TV, ma ne avete sentito più parlare?
La Sinistra, nel suo esasperato antiberlusconismo, non ha ancora capito che se attacca il Cavaliere solo sul piano della moralità ottiene ben poco.
Per due precisi motivi.
Primo, perchè in Italia chi non ha peccato in questo campo scagli la prima pietra. E qui si rischia la valanga.
Secondo, perchè siamo un paese dove la moralità è precipitata talmente in basso che ormai siamo abituati a tutto e al peggio di tutto.
Ciò che invece fa male è vedere l'ipocrisia dei personaggi famosi. Tutti casa, Chiesa e famiglia a parole, ma veri califfi del vizio nei fatti.
Buon week end.

| 1 aprile 2009

In questi giorni si succedono nomi nuovi sulle poltrone che contano nel mondo dell'informazione. Riotta dal TG1 è finito a dirigere la corazzata degli industriali, Il Sole XXIV Ore. Poi si parla del fido berlusconiano Belpietro alla guida del Tg1, mentre la presidenza e la direzione generale della Rai sono di fresca elezione.
Nel nostro paese il Governo potrà così controllare, senza tanti problemi, le principali 6 reti televisive in chiaro.
Ma quello che fa più scalpore è il silenzio assoluto che orbita intorno al ri-cambio di guardia nel principale quotidiano nazionale: il Corriere della Sera.
Qualche anno fa Ferruccio De Bortoli aveva lasciato il posto di direttore al buon Paolo Mieli (in nomen homen), che due giorni fa glielo ha ritornato.
Sul Corriere di ieri uno scarno e laconico comunicato a pag. 21 ci informava di questo strano avvicendamento. A nessuno però è stato spiegato il perchè di cotanto ritorno.
Nessun giornalista, neanche quelli che si arrogano di avere una critica indipendente, è sceso nel merito di questa vicenda di pubblico dominio, ma di oscure motivazioni.
Tenete conto che tra i principali azionisti del Corriere si annoverano banche, finanzieri ed industriali di grande fama e di importante potere.
Perchè Mieli, forse troppo "super partes", sia stato rinfilato nei corridoi di via Solferino (ma a far cosa?) non è dato sapersi.
E nemmeno dalla Sinistra, tutta impegnata nella Costituente (???), è arrivato qualche lume.
Forse oggi sarebbe meglio parlare di libera disinformazione. Senza tanti falsi pudori.

| 22 dicembre 2008

Una volta quando un giovane voleva fare il giornalista i maestri di penna gli raccomandavano due cose: la ricerca della verità e la capacità di essere imparziali.
La prima caratteristica non è facile da mettere in pratica, perchè bisogna lavorare duro per capire la notizia e cosa ci sta dietro. Infatti non è sufficiente raccontare una teoria, magari riportata, se non si sono sentite tutte le parti, perchè la verità è spesso data dall'equilibrio di due versioni contrapposte.
La seconda addirittura rasenta l'eroismo, perchè vuol dire perseguire la notizia con obiettività a prescindere dai condizionamenti esterni. Oggi gli editori puri non esistono più e gli organi di informazioni sono in mano a dei veri e propri centri di potere politico ed economico.
Così la notizia viene edulcorata, plasmata, contornata e pesata per non dare fastidio, o peggio per agevolare qualcuno. Altrimenti si rischiano posto, carriera e sponsors.
Non è sempre così e ci sono ancora giornalisti coraggiosi e leali, ma troppo spesso si vedono tante schiene piegarsi alla prima invettiva del potente sfuriante.
Allora la penna scrive solo per accontentare e la verità sfuma in un inchiostro simpatico.

| 1 dicembre 2008

Quattro milioni e mezzo di famiglie italiane hanno deciso di pagare un abbonamento per vedere una televisione nuova, seria, fatti di centinaia di canali, orientata verso il mondo e meno asservita al solito potere.
Prossimamente questa scelta, che è già di per sè onerosa, costerà il 10% in più.
Infatti il Governo, anzichè tagliare i contributi (per centinaia di milioni di euro!) che versa ad una miriade di giornali e giornalini, ha deciso di raddoppiare l'IVA alla TV satellitare di Murdoch. Uno scherzetto da 500 milioni di costi in più all'anno.
Berlusconi, sorridente, proclama di "Aver tolto a Sky i privilegi dati dalla sinistra".
Un conflittino d'interesse verso l'ultima emittente rimasta libera da condizionamenti politici?
Ma va là, comunisti! Cosa pensate mai.
Intanto il Silvio nazionale ha invitato i suoi ministri a non partecipare a 'Crozza Live' su La 7. Si sa, per par condicio, possono andare solo su Mediaset o sulla Rai. Tutte televisioni dei popoli delle assolute libertà.
In un altro paese si sarebbe urlato alla vergogna, ma da noi invece: sempre e comunque W l'Italia!