| 29 agosto 2017

Il tempo scandisce la nostra vita e segna il nostro pensiero.
Nei tempi moderni ha poi assunto connotati di frenesia e sembra non bastare mai.
Per alcuni invece scorre così piano da diventare noia.
E' la nostra mente, colma di impostazioni e di apprendimenti fallaci, che lo rende particolare.
Perchè noi viviamo il presente, l'attimo, ma non riusciamo a cogliere in pieno il "qui e ora".
La nostra mente è tutta proiettata o al passato, o al futuro.
I suoi ragionamenti elaborano l'esperienza trascorsa e si spingono nelle azioni da farsi sempre dopo il presente.
Ma anche il tempo ci mette di suo, perchè l'attimo diventa immediatamente passato e un secondo dopo è già futuro.
Un pò come l'acqua di un grande fiume che tocca la nostra mano immersa.
Non è mai la stessa se non per un istante.
Allora dovremmo essere capaci di percepire lo spazio temporale non come una retta orizzontale su cui camminare, ma come una linea verticale che si sposta in avanti con noi.
In questo modo affronteremmo la vita con un'altra filosofia e potremmo ottenere dei benefici interiori, basati sull'energia pura e non sul trascorrere del tempo fugace.

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| 27 luglio 2017

Qualcuno chiese:
"Cosa pensi del detto 'ricambiare l'odio con la benevolenza'?"
Il Maestro disse:
"Con che cosa ricambieresti allora la benevolenza?
Ripaga l'odio con la rettitudine, e con la benevolenza ricambia la benevolenza.
Rari sono quelli che comprendono la virtù.
E la virtù che si mantiene nel mezzo è quella perfetta."

Confucio - 500 anni A.C.

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| 24 luglio 2017

Vi lascio da leggere il mio ultimo editoriale pubblicato da QUI BERGAMO e attualmente in edicola.
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Ecco arrivata l’estate. Giorni di caldo, proprio come deve essere in questa stagione. Ogni periodo ha i suoi fenomeni caratteristici e non solo quelli meteorologici. Ormai mi sto avvicinando alla soglia dei 60 anni, un’età particolare che apre le porte all’ultimo cammino della vita. Un’età in cui il corpo ti presenta quotidianamente i suoi acciacchi senili. Ma non importa, ci si fa presto l’abitudine. D’altronde la forza fisica non segue più come una volta la volontà della mente. Poi, l’intelligenza intuitiva lascia sovente il posto al grande bagaglio dell’esperienza acquisita. Spesso un senso di solitudine accompagna il trascorrere dei giorni che si fa sempre più veloce. Le mesate sui calendari a muro perdono i fogli come il cader delle foglie ad autunno. Ma non è una solitudine imposta, è ricercata, attesa, voluta insomma. Si preferisce semplicemente restare con se stessi, per ascoltare il suono puro di quell’emozione antica che viene da dentro. Il contorno esteriore e il chiacchierio disturberebbero il suo fluire armonico. Mi accorgo che il tempo è veramente tiranno, ma in questi ultimi anni è diventato addirittura despota assoluto. Scorre con una velocità tumultuosa, da lasciare senza fiato. E’ un continuo susseguirsi di stagioni, il cui ritmo diventa sempre più intenso e sensoriale. Forse per poter rallentare, i pensieri spesso si trasformano in ricordi infiniti di attimi passati. Sono pensieri profumati, fatti di gioie e di dolori intensi. Da giovani l’aria non trasmette tutte queste sensazioni, è l’età che la riempie di tanti odori. Così la vita vissuta assume anche un sapore, che è un po’ dolce e un po’ aspro. Ecco perché mi piace camminare per le vie della nostra bella città ed ascoltare le vibrazioni che salgono dai tanti ricordi trascorsi. Sono sguardi rivolti all’indietro, sono visioni che ritornano, appaiono e scompaiono ad ogni passo. Sono immagini di persone che hanno incrociato comunque un mio cammino lungo. Le vedo, le sento per un attimo solo. Poi scompaiono con lo stesso significato recondito di tante storie dimenticate. Erano anche loro in queste vie, per queste strade, e un tempo hanno incrociato il senso unico del mio destino. Una contaminazione speciale che lascia il segno ancora oggi. Uomini e donne che spesso non si incontrano più, se non nei ricordi lontani della mente. Sono come le nuvole in cielo, che il concerto del vento plasma ogni giorno in forme diverse, le trasporta lontano, per poi farle scomparire. Non tornano mai più uguali a prima, ma ci sono state e lo senti. E’ semplicemente l’alchimia magica del passato. Ma non solo persone. Anche gesti, attimi, momenti particolari ritornano nella mente ad ogni angolo. Quanti passi sono stati fatti su quei marciapiedi in quasi 60 anni di esistenza. Qualcosa è cambiato nella mia città, ma non tutto: le chiese, con il suono delle loro campane, sono sempre uguali da secoli. Io invecchio, loro no. Ed ecco che allora la malinconia si fa largo negli spazi infiniti. La ascolto: spintona semplicemente il presente per riempirlo di emozioni forti e trascorse. Non possono essere riscritte, non si possono cambiare, nemmeno per essere migliorate. Sono esistite, e basta così. Guardo la mia immagine riflettersi in una delle tante vetrine. Il pensiero allora rientra subito in un corpo invecchiato che sembra non appartenergli più. E’ l’immagine del presente che non può tornare indietro. A poco a poco la finzione della mente si scioglie davanti alla crudezza dello sguardo reale. Perché la verità temporale è inconciliabile con la fantasia. Non è una malinconia dolorosa però, ha solo un gusto intenso che pesa sul cuore. Ecco perché inseguo la ricerca del silenzio per arrivare alla riflessione interiore. E’ così bello stringere continuamente la vita per non arrendersi mai. Non tutto è stato felice, semplice, giusto, corretto, buono e vincente, ma ha costruito oltre mezzo secolo di emozioni utili. In questa sera d’estate i passi scorrono veloci in una Bergamo frettolosa. Quante facce sconosciute ci sono nella mia città. E’ il nuovo che avanza! Gente mai incontrata prima, solamente incrociata adesso, in una passeggiata solitaria che va indietro nel tempo. Ma loro non lo sanno. Ora è buio per strada e cade qualche goccia di pioggia. Sono arrivato a destinazione, in una rotonda a pochi passi dalla mia vecchia scuola. E’ ancora lì, uguale ad allora. Stasera c’è una cena con i miei cari compagni di liceo, semplicemente 40 anni dopo la gioventù.
Ho detto che avrei scritto di loro.
E l’ho fatto tra le righe qui sopra.
Col cuore e con una dolce malinconia.
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| 20 giugno 2017

L’11 ottobre di 50 anni fa veniva messo sul mercato dalla Piaggio di Pontedera il Ciao, un mitico cinquantino che è stata la gioia di intere generazioni.
E’ rimasto in produzione ininterrottamente dal 1967 al 2006 e ne sono stati venduti più di 3 milioni e mezzo di esemplari.
Così il Ciao è diventato il ciclomotore italiano più venduto nel mondo.
Pesava solo 39 kg, andava con la miscela al 2%, aveva un serbatoio da 2 litri e mezzo, si avviava a pedali (come quelli di una bici), raggiungeva i 40 km/h (ma poteva essere elaborato) e riusciva a fare anche 60 km di strada con un litro di benzina.
La prima versione costava 54.000 lire, cioè neanche 27 euro.
Pratico, leggero, con poche spese di manutenzione, è stata la gioia di tanti ragazzi.
Un mio amico svizzero l’aveva blu scuro e, agli inizi degli anni ‘70, andavamo col suo Ciao elaborato su un lungo rettilineo d’asfalto in Versilia.
Misuravamo col cronometro e la fettuccia srotolata le prestazioni del ciclomotore sui 200 metri.
Erano tempi lontani e spensierati.
In quell’epoca le cose si aggiustavano e non si buttavano.
E questa era anche la filosofia del Ciao.

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| 25 maggio 2017

Il Maestro disse:
"Disciplinare se stessi e ritornare alle norme di condotta tradizionali significa possedere l'umanità.
Se per un solo giorno ognuno disciplinasse se stesso e ritornasse alle norme di condotta tradizionali tutto il mondo ritroverebbe l'umanità.
Il possesso della virtù dell'umanità dipende esclusivamente da se stessi e non dagli altri.
Ad esempio esser cauti nel parlare significa possedere l'umanità.
D'altronde, chi possiede l'umanità rende autonomi gli altri in quanto desidera egli stesso essere autonomo.
Fa progredire gli altri in quanto desidera progredire egli stesso".

Confucio - 500 anni A.C.

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| 15 maggio 2017

A 15 anni ero determinato nello studio.
A 30 anni ero indipendente.
A 40 anni non avevo più esitazioni.
A 50 anni ho compreso la verità del cielo.
A 60 anni le mie orecchie erano pronte ad ascoltare.
A 70 anni potevo seguire i desideri del cuore senza deviare.
Essere sostanzialmente esigenti con se stessi e poco con gli altri.
Allora si tiene lontana ogni animosità.

Confucio - 500 anni A.C.

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| 24 aprile 2017

Se il popolo è regolato dalle leggi e uniformato attraverso le punizioni, esso cercherà di evitarle ma non sentirà alcun senso di vergogna.
Se esso è invece guidato dalla virtù e uniformato attraverso le norme di buon comportamento e attraverso i riti, il popolo coltiverà il senso di vergogna e quindi progredirà.
Se il popolo ha a sufficienza, avrà a sufficienza anche il Governo.
Quindi precedi il popolo con l'esempio, incoraggiandolo senza sosta.

Confucio - 500 anni A.C.

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| 18 aprile 2017

Molti si chiedono cosa sia l'anima.
Io la vedo come ciò che conserva l'insieme delle varie energie del nostro corpo.
Da quella elettrica del cervello a quella dinamica dei muscoli, fino a quella statica dei sensori ricettivi.
Queste energie accumulano una sorta di memoria storica, psicologica ed esperienziale, un pò come una molla, che va man mano a caricarsi proprio in questo centro spirituale dell'uomo.
Quando la vita terrena finisce, ecco che le varie energie si spengono, ma quella centrale, che si è caricata per molto tempo, non si dissipa subito e sopravvive ancora, alla stregua dei nostri atomi.
Dove vada solo la fede può dirlo, ma dipende proprio dalla qualità delle altre energie secondarie ricevute negli anni.
L'anima può disperdersi per interagire nell'infinito dell'universo, ma mantiene comunque la sua essenza positiva o negativa, a seconda di come sia stata caricata, durante la vita, dal corpo e dalla mente.
Da ciò nasce la sua grande potenza e il suo grande mistero.

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| 12 aprile 2017

La conoscenza è, come dice Wikipedia, "la consapevolezza e la comprensione di fatti, verità o informazioni ottenute attraverso l'esperienza o l'apprendimento (a posteriori), ovvero tramite l'introspezione (a priori)."
Non è esattamente il sapere, che è più superficiale e meno introspettivo e che significa conoscere qualcosa o qualcuno.
L'uomo tende per sua natura alla conoscenza, come diceva Aristotele, quindi c'è una fortissima connessione tra essere e conoscere.
Così la conoscenza passa attraverso la mente e da questa viene elaborata.
Ecco perchè è importante avere cura della mente come del corpo.
Ed è altrettanto fondamentale pulire la mente da tutti quegli elementi negativi che la portano ad elaborare una conoscenza falsata.
Uno dei sistemi per aiutare la conoscenza è proprio la meditazione (conoscenza introspettiva), che va imparata per gradi e che porta benefici studiati anche scientificamente.
Ma una cosa che non troverete mai collegata alla conoscenza vera e naturale, è il potere.
Provate a pensarci.
Nessun uomo genuinamente saggio, dalla conoscenza profondamente naturale, è mai stato un potente: Gesù, Buddha, Confucio, il Dalai Lama, Gandhi, erano forse reazionari, quasi ribelli, ma assolutamente senza un reale potere terreno.
Hanno tutti però il potere immenso della conoscenza naturale.
E infatti gli antichi ebrei dicevano: "Un uomo saggio vale più di uno forte, un uomo sapiente più di uno pieno di vigore."

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| 7 aprile 2017

Fu chiesto al Maestro:
"Se ad uomo pieno di umanità viene riferito che un altro virtuoso si trova in un pozzo, lo segue?"
Il Maestro rispose:
"Perchè dovrebbe? L'uomo superiore può anche correre sul posto, ma non buttarsi nel pozzo.
Egli può essere anche ingannato, ma non accecato".
E il Maestro così concluse:
"Chi è entusiasta e non retto, ignorante e non attento, semplice e non leale, io non lo comprendo".

Confucio - 500 anni A.C.

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