| 30 maggio 2010

Il tradimento, e non parlo solo di quello amoroso, è un atteggiamento difficile da prevenire, ma che sortisce quasi sempre effetti disastrosi per chi lo subisce.
I più grandi condottieri della storia sono caduti per colpa di questo genere di persone. Nemmeno Gesù Cristo ne fu immune.
Eppure tra le specie animali solo l'uomo si è specializzato nel tradire i suoi simili.
Perchè lo fa? Soprattutto per interesse personale. Da quello del piacere nel sesso, a quello economico negli affari.
Difficile, se non impossibile difendersi. Perchè l'attacco è quasi sempre nascosto, ben pianificato e proviene solitamente dalle persone più vicine. Già, proprio coloro che conoscono meglio i punti di debolezza della vittima. E dai quali meno se la aspetta.
E il traditore è in grado di portare con efficacia i suoi agguati. Li costruisce nel tempo, li programma senza fretta, trova sodali che lo aiutano e quando attacca è quasi sicuro di vincere, perchè, pur corrompendo, normalmente è già diventato servo di qualche potente.
Colui (o colei) che tradisce lo fa soprattutto per godere delle fortune del tradito. E quindi per aumentare le proprie ricchezze (fisiche e materiali) a discapito del tradito. Insomma vende qualcuno, ma nello stesso momento vende anche sè stesso.
Purtroppo questo genere di persone oggi sono in aumento, perchè quando in una società il senso dei valori e della morale sciama, il male trova terreno fertile per attecchire.
Allora se il traditore scala impunemente le vette del successo, affascina sempre nuovi adepti pronti a seguirlo nell'esempio negativo.
Ma non sa una cosa.
Che il primo ad essere tradito, alla fine è proprio chi tradisce.

| 21 maggio 2010

Mi hanno raccontato una storia troppo bella da non lasciarverla come post per il week end.

Un fanciullo chiede al papà cosa sia la felicità.
Allora il padre risponde al figlio: "Ora te lo spiego con un esempio".
Lo mette in groppa al suo asino e passa per le strade del paese.
La gente vedendolo dice: "Ma guarda che ragazzo insensibile! Lui seduto bello comodo e il padre a piedi a tirare l'asino."
Finito il giro, l'uomo sale sull'asino e lascia la corda al figliolo.
La gente vedendoli dice: "Ma guarda che genitore degenere! Si fa portare a spasso da un ragazzino."
Il terzo passaggio attraverso il paese lo fanno entrambi in groppa all'asino e la gente dice: "Ma guarda che persone cattive! Tutte e due in groppa alla povera bestia."
Infine il padre prende una soma sulle spalle, il figlio una borsa e tirano entrambi l'asino. La gente sghignazzando dice: "Ma che stupidi! Invece che caricare l'animale portano loro tutti quei i pesi."
Allora il padre guarda il suo ragazzo e conclude così: "Vedi figliolo, la vera felicità è poter fare ciò che si ritiene giusto senza badare ai commenti della gente arrogante."

Buon fine settimana.

| 30 aprile 2010

Domani è la Festa del Lavoro, non solo in Italia.
Molti lavoreranno lo stesso, ma tanti per la crisi non lavoreranno.
E non solo domani.
Riceviamo sull'argomento e pubblichiamo.

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Il 1° maggio è una delle poche feste che si celebrano in tutto il mondo. Un po' come il Natale.
Forse non tutti sanno che tale Festa del Lavoro è riconosciuta dagli Stati Uniti dal 1882, dall'Europa dal 1889 e dall'Italia dal 1891. Ricorda le battaglie operaie per conquistare quei diritti dei lavoratori di cui ancora oggi beneficiamo (tipo le 8 ore).
Fin da allora, con eccezione per alcune inevitabili cause di forza maggiore (come i conflitti bellici), si è sempre considerata la giornata del 1° maggio ideale per astenersi dal lavoro o per riunirsi in cortei commemorativi o in, più allegri, mega concerti. Per la sua valenza sociale, economica e storica è dunque assai sentita e importante. I lavoratori di tutte le categorie in questo giorno, senza distinzione di colore, razza o ceto sociale, alza le gambe e resta in panciolle sdraiato sul divano di casa.
O, per meglio dire, potrebbe.
Sì, perchè, a pensarci bene, non tutti la casa ce l'hanno, tanto meno il comodo divano su cui riposare. E, a pensarci ancora meglio, veramente oggi manca, a gran tanta gente, pure il lavoro.
Proporrei, dunque, per quest'anno di cambiare titolo alla memorabile giornata. La chiamerei Festa dei Disoccupati. Non aiuta a trovar lavoro, ma per un giorno avrebbero anche loro un momento di sana gloria.

Email firmata

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| 16 aprile 2010

Dicono che senza ottimismo non si possano raggiungere obiettivi importanti, perciò anche con un'inchiappettata basta sorridere.
Dicono che ad essere buoni nella vita si fa spesso la figura dei fessi ed i fessi è giusto che facciano una brutta figura.
Dicono che la forza sia necessaria per imporre le proprie idee, per cui la purga ed il bastone sono salutari.
Dicono che la Chiesa sia fatta anche da uomini peccatori, così i bambini sono avvisati.
Dicono che le regole non devono essere rispettate se aiutano a raggiungere il successo, nemmeno a poker.
Dicono che la Giustizia giusta non possa esistere.
Dicono che la Politica onesta sia un'utopia.
Dicono che i Giornali imparziali e sinceri siano estinti da tempo.
Dicono che la crisi non sia passata e che la disoccupazione aumenterà, ma il futuro è roseo a prescindere.
Dicono che per mantenere una poltrona si possano usare tutte le colle, basta che attacchino bene il proprio culo al potere personale.
Dicono che il mondo è più sicuro per un paio di firme presidenziali, ma le testate nucleari restano ancora sotto i nostri orti.
Dicono che le lepri all'aeroporto di Linate c'è l'abbiano messe quelle volpi dei comunisti.
Dicono che quelli di prima sono tutti lestofanti quando arrivano quelli di adesso.
Dicono che le parole possano essere spese in abbondanza, tanto non costano niente e vengono dimenticate in fretta.
Ne dicono di cose e non sono tutte leggende metropolitane. Se mi guardo intorno di certo non trovo molto conforto.
Perchè il buio della ragione continua a navigare tra le onde dei valori dispersi.

| 25 gennaio 2010

Dopo i bamboccioni di recente memoria, in questi giorni il Ministro (e candidato Sindaco di Venezia) Brunetta ha riportato alla ribalta la famiglia italiana.
Il problema sarebbe la tarda età in cui i ragazzi se ne vanno di casa per lasciare il tetto natio ed intraprendere una propria vita autonoma.
E' vero! Nelle altre nazioni, soprattutto in quella americana, i ragazzi oltre i 30 anni ancora tra le mura domestiche di papà e mamma sono una rarità.
Ma le condizioni sociali al contorno sono molto diverse da quelle italiane.
E se si solleva un problema, bisognerebbe anche saperlo analizzare nei dettagli per non fare semplicemente la politica delle sparate.
Un pò come dire che i processi si accorciano veramente solo se si investe in nuove risorse e si ottimizza la produttività delle Procure. Altrimenti la brevità la si ottiene unicamente con un indulto camuffato.
Torniamo ai bamboccioni.
Innanzitutto il mondo del lavoro in Italia è molto rigido e non consente ai ragazzi delle carriere rapide. Perciò si rischia di entrare con un salario da 600 euro al mese e di vederlo crescere al ritmo di una tartaruga zoppa. Senza contare che per i giovani la maggior parte delle porte che si aprono sono con contratti a termine o da precari.
Secondo effetto è quello "casa", che è collegato al primo.
Da noi quelle in affitto sono una minoranza ed a prezzi elevati, mentre i mutui per l'acquisto di un immobile sono di difficile accensione se non si dimostra di avere dei buoni e stabili salari.
E siamo da capo.
C'è da dire poi che la famiglia italiana è al momento il miglior ammortizzatore sociale non a spese dello Stato che oggi esista e che senza di questa i figli sarebbero in mezzo ad una strada incavolati neri.
Allora Brunetta dovrebbe darsela a gambe, inseguito da una giovane folla di senza tetto e senza lavoro.
Mediti Brunetta, mediti.

| 15 gennaio 2010

La nostra è una società che sta evolvendo verso l'apparenza esteriore come termine di paragone vincente.
Soprattutto nelle piccole città si è solo se si ha.
Vestiti griffati, macchine lussuose, oggetti costosi, frequentazioni di noti, visi al botulino, gambe liposucchiate, vacanze nei paradisi tropicali, case imponenti, lavori eccellenti, fanno di una persona un "arrivato" e quindi lo collocano in una posizione apicale.
Quello che c'è veramente dietro non ha più alcuna importanza.
Come e quando tutto ciò che si ha è stato ottenuto diventa una condizione secondaria.
Onestà, rispetto, lealtà, prudenza, bontà, umiltà sono termini diventati fuori moda o, peggio, da società medioevale. L'ostentazione è modernità da imitare.
A Bergamo nei giorni scorsi una ragazza in macchina è stata presa in giro da un'altra automobilista perchè non era bella.
Purtroppo i canoni della bellezza "tipo" non erano stati rispettati in quanto condizionati dalla leucemia e da tutte le conseguenze delle cure invasive.
Non c'è da stupirsi.
Di questo passo chi non è ricco, alla moda e col pelo sul cuore non sopravviverà nel mondo della falsa apparenza.
Ma i brutti incantesimi durano poco e prima o poi svaniscono. Lasciando gli adepti all'oblio del tempo che eleva solo la bellezza interiore.
Buon week end.

| 4 dicembre 2009

E' incredibile come sia difficile rimanere tranquillamente da soli.
Il telefono fisso di casa o d'ufficio viene spesso sollecitato da gentili signorine ("...buon giorno sono Clarissa, Eleonora, Samantha, Debora della Ascoltabenechetantononcapisci Company Enterprise SPA..." che chiamano ovviamente da un numero anonimo e che prospettano al malcapitato uditore delle strabilianti iniziative commerciali non richieste.
Poi c'è la casella di posta elettronica che, nonostante i filtri di sicurezza, viene regolarmente intasata da una montagna di mail dai contenuti dubbi e soprattutto truffaldini.
Nemmeno il nostro cellulare è immune, perchè viene raggiunto, anche nel cuore della notte, da simpaticissimi messaggini promozionali in cui ci invitano a feste rap, a cocktail di moda e a rappresentazioni teatrali, per non parlare delle incentivazioni particolari del nostro operatore telefonico.
Infine resta l'ultimo baluardo, perchè il più antico e tradizionale: la cassetta della posta. Ma ormai dovrebbe essere raddoppiata anche quella, per poter contenere tutta la carta che degli straordinari extracomunitari, carichi come muli, vi mettono ogni giorno. Normalmente sono le pubblicità dei supermercati che infestano la nostra privacy, ma non mancano centri estetici, bar, rivenditori di automobili, pizzerie e agenzie immobiliari.
Insomma uno stillicidio continuo.
E i rimedi efficaci per difendersi purtroppo non sono molti, perchè l'invasore si è fatto scaltro e furbo.
A meno di non trasferirsi su una lontana ed indisturbata isola deserta.
Buon week end a tutti.

| 12 ottobre 2009

Una delle caratteristiche degli esseri umani è la fallacia.
Quanti errori si commettono durante una vita: alcuni lievi, ma altri molto gravi.
Spesso si sente dire: "Ah, se potessi tornare indietro non lo rifarei più". Questo perchè gli sbagli portano ad effetti collaterali spesso indelebili e dolorosi.
Eppure l'uomo continua a ripetere errori madornali, senza avere la capacità di correggersi.
Ciò avviene perchè il suo comportamento susseguente si basa su due presupposti: l'autogiustificazione e lo scaricamento (totale o parziale) della colpa su altri.
E' il percorso più facile da seguire, ma che inevitabilmente porta al vagare lontano dal vero e dalle responsabilità.
Ma senza un leale esame di coscienza ci si allontana sempre di più dalla verità, rifuggendo nella fantasia, nella superbia e nell'illusione. In pratica si corre così il rischio di sbagliare nuovamente. E neppure di ammetterlo.
Invece questa analisi critica, imparziale e oggettiva, evita lo smarrimento della mente e porta colui che è in grado di farla ad affrontare meglio il futuro.
Infatti chi impara dai propri sbagli, può edificare nella giustezza la vita, anche facendo tesoro delle esperienze negative.
Servono solo un pò di coraggio e tanta umiltà.
Due doti molto rare nella nostra ingannevole società moderna.

| 28 settembre 2009

Il Papa ha lanciato un anatema sulle famiglie allargate, dicendo (in pratica) che sono la rovina dei figli.
Con tutto il rispetto, non mi sento di condividere un'affermazione così generalizzata.
Difficile che la Chiesa possa cambiare atteggiamento di pensiero con la stessa velocità con cui muta la società odierna.
Così come è difficile far seguire gli esempi concreti alle parole teoriche.
Anche perchè la Chiesa, alla fine, è formata da uomini e tutti senza moglie e figli (almeno ufficiali).
Pensiamo alla posizione clericale sulla povertà, sui metodi contraccettivi, sulla pedofilia, sul divorzio e così via.
Di fatto oggi i matrimoni religiosi sono in calo ed aumentano le convivenze e le separazioni.
Credo che sia più deleterio per un figlio essere costretto a vivere in una famiglia separata in casa, dove tensioni ed esasperazioni sono all'ordine del giorno.
Perchè ci sono coppie che non si sciolgono solo per salvaguardare una falsa apparenza, dove i coniugi di fatto hanno già una vita affettiva indipendente.
Quando è inevitabile, la separazione (sempre dolorosa soprattutto in presenza di una prole) dovrebbe invece essere gestita nel rispetto per tutti e nel mantenimento dell'impegno genitoriale, che non finisce meramente con il divorzio.
Se in seguito nasce la possibilità che due esseri umani si possano ricostruire un futuro sereno, che coinvolga con dolcezza i figli avuti dalle precedenti unioni, ciò può portare anche dei benefici di pace ed armonia per le persone tutte che li circondano.
E'una questione di valori sensati, di esempio positivo, di scelta d'amore, non solo di ambito religioso.
E soprattutto si evita di giustificare una menzognera ipocrisia che non fa mai bene all'educazione dei ragazzi.

| 11 settembre 2009

Quanto è difficile seguire la trasformazione del costume italiano!
Ormai tutto è finalizzato al materiale, all'apparire, al riuscire nella posizione.
Una volta c'erano dei sacrifici da fare, a partire dallo studio e dall'impegno personale, per arrivare al rispetto dei ruoli. Erano i risultati raggiunti, con coerenza e con pazienza, che dimostravano nei fatti la validità dei progetti e delle persone.
Oggi il conseguimento di uno status prescinde da qualsiasi etica e da qualsiasi mezzo. Anche il travisamento della realtà è consentito. Una concessione pericolosa perchè può sfociare rapidamente nella menzogna.
Ultimamente sta prendendo piede anche un'altra pratica. Quella dell'autoincensamento.
Se i complimenti e i giudizi positivi non arrivano subito, le lodi su sè stesso vengono esternate dal diretto interessato. Con tanti saluti alla modestia e all'umiltà.
Una fanfara che risuona cupa, perchè dovrebbero essere il tempo e la storia a proclamare i migliori.
Così non dimentichiamoci mai che chi si loda, alla fine, si imbroda.
E vorrei chiudere con un pensiero per le oltre 3.000 vittime che proprio oggi, otto anni fa, venivano sacrificate dalla follia umana.
Buon week end di fine estate.